12 ore di sebring

E suona la Marsigliese nel cuore della Florida. A vincere la 12 ore di Sebring, grande classica dell’endurance nonché seconda prova iridata della serie IMSA Weathertech sono tre piloti francesi, al volante di una Cadillac DPi. La vettura del JDC Racing taglia per prima il traguardo con un parterre di alto livello, costituito da vecchie volpi del volante. Sebastien Bourdais, pilota IndyCar con trascorsi sia qui che a Le Mans, trionfa assieme a Tristan Vautier ed a Loic Duval, già vincitore qui a Sebring con la Peugeot della Oreca. A completare il podio vi sono la Mazda ufficiale e l’Acura DPi del Michael Shank Racing. Doppio trionfo Porsche nelle classi GTLM e GTD.

12 ore di Sebring, cosa accade tra i prototipi?

Nonostante la corsa duri 12 ore, la sfida decisiva per la vittoria assoluta è nelle ultime fasi. Dopo la settima caution, la Cadillac Ganassi di Scott Dixon, Renger Van Der Zande e Kevin Magnussen vola al comando, con al volante il neozelandese. Ma a un’ora dal termine il sei volte iridato IndyCar sbatte contro una BMW GTLM mentre cerca di entrare ai box. Mancano un’ora e dieci minuti al termine. Un’ulteriore caution, l’ottava, trasforma il finale in uno shootout di venti minuti tra la Caddy JDC, con Duval al volante, la Mazda di Harry Thinknell e l’altra Cadillac di Kamui Kobayashi. Alla fine la spunta Loic, mentre “Koba” supera Thinknell all’ultimo giro, anche se lo sforzo non gli vale il podio per una penalità. Il Michael Shank Racing così sale in terza posizione, con Dane Cameron, Olivier Pla e Juan Pablo Montoya. Battuti i compagni di marca del Wayne Taylor Racing, vincitori della 24 ore di Daytona dello scorso gennaio.


24 ore di Daytona 2021: Acura e Taylor in trionfo


I guai di Action Express

Il team Action Express numero 48 è reduce da un weekend complicato. Jimmie Johnson demolisce la vettura in qualifica, complicando l’attività in gara. Simon Pagenaud non si accorge di aver superato il limite di ore di guida, comportando la retrocessione all’ultimo posto di classe. E’ la ciliegina sulla torta di una domenica sfortunata, condita dai problemi dell’altra vettura, la 31, ritrovatasi con lo sterzo rotto dopo un contatto di Pipo Derani con Van Der Zande.

12 ore di Sebring, la gara degli altri prototipi

La classe LMP2 saluta il trionfo di Mikkel Jensen, Ben Keating e Scott Huffaker, dominatori con la loro Oreca del Mathiasen Racing. Stesso discorso nella LMP3, dove la Core Autosports guarda tutti dall’alto, grazie al contributo prezioso del sempre veloce Colin Braun.

La gara delle GTLM

Porsche sbanca la classe GTLM in maniera clamorosa, con una 911 privata che sconfigge le Corvette e le BMW ufficiali. La C8R di Antonia Garcia collide con la M8 di Connor De Philippi, finendo entrambi ai box per riparazioni. Ne approfittano Mathieu Jaminet, Cooper MacNeil e Matt Campbell, i quali tagliano il traguardo con un giro di vantaggio sulla coupè bavarese. De Philippi, assieme a Phillip Eng e Bruno Spengler chiude al secondo posto, a precedere la vettura gemella di Jesse Krohn, Augusto Farfus e John Edwards. La Corvette di Garcia, Jordan Taylor e Nick Castburg è quarta dopo aver dominato la corsa per la prima metà. Segue al quinto posto la vettura gemella, con Nick Tandy, Tommy Milner e Alexander Sims, attardati da un problema al motore.

La 12 ore di Sebring della classe GTD

Porsche trionfa anche nella classe GTD, piazzando ben due 911 GT3 R nelle prime due posizioni, Il trionfo è per i canadesi di Pfaff Racing, autori di una rimonta pazzesca dall’ultima posizione di classe. Laurens Vanthoor, Lars Kern e Zach Robichon agguantano la leadership nell’ultima ora di gara, approfittando della defaillance della Lexus ufficiale. Zach Veach è costretto ad una sosta ai box per una foratura, a seguito di un contatto proprio contro la Porsche Pfaff. Un altro contatto aveva eliminato la vettura gemella di Jack Hawksworth, che alla nona ora spalma il paraurti della RC-F GT3 contro l’Acura DPi di Taylor.

La Porsche in seconda posizione è quella del Wright Motorsports, reduce da una corsa piuttosto avventurosa. La 911 di Jan Heylen, Patrick Long e Trent Hindman superano ben due penalità: la prima è per un cambio di linea irregolare da parte di Heylen, la seconda è per un numero eccessivo di meccanici durante un pit stop. Il gradino più basso del podio è per l’Aston Martin di Ian James, Roman De Angelis e Ross Gunn, al secondo podio consecutivo alla 12 ore di Sebring.


La classifica di gara


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