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24 ore di Spa: è trionfo per il Cavallino

La Ferrari spezza il dominio tedesco alla 24 ore di Spa. Il team Iron Lynx, che da quest’anno rappresenta ufficialmente il Cavallino, sale sul gradino più alto del podio di una gara che solitamente è un fortino di Audi, BMW e Porsche. Alessandro Pier Guidi, Niklas Nielsen e Come Ledogar battono nell’ultima ora l’Audi WRT di Van Der Linde/Vanthoor/Weerts, in testa fino a 50 minuti dal termine. Un sorpasso di Pier Guidi sotto la pioggia si rivela decisivo. Il gradino più basso del podio va all’Aston Martin di Thiim/Sorensen/Gunn, vincitori della classe Pro-Am. La gara è segnata da un gravissimo incidente nelle fasi iniziali, dove sono coinvolti Davide Rigon ed il tester Williams Jack Aitken.


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Cosa succede alla 24 ore di Spa?

L’incidente avviene dopo appena 20 minuti dal via. Aitken perde il controllo della sua Lamborghini Emil Frey al Radillon, sbattendo contro le barriere. La Huracan rimbalza verso la pista, venendo centrata dalla vettura gemella di Franck Perera, dalla Ferrari di Rigon e dalla Porsche di Kevin Estre. Il botto è tremendo, tanto che devono intervenire diverse ambulanze per assistere i piloti. La gara è in full course yellow. Perera ed Estre finiscono al centro medico del circuito, per poi uscirne subito dopo con zero ferite. Rigon ed Aitken vengono invece trasferiti all’ospedale di Liegi. Davide ha indosso un busto, ma solo per precauzione. Jack, invece, ha riportato la frattura di una vertebra e di una clavicola, e dovrà restare a riposo per molto più tempo. Considerando la violenza degli impatti, è andata fin troppo bene.

Il momento decisivo

Alle 17.47, la Safety Car rientra e riprende la gara. I protagonisti della giornata del sabato sono la Lamborghini di Mirko Bortolotti, l’ Audi WRT (partita dalla 55esima posizione!) e la Ferrari Iron Lynx, che approfittano delle occasioni giuste per salire la classifica. La 488 numero 51 colleziona il maggior numero dei giri in corsa, che corrispondono a punti preziosi per la Ferrari per l’Intercontinental GT Challenge (di cui Spa è la prima tappa stagionale). Non manca la pioggia, che fa capolino sul tracciato sotto forma di scrosci. Proprio la pioggia decide le sorti della gara, a meno di un’ora dalla conclusione. Il team WRT richiama Dries Vanthoor ai box per montare le gomme rain, in quanto si aspettano la pioggia da un momento all’altro. La strategia paga, perché sul circuito cala un acquazzone. La R8 LMS si ritrova in testa, ed ha ben 50 secondi di vantaggio sulla Ferrari di Pier Guidi, rimasto con le slick un giro di troppo. Le cose sembrano volgere a favore di Audi, quando una full course yellow azzera il suo vantaggio. Al restart, Alessandro si sbarazza subito di Aurelien Panis e di Sandy Mitchell, doppiati, per poi attaccare Vanthoor con una bellissima manovra al Balnchimont. Infine, accumula un vantaggio di quasi quattro secondi, sufficienti per ipotecare il successo.

La 24 ore di Spa degli altri

La battaglia tra Audi e Ferrari mette in secondo piano le altre case. Aston Martin conquista il podio con la Garage 59, che conta gli ufficiali Marco Sorensen e Nicki Thiim ed il super gentleman Ross Gunn. Il team vince facilmente la classe Pro Am, ma per l’assoluta lamentano un passo non all’altezza degli altri. Porsche, vincitrice lo scorso anno con Manthey, non fa meglio del quinto posto con Martin-Tandy- Laurens Vanthoor (quest’ultimo ha dato forfait dopo essere stato investito da un quad nel paddock rompendosi il setto nasale) con ben due giri di distacco. Mercedes brilla in qualifica con Raffaele Marciello, autore di una pole super, ma poi perde colpi in gara. “Lello” si ritira per un ammortizzatore KO, e le vetture gemelle di HRT e GetSpeed seguono lo stesso destino. Unica consolazione è la vittoria nella Silver Cup, ad opera del team Madpanda di Ezequiel Perez-Companc. Disfatta totale per BMW, che schiera qui due M6 del Walkenhorst Motorsport. Nessuna delle due vetture vede il traguardo, ritirandosi nella notte per guai alle sospensioni.


Classifica finale