6 h spa

Con la 6 h di Spa, inizia il mondiale FIA WEC. E da quanto si è visto in gara, il leit motiv della classe Hypercar sarà la sfida tra Toyota e l’Alpine. La casa giapponese ha rispettato i pronostici, vincendo l’assoluta, ma i rivali francesi non sono parsi così lontani, anche per gli errori di guida e ai box dei rivali. Grande spettacolo nella LMP2, tranne per la prima posizione, rimasta saldamente nelle mani della United Autosports. Stesso discorso nella GTE Pro, dove Porsche ha stracciato la Ferrari e la Corvette.


FIA WEC, la entry list della 6 ore di Spa


6 h di Spa: chi ha vinto tra i prototipi?

Nelle prime tre ore di gara le Toyota numero 7 e numero 8 sono andate a braccetto. Kazuki Nakajima, Sebastien Buemi e Brendon Hartley sono saliti sul gradino più alto del podio, nonostante alcune disavventure. Buemi ha lasciato i box prima del tempo minimo regolamentare, prendendosi una penalità di 30″ nello stop successivo. Altri 5 secondi se li son presi per un unsafe release nel finale. Comunque, hanno sbagliato meno rispetto ai compagni di team José Maria Lopez, Kamui Kobayashi e Mike Conway. Il “Koba” è uscito nella ghiaia al tornantino Bruxelles, perdendo tempo. A questo si è aggiunto il tamponamento di “Pechito” alla Porsche di Richard Lietz, con conseguente penalità. Questa serie di errori son costati al trio il secondo posto, a vantaggio dell’Alpine. Andre Negrão, Mathieu Vaxiviere e Nicolas Lapierre sono stati veloci e costanti, mettendo il sale sulla coda alla Toyota di testa. Purtroppo la strategia non li ha aiutati: la A480 ha dovuto fare una sosta in più rispetto alle TS010.

La battaglia della LMP2

Grande spettacolo nella classe LMP2, ma per la seconda posizione. Per la vittoria non c’è stata storia, con la United Autosports che ha dominato dall’inizio alla fine. Phil Hanson, Filipe Albuquerque e Fabio Scherer non sono stati rallentati minimamente da una penalità di 5′ per unsafe release, e hanno fatto gara a se. Racing Team Nederland e WRT si sono contese la piazza d’onore, poi però le cose sono andate diversamente. La compagine di Vincent Vosse ha patito problemi alla frizione, che è costata la corsa a Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e Robin Frijns. Il team olandese, con Giedo Van Der Garde, Frits Van Eerd e Job Van Uitert sono stati scavalcati da Jota Sport, giungendo terzi di classe e primi della graduatoria Pro Am.

Il secondo posto è andato alla Jota numero 38 di Roberto Gonzales, Antonio Felix Da Costa e Anthony Davidson, che ha approfittato dello stop&go della vettura gemella diSean Gelael/Stoffel Vandoorne/Tom Blomqvist per il contatto con l’Alpine. Sul podio della Pro Am è salito Juan Pablo Montoya, al debutto nel WEC con il team Dragonspeed. L’ex di F1, IndyCar, NASCAR e IMSA ha anche provocato un contatto contro l’Aston Martin del FT Sport, pagando dazio in pit lane. JPL ha condiviso il volante della Oreca LMP2 con Henrik Hedman e Ben Hanley.

6 h Spa: dominio Porsche in GTE

La classe GTE Pro ha visto dominare la Porsche dal primo all’ultimo minuto. Kevin Estre e Neel Jani non hanno avuto avversari, se non in una lenta foratura che però non li ha minimamente ostacolati. Qualche sventura in più è capitata alla numero 92 di Gimmi Bruni e Richard Lietz, con l’austriaco tamponato a inizio gara dalla Toyota di Lopez. Un episodio che è costato il podio all’equipaggio di Weissach, a vantaggio delle Ferrari di AF Corse. James Calado e Alessandro Pier Guidi hanno portato a casa la seconda piazza, a 30″ di distacco dalla Porsche vincitrice. Miguel Molina e Daniel Serra hanno completato il podio. Corvette Racing ha deluso le aspettative, in quella che è stata la prima uscita internazionale della C8R. Antonio Garcia e Oliver Gavin hanno finito al quarto posto di classe, lontanissimi da Porsche e Ferrari e mai veramente in gara. Per Gavin, ex tester F1, è stata l’ultima fatica, prima di appendere il casco al chiodo.


Corvette Racing conferma la presenza a Spa. E non solo


In classe GTE Am, la battaglia è stata intensissima fino a quando non è entrato in campo Alessio Rovera. Il lombardo di AF Corse ha fatto volare la sua Ferrari, condivisa con François Perrodo e Niklas Nielsen. La Rossa ha dato paga all’Aston Martin di TF Sport di Felipe Fraga, Ben Keating e Dylan Pereira, complice anche l’entrata assassina di Montoya sull’americano. Ha chiuso il podio la Ferrari del Cetilar Racing, al debutto nella categoria. Giorgio Sernagiotto, Roberto Lacorte e Antonio Fuoco hanno brillato, nonostante la tamponata subita da Lacorte ad opera di Paul Dalla Lana. Andrea Piccini ha concluso al nono posto con la Ferrari Iron Lynx. Il pilota e team manager, affiancato da Matteo Cressoni e Claudio Schavoni è preceduto dall’equipaggio femminile Iron Dames, con Katherine Legge, Manuela Gostner e Rahel Frey. Non hanno preso parte alla gara Matteo Cairoli e Riccardo Pera, dopo che il loro compagno Egidio Perfetti ha demolito la Porsche Project 1 in un incidente al Radillon, nel corso delle prove libere.

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