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L’ACI Monza Rally si è rifatto il trucco per ospitare l’ultimo round del mondiale Rally. In un percorso inedito e con condizioni meteo “alla Montecarlo”, Sebastien Ogier aggiunge la settima perla alla sua collana di titoli mondiali. Il provenzale, quest’anno alla guida della Toyota Yaris WRC Plus, si aggiudica la prova ed è campione del mondo 2020.

Decisiva per le sorti del mondiale è la giornata di sabato. In condizioni meteorologiche estreme, con la pioggia e la neve che hanno reso difficilissimi i percorsi delle valli bergamasche, il leader del mondiale Elfyn Evans si gioca tutte le speranze mondiali. Nel corso dell’undicesima speciale, il gallese scivola su un cumulo di neve e vola fuori. La sua Yaris è troppo danneggiata per proseguire: il mondiale è andato.

Evans, sportivamente, avverte Ogier di fare attenzione alla neve fresca, che lo ha spedito fuori strada.

Ogier, secondo in quel momento, eredita la testa della corsa, tenendola fino al traguardo. L’unica minaccia per il provenzale proviene da Ott Tanak, che nella giornata di domenica lotta con Daniel Sordo per la seconda posizione. Ma l’estone per fare il bis mondiale deve sperare in un ritiro di Seb, cosa che non avviene. Il secondo piazzamento di Ott, ed il terzo dello spagnolo, garantiscono alla Hyundai il mondiale costruttori.

Sordo è autore di una gara convincente. Il cantabrico passa in testa dopo la SS10, ma viene penalizzato di dieci secondi per aver saltato una chicane. Un errore che gli costa forse la vittoria, ma non il podio.

Della squadra Hyundai delude invece Thierry Neuville. Il belga arriva ancora una volta in lizza per il mondiale, ma lo manca clamorosamente. Alla speciale numero 4, il vallone colpisce una barriera di cemento e distrugge una sospensione. Come per Evans, anche per Thierry la corsa mondiale finisce anzitempo.

La Toyota può ancora puntare al mondiale costruttori, ma serve una giornata top per Kalle Rovanpera. Il giovanissimo (20 anni appena) figlio d’arte non è però al massimo della sua forma, e perde il derby finlandese con Esapekka Lappi per il quarto posto. Un piazzamento mancato che regala il titolo marche (il secondo consecutivo) alla Hyundai.

Lappi regala grandi sorrisi alla M-Sport, in un weekend difficile per la struttura ex ufficiale Ford. Il finnico azzarda le gomme da neve alla SS5 e si catapulta in testa. Poi si fa superare da Sordo ma è bravo a domare il giovane Rovanpera e finire quarto.

Gli altri due alfieri della M-Sport non vedono invece il traguardo. Teemu Suninen è costretto al ritiro per un problema al motore; Gus Greensmith sbatte alla SS10, costringendo la direzione gara a sospenderla.

Protagonista anche Takamoto Katsuta, nel bene e nel male. Il giapponese sbatte alla SS1, ritirandosi, poi rientra con il Super Rally e sorprende per velocità, sfiorando lo scratch a più riprese. Il protetto della Toyota è particolarmente a suo agio sulle speciali in autodromo, grazie anche alla sua pregressa esperienza nella velocità (è stato vice campione giapponese di F3 nel 2013).

Il rally di Monza è decisivo anche per le corone iridate di WRC 2 e WRC3. Mads Ostberg si porta a casa la vittoria di classe ed il titolo mondiale, dopo aver passato un’intera stagione a lottare in lungo e in largo con lo svedese Pontus Tiemand. Il norvegese, ex ufficiale di M-Sport e Citroen nel WRC, spera di poter tornare alla classe maggiore.

Nella WRC3, infine, la battaglia per la vittoria è in derby norvegese tra l’esperto Andreas Mikkelsen ed il giovane Oliver Solberg (figlio del campione del mondo 2003, Petter Solberg). Mikkelsen si aggiudica la prova, ma il titolo di categoria va nelle mani del finlandese Jari Huttunen, al volante della nuovissima Hyundai i20 R5 New Generation.

Lo svedese Tom Kristensson si aggiudica il Junior WRC, riservato ai giovani al volante delle Ford Fiesta R2 gommate Pirelli.

ACI Monza Rally, come sono andati gli italiani?

Il gioiello di punta della pattuglia italiana, nutrita qui a Monza, è Umberto Scandola. Il veronese quest’anno ha partecipato all’intero campionato WRC3, al volante di una Hyundai i20 R5. Scandola parte per puntare al risultato grosso nella gara “di casa”, ma durante la prima speciale il motore lo pianta in asso.

Rientrato grazie al Super Rally, Umberto mostra una velocità fenomenale, che lo mette in competizione diretta con le WRC Plus. Addirittura, nell’undicesima speciale fa segnare uno scratch: erano 12 anni che un italiano non primeggiava in una prova iridata (l’ultimo fu Gigi Galli, al Rally di Turchia del 2008).

Il miglior tricolore piazzato in gara è Alessandro Perico, il quale conclude al 19esimo posto assoluto. Il bergamasco, protagonista nel CIR con diverse vittorie alle spalle, porta in alto la nuovissima Skoda Fabia Rally2.

Più in salita la corsa di un altro pilota di livello, Matteo Gamba. Il bergamasco è in piena top 20 prima di distruggere un cerchio nella mattinata di sabato. Il 41enne pilota riprende poi in mano la sua Skoda Fabia Rally2, risalendo fino al 28esimo posto finale.

Il veterano Mauro Miele conclude in 22esima posizione, a precedere Giacomo Ogliari. Ventiseiesima piazza per Marco Silva, preceduto da Andrea Spataro. Trentesima posizione per Marco Gianesini, quarantaduesima per Rachele Somaschini, unica donna al via.

Presente anche Franco Morbidelli, che arriva al WRC direttamente dalla MotoGP. Il romano del team Yamaha Petronas conclude la rassegna brianzola al 61esimo posto, complice anche un’uscita di pista che ha causato il cedimento di una sospensione.

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