Lutto nel calcio italiano che dice addio a Giovanni Galeone, morto l’età di 84 anni all’ospedale di Udine dove era ricoverato da tempo a causa di una grave malattia. Da allenatore ha legato il suo nome al Pescara, alla cui guida ha ottenuto due promozioni in Serie A nel 1987 e nel 1992. Tra i suoi allievi, Gasperini, Allegri e Giampaolo.
ADDIO A GIOVANNI GALEONE: LA SUA STORIA
Nato a Napoli, trascorre la sua carriera da calciatore con le maglie di Ponziana, Monza e Udinese fino al 1974, senza lasciare grossi ricordi. È da allenatore che diventa un nome riconoscibile, apprezzato e controverso. Muove i primi passi sulle panchine di Adrianese e Pordenone, prima di approdare al settore giovanile dell’Udinese.
Le sue stagioni più memorabili sono quelle trascorse a Pescara, dove ottiene due promozioni in A, e regala alla città abruzzese anni di entusiasmo e spettacolo. Quel Pescara, con giocatori come Junior, Pagano, Gasperini e Allegri, è ricordato come una delle formazioni più belle mai viste fuori dalle grandi piazze.
Ha allenato anche Perugia, Napoli e Ancona, ma ovunque ha lasciato più un ricordo umano che tattico. Era un allenatore anticonformista, capace di affrontare i suoi giocatori con il discorso giusto, di difenderli pubblicamente e di sfidarli in allenamento. Molti della sua generazione successiva lo considera un maestro: Massimiliano Allegri lo ha spesso definito “il mio riferimento”, mentre Marco Giampaolo è Giampiero Gasperini ne hanno raccolto l’eredità filosofica e tattica: la convinzione che il calcio sia un linguaggio, e che la forma conti quanto il risultato.

