Anche Ancelotti sembra esser più che d’accordo con la decisione della Federazione Inglese per la sospensione della Premier League fino al 4 aprile. Il tecnico dell’Everton, giunto in cabina di regia dei Toffees dopo l’amaro abbandono di Napoli, ha evidenziato in una intevista alla Gazzetta dello Sporto come in questo momento “il calcio conta meno di zero”.

“Non conteranno le esigenze del calcio, ma la salute delle persone. Se ancora il Coronavirus sarà in piena esplosione, il calcio non potrà ripartire”, ha proseguito l’allenatore dell’Everton. “Con estrema sincerità, l’argomento non mi interessa. Il calcio, di fronte alla vita e alla salute, va messo da parte. In queste ore per me il calcio conta zero e mi dà quasi fastidio parlarne, di fronte alla tragedia alla quale stiamo assistendo”. Ancelotti quindi è del parere che in questo momento bisogna dare la priorità alla medicina e alla ricerca piuttosto che agli interessi dietro al mondo del pallone.

In Inghilterra si sottovaluta il virus

Ancelotti ha proseguito il suo intervento bacchettando l’Inghilterra, colpevole di aver sottovalutato il Coronavirus prima di avere eventi concreti in casa sua. I casi dei tre calciatori del Leicester, ma anche di Arteta e Hudson-Odoi hanno confermato quanto questo virus sia devastante per tutte le nazioni. “Ho seguito in televisione con attenzione la conferenza stampa del premier britannico (Boris Johnson). Mi pare che quassù non si siano ancora resi conto della gravità dei fatti”.

Ancelotti con la sciarpa dell'Everton
Ancelotti con la sciarpa dei Toffees

Ancelotti loda medici, infermieri e volontari

L’allenatore inoltre ricorda come l’Italia sta soffrendo la pandemia. “Il bollettino dei morti del nostro paese è terribile. Il conto dei morti in Italia è terribile. Ogni sera leggiamo un bollettino di guerra. In un giorno sono scomparse altre duecentocinquanta persone. La priorità è concentrarsi su questa lotta, tutto il resto non conta”.

Il mister ha poi concluso affemando che prova un profondo senso di rispetto per chi sta passando ore difronte ai malati nei reparti di terapia intensiva: “Bisogna rispettare se stessi, gli altri e le persone che sono al fronte in questa guerra. Provo profondo rispetto e ammirazione per medici, infermieri, volontari”, conclude Ancelotti.

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