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Andrea Iannone in difesa: “non mi arrendo”

Andrea Iannone passa alla difesa, dopo aver incassato la pesante squalifica da parte del TAS. In un post pubblicato su Instagram, il pilota di Vasto non accetta la sentenza, e preannuncia battaglia. Il portacolori Aprilia vuole lottare fino alla fine, esattamente com’era nella sua indole quando poteva correre in pista.

La faccenda legale potrebbe non terminare qui. Almeno, è quel che spera il protagonista di questa triste storia.

Andrea Iannone gioca in difesa, ma cosa ha detto?

Oggi ho subito la più grande ingiustizia che potessi ricevere“. Con questa frase, che non lascia spazio a troppe interpretazioni, Andrea Iannone espone la sua linea di difesa. Una dichiarazione appassionata, che si può aspettare da chi, come lui, sta vivendo forse il momento più difficile della sua vita.

Mi hanno strappato il cuore separandomi dal mio grande amore“, prosegue il vastese. “Le motivazioni sono prive di senso logico e con dati di fatto sbagliati. Per questo ci sarà luogo e tempo opportuni…perché di certo non mi arrendo. Sapevo di affrontare i poteri forti, ma speravo“.

Speravo nell’onestà intellettuale e nell’affermazione della giustizia. In questo momento soffro come di più non potrei. Ma chi ha cercato di distruggere la mia vita, presto capirà quanta forza ho dentro il cuore. La forza dell’innocenza e soprattutto…la coscienza pulita. Una sentenza può modificare gli eventi ma non l’uomo.

Parole accorate quelle di Iannone, in cui non manca una nota polemica. Con l’espressione “poteri forti” Andrea fa certamente cenno alla WADA, l’agenzia mondiale antidoping che tanto severamente ha voluto punirlo. Un’organizzazione che in passato ha suscitato polemiche per certe sue decisioni.

Ma Iannone può davvero cambiare le sue sorti giuridiche?

Gli scenari

La sua unica opzione è passare alla giustizia ordinaria. Teoricamente, le sentenze del TAS sono impugnabili presso la Corte Federale della Svizzera. Ma nella pratica, tale operazione è possibile solo in determinati casi, come ad esempio, la violazione del cosiddetto “giusto processo”. Se ad esempio, ti condannano senza convocarti per difenderti, allora si può ricorrere. Ma non è il caso di Iannone.

La verità è che qui si entra in un territorio inesplorato. Nessun atleta è mai andato oltre il TAS, per cui non ci sono precedenti. A chi rivolgersi per avere giustizia? E come? Sono tutte domande a cui Andra dovrà trovare risposta, altrimenti la sua carriera finirà oggi.