Il TAS di Losanna regala una doccia fredda ad Andrea Iannone. L’arbitrato internazionale ha difatti rimandato l’udienza per il suo caso doping al 15 ottobre, accogliendo la richiesta della WADA. L’agenzia mondiale anti doping aveva chiesto più tempo per preparare la propria linea d’accusa, con la quale hanno chiesto quattro anni di squalifica. Un grosso guaio per il pilota di Vasto e per l’Aprilia, che dovrà fare a meno del proprio pilota per un totale di ben 9 GP.

Attualmente Iannone sta scontando la sospensione di 18 mesi, inflittagli dalla FIM lo scorso aprile.

Andrea Iannone e l’odissea del TAS

I guai di Andrea Iannone con la giustizia sportiva iniziano nel 2019, quando risulta positivo ad un controllo effettuato dopo il GP di Malesia. La sostanza proibita è il drostanolone, uno steroide anabolizzante.

Tramite il suo avvocato, Iannone ha presentato ricorso. Pur presentando la prova del capello, che mostrava con evidenza scientifica che la positività era dovuta ad una contaminazione alimentare, la federazione ha confermato la sospensione, quantificandola in 18 mesi.

A quel punto, Andrea Iannone ed il suo legale hanno presentato ricorso al TAS.

Ha risposto la WADA, l’agenzia mondiale anti doping, la quale ha sua volta presentato un ricorso. La richiesta è pesante: quattro anni di squalifica! Secondo fonti interne alla stessa WADA, l’agenzia è preoccupata che il drostanolone possa rientrare nella lista di sostanze “tollerate” in caso di contaminazione alimentare, ma secondo molti è solo una mossa politica. L’agenzia vuole ribadire il proprio potere, attraverso la buona vecchia regola del “colpirne uno per educarne 100”.

L’ultima mossa della WADA è stata di chiedere ulteriore tempo, per raccogliere nuovi elementi. L’udienza del TAS era prevista per questo mese, ma l’arbitrato ha alla fine accolto quest’ultima richiesta. Mettendo Iannone nei guai.

Aprilia che fa?

Lo slittamento della sentenza non è un problema solo per il pilota, che di fatto salterà l’intera stagione. Lo è anche per Aprilia, che di fatto ha congelato il suo mercato speranzosa di riavere il suo gioiello di punta. “La WADA è riuscita a ottenere slittamento dell’udienza“, ha dichiarato Massimo Rivola a Sky Sport MotoGP. “In questo modo mette in grandissima difficoltà sia noi sia il pilota“.

Comunque, Aprilia ha rinnovato la fiducia ad Andrea, fiduciosa che possa provare la sua innocenza. Aggiunge Rivola: “Dobbiamo pensare a una strategia per non perdere opportunità, ma la nostra intenzione è di aspettarlo, crediamo nell’innocenza di Andrea “.

Il team, dunque, continua a fare quadrato attorno al pilota. Ma in caso di conferma della condanna, o peggio, della sua estensione, la casa veneta dovrà necessariamente guardarsi attorno. E c’è un Cal Crutchlow pronto a bussare alla porta di Noale…


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