Andy Roddick è nato il 30 agosto 1982.

Un talento vero e cristallino quello di Andy Roddick, tennista nato nel Nebraska il 30 agosto 1982 che sulla sua strada ha incrociato un altro fuoriclasse di questo sport, Roger Federer. Lo svizzero è stato una sorta di «bestia nera» per lo statunitense che è riuscito a batterlo solo in tre occasioni su 21 incontri disputati. Tutto ciò però non ha impedito all’atleta americano di restare costantemente nella Top-Ten del ranking mondiale per almeno dieci anni, raggiungendone anche la vetta.

In campo Roddick è riuscito ad imporsi grazie al suo dritto poderoso (che di solito viaggiava intorno ai 160 chilometri orari) e ad un servizio che ancora adesso viene definito come uno dei più potenti e vincenti nella storia del tennis. Ha raggiunto il traguardo dei 249 chilometri orari, un record che poi è stato battuto da Karlovic e Groth. Come abbiamo anticipato in apertura, tenendo conto delle sue caratteristiche di gioco, del temperamento e della personalità, il campione americano avrebbe potuto raccogliere un numero molto più ampio di trofei durante l’attività agonistica: è riuscito a trionfare ad uno US Open, ma ha perso anche quattro finali, tre delle quali a Wimbledon, compresa quella del 2009 che secondo addetti ai lavori e appassionati di tennis avrebbe meritato di vincere contro il «tabù» Federer.

Andy Roddick dopo aver esordito tra i professionisti nei primi anni del 2000, già nel 2003 ha la capacità di diventare il numero uno al mondo in seguito alla vittoria su Juan Carlos Ferrero che gli consente di conquistare gli US Open. Nella stessa stagione si aggiudica i Masters Series di Montreal, e si tratta di un’affermazione per certi versi storica perché è una delle poche che riesce ad ottenere nei confronti di Federer. Inoltre si impone anche a Cincinnati.

La carriera e le vittorie di Roddick.

Sempre nel 2003 il fuoriclasse statunitense diventa famoso per un successo particolare nel torneo di Wimbledon contro Rusedski. Una pallina colpita dal giocatore americano va a finire sulla linea e una persona del pubblico urla che si tratta di Out, ingannando di fatto il britannico che non va ad intercettarla. Ovviamente l’atleta inglese è convinto che ha la possibilità di rigiocarsi il punto, invece l’arbitro è del parere contrario e assegna il 15 a Roddick. A questo punto Rusedski perde il controllo e comincia ad inveire e bestemmiare contro il direttore di gara, fatto inedito e increscioso soprattutto per una competizione come quella di Wimbledon, infatti non tarderà ad arrivare una multa di 1.500 sterline per il tennista catanese naturalizzato britannico.

Andy Roddick: la vittoria in Coppa Davis e l’incredibile sconfitta di Wimbledon 2009

La stagione 2004 si presenta al meglio per Andy Roddick che vince il Master di Miami e poi partecipa all’ennesimo torneo di Wimbledon dove viene considerato uno degli atleti più in forma. In effetti riesce ad arrivare in finale dove, ancora una volta, è chiamato a confrontarsi con Federer. In questa circostanza il talento dell’americano non può far nulla contro quello dell’avversario elvetico che gli consente di aggiudicarsi soltanto un set.

Agli US Open non va meglio al tennista del Nebraska che viene eliminato da Johansson, mentre alla Master Cup perde in semifinale per mano di Hewitt. L’anno successivo (2005) Roddick prova per l’ennesima volta a portarsi a casa il trofeo di Wimbledon ma contro Federer non c’è nulla da fare, anzi, rispetto alla finale del 2004 in questa circostanza l’asso di Basilea lascia ben poco spazio all’eterno rivale. Il 2006 porta con sé una vittoria al Master 1000 di Cincinnati per l’asso americano del servizio, e quando si ripresenta agli US Open è di nuovo Federer a chiudergli la strada verso il successo, battendolo per l’ennesima volta durante la finalissima. Nel 2007 si toglie la soddisfazione di essere uno dei grandi protagonisti della vittoria in Coppa Davis del team degli USA.

Roger Federer giocherà a tennis anche quando invecchierà

Facendo un piccolo passo indietro, nel 2005 Andy Roddick si rende protagonista di un grande gesto di fair-play sportivo. Durante la sfida contro Verdasco a Roma, il giudice di linea considera Out una giocata dello spagnolo, consegnando di fatto il match nelle mani dello statunitense. Quando lo sconfitto si avvicina all’avversario per stringergli la mano, questi invece si sofferma a controllare il segno lasciato dalla pallina dopo il rimbalzo e subito dopo fa un segno con la mano destra per far capire all’arbitro che in realtà non era finita fuori. Di conseguenza, il direttore di gara dà il punto a Verdasco e la gara riparte.

Il tennista iberico, rinfrancato dall’inatteso ritorno in gara, mette in difficoltà l’americano. Roddick inoltre è costretto a cambiare racchetta perché quella che aveva usato fino a quel momento aveva una rottura alle corde. Evidentemente il fuoriclasse statunitense non si abitua fin da subito con il nuovo strumento sportivo e commette degli errori inattesi che danno a Verdasco la possibilità di conquistare una vittoria che sembrava ormai sfumata prima del gesto di lealtà sportiva di Roddick.

La cocente delusione per Andy Roddick arriva però a Wimbledon 2009. Durante l’ennesima finale contro Federer, probabilmente per la prima volta in tanti match è l’americano a dimostrare di essere più in forma e continuo in campo, mettendo in difficoltà la sua «bestia nera» e arrivando fino al quinto set senza mai perdere un servizio. Nemmeno in quest’occasione però l’atleta americano può prevalere sul suo storico antagonista che agguanta la vittoria con il punteggio di 16-14. Una finale che, a guardare la prestazione, avrebbe meritato di salutare il trionfo di Roddick.

Roger Federer ha battuto 21 volte Roddick.

Dopo il successo a Miami nel Master Series 2010 contro Berdych, il campione statunitense non riesce più a dare il meglio di sé. Anzi, negli anni conclusivi della sua carriera si segnala solo per degli episodi polemici in campo e per dichiarazioni provocatorie. Si ritira nel 2012. Una carriera indubbiamente brillante quella di Andy Roddick che – secondo gli esperti di tennis – se non avesse incrociato spesso il suo destino con quello di Roger Federer, quasi certamente si sarebbe fregiata di un numero superiore di allori.

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