Antonio Conte è nato il 31 luglio 1969.

Nella sua carriera da calciatore ha indossato le maglie di due squadre, Lecce e Juventus, vincendo praticamente tutto in bianconero. Oggi Antonio Conte viene considerato come uno dei migliori allenatori in circolazione, artefice dei tre scudetti consecutivi conquistati proprio sulla panchina della formazione di cui è stato capitano, la Juventus, e attualmente alla guida dell’Inter, storica rivale della società torinese. Il tecnico è nato a Lecce il 31 luglio 1969, e dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha dato il via alla sua carriera da allenatore con il Siena. Il primo traguardo importante l’ha raggiunto con il Bari, vincendo il campionato di Serie B e conquistando una indiscutibile promozione in Serie A.

Antonio Conte è stato il CT della Nazionale italiana dal 2014 al 2016.

Quindi c’è stata una poco felice esperienza all’Atalanta e un ritorno al Siena. Dopodiché è cominciata la sua epopea alla Juventus, riportando la squadra torinese a vincere lo scudetto dopo gli anni bui di Calciopoli. Terminata la fortunata parentesi con il club di Andrea Agnelli, Antonio Conte è stato il Commissario Tecnico della Nazionale italiana dal 2014 al 2016. Subito dopo si è trasferito in Inghilterra, al Chelsea, dove ha conquistato la Premier League già alla prima stagione. Nell’estate del 2019 è tornato in Italia, ingaggiato dall’Inter con l’obiettivo di trascinare i nerazzurri alla vittoria dello scudetto per spezzare l’egemonia della sua ex squadra, la Juventus, che proprio in queste settimane ha vinto il nono campionato consecutivo.

Antonio Conte: una carriera da vincente da calciatore e allenatore

Antonio Conte comincia a giocare al calcio nella squadra della sua città, il Lecce. Qui fa il suo esordio in Serie A quando ha appena 16 anni, mettendosi subito in mostra come centrocampista di quantità, di corsa e personalità. E così, appena 22enne viene acquistato dalla Juventus di Trapattoni che decide di puntare su di lui. Con la compagine bianconera dal 1991 al 2004 vince tutto a livello nazionale e internazionale, diventandone anche capitano: 5 scudetti, una Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane. Inoltre alza al cielo una Coppa Uefa e una Champions League.

Antonio Conte con la maglia della Juventus.

Durante gli anni della sua maturità calcistica, Conte manifesta il desiderio di diventare allenatore. E così quando si ritira parte la sua esperienza in panchina. Dapprima è il vice di De Canio a Siena, poi ha la prima opportunità come tecnico dell’Arezzo dove sfiora una clamorosa salvezza in Serie B. Quando viene ingaggiato dal Bari, riesce a togliersi la prima soddisfazione da tecnico, ottenendo la promozione in Serie A. Dopo due stagioni in Puglia arriva la chiamata dell’Atalanta. La parentesi bergamasca però è da dimenticare: ottiene 13 punti in 13 partite, e il 7 gennaio 2010 si dimette dopo aver perso con il Napoli.

Il Siena lo richiama e con i toscani si piazza al secondo posto in Serie B, raggiungendo una nuova promozione dopo quella col Bari. A questo punto giunge la svolta con la firma sul nuovo contratto che lo lega alla Juventus. Antonio Conte riesce fin da subito a riportare i bianconeri alla vittoria dopo la crisi di Calciopoli, e colleziona tre scudetti consecutivi e 2 Supercoppe Italiane battendo numerosi record.

Clamoroso Juve: si studia la possibilità di un ritorno di Antonio Conte

Nel 2014 termina il suo rapporto con la Juventus e la Nazionale italiana lo sceglie per avviare una fase di ricostruzione dopo i disastri degli anni seguenti alla conquista del mondiale del 2006. Conte guida gli azzurri agli Europei del 2016, dove riesce ad eliminare la quotata Spagna, ma è costretto ad arrendersi alla Germania ai calci di rigore. Desideroso di tornare alla guida di un club, accetta l’offerta del Chelsea. Al suo primo anno arriva subito il titolo della Premier League. La rottura con i Blues è traumatica, e il tecnico pugliese decide di prendersi un anno sabbatico. Quindi nell’estate del 2019 si lega all’Inter dove ritrova Beppe Marotta, il dirigente con il quale alla Juventus aveva costruito i suoi successi.

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