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ATP Almaty 2026, Mattia Bellucci eliminato agli ottavi: Atmane vince al tie-break del terzo set

Il tennista italiano si arrende al francese Terence Atmane dopo quasi tre ore di gioco. Tre tie-break decidono una sfida equilibrata, conclusa con il punteggio di 6-7(4), 7-6(2), 7-6(5).

Si ferma agli ottavi di finale il cammino di Mattia Bellucci all’ATP 250 di Almaty, in Kazakistan. L’azzurro, numero 68 del ranking mondiale, è stato sconfitto dal francese Terence Atmane, numero 98, al termine di una battaglia durata quasi tre ore sul cemento indoor. Il transalpino si è imposto in rimonta con il punteggio di 6-7(4), 7-6(2), 7-6(5), conquistando il passaggio del turno dopo una partita decisa interamente nei tie-break.

Per Bellucci resta il rammarico di non aver concretizzato il vantaggio acquisito nel set decisivo, in un confronto caratterizzato da scambi creativi e dall’alternanza di momenti favorevoli a entrambi i giocatori, accomunati dal mancino.

Bellucci parte bene e conquista il primo set

La sfida si apre nel segno dell’equilibrio, con entrambi i tennisti capaci di sfruttare il servizio e le traiettorie mancine per mettere in difficoltà l’avversario.

Il primo break arriva nel quinto game ed è firmato da Bellucci, bravo ad approfittare di alcuni errori del francese. L’italiano, però, non riesce a consolidare il vantaggio e concede il controbreak nel decimo gioco, permettendo ad Atmane di rientrare nel set.

La frazione si decide così al tie-break. In questa fase Bellucci dimostra maggiore lucidità e riesce a imporsi per 7-4, portandosi avanti nel punteggio e alimentando le speranze di raggiungere i quarti di finale.

Atmane reagisce e pareggia i conti

Nel secondo set diminuiscono le opportunità in risposta. I turni di battuta scorrono senza particolari scossoni e i due giocatori faticano a trovare occasioni concrete per strappare il servizio all’avversario.

Bellucci riesce a procurarsi una palla break nel sesto game, ma non trova la soluzione per sfruttarla. Il confronto prosegue quindi senza ulteriori break fino al tie-break, dove Atmane cambia passo.

Il francese prende progressivamente il controllo dello scambio e si aggiudica la frazione con un netto 7-2. Il risultato torna così in parità e la partita si allunga al terzo set, trasformandosi in una prova di resistenza fisica e mentale.

Il break non basta: il terzo set sfuma al tie-break

Nel parziale decisivo Bellucci riparte con determinazione e riesce a conquistare il break grazie a una serie di soluzioni efficaci. L’azzurro sembra avere l’occasione per indirizzare la partita, ma Atmane non si arrende e nel sesto game recupera lo svantaggio, riportando il punteggio sul 3-3.

Con il passare dei minuti la stanchezza comincia a pesare, ma nessuno dei due riesce a trovare l’allungo decisivo. Anche il terzo set approda quindi al tie-break, completando una partita in cui tutti e tre i parziali vengono decisi allo spareggio.

Atmane si porta inizialmente avanti grazie a due mini-break, arrivando sul 5-2. Bellucci, però, reagisce e riesce a rimontare fino al 5-5, riaprendo completamente il confronto. Nel momento decisivo, tuttavia, il francese ritrova incisività e conquista gli ultimi due punti, chiudendo sul 7-5 e mettendo fine alla sfida.

Dieci ace per Bellucci, ma resta il rammarico

Le statistiche evidenziano i 10 ace messi a segno da Bellucci, in una partita in cui il servizio ha avuto un ruolo importante per entrambi i protagonisti.

A fare la differenza sono stati soprattutto gli episodi nei momenti più delicati. L’italiano non è riuscito a sfruttare le opportunità in risposta e ha pagato il mancato consolidamento del vantaggio nel terzo set, quando la qualificazione ai quarti sembrava ancora alla sua portata.

Per Bellucci l’avventura ad Almaty termina dunque agli ottavi, dopo una prestazione combattuta fino agli ultimi scambi. Atmane prosegue invece il proprio percorso nel torneo kazako, al termine di una sfida in cui la capacità di gestire i tre tie-break si è rivelata decisiva.

Il risultato lascia all’azzurro l’amarezza per un’eliminazione maturata sul filo dei punti, ma anche la consapevolezza di aver disputato un confronto equilibrato contro un avversario capace di resistere fino alla fine.