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Audi Revolut F1 Team chiude la Shakedown Week di Barcellona: oltre 140 giri nell’ultimo giorno e primi dati solidi su R26 e power unit

Settimana intensa e decisiva per Audi Revolut F1 Team, che ha archiviato la Barcelona Shakedown Week al Circuit de Barcelona-Catalunya con tre giornate di attività in pista distribuite su cinque giorni. Il lavoro ha permesso di raccogliere dati concreti sulla monoposto 2026, la R26, e sulla nuova power unit ibrida Audi, con Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto protagonisti di un programma progressivamente più produttivo.

La chiusura del test è stata particolarmente positiva: nell’ultima giornata i due piloti hanno completato oltre 140 giri, aumentando in modo significativo il chilometraggio complessivo e la quantità di informazioni utili per le prossime fasi di sviluppo.

Binotto: “Un momento emozionante, l’inizio del nostro percorso”

Per Mattia Binotto, la shakedown week rappresenta una prima pietra miliare: l’esordio in pista della R26 nel Day 1 è stato definito un passaggio “emozionante”, simbolo dell’avvio del progetto Audi sia come team sia come costruttore di power unit.

Non sono mancati alcuni intoppi iniziali che hanno inciso sul piano di lavoro, ma – giornata dopo giornata – la squadra è riuscita a costruire affidabilità, aumentare i giri e migliorare la qualità del feedback. Binotto sottolinea il valore dell’accumulo di chilometri: più si gira, più si imparano dinamiche di comportamento di telaio, motore, gestione dell’energia e guidabilità.

Wheatley: test non solo di pista, ma di “operazioni” e integrazione

Il Team Principal Jonathan Wheatley ha evidenziato che a Barcellona la missione non era semplicemente far girare la macchina: la shakedown è servita anche a mettere sotto stress l’intera struttura trackside e a integrare le persone che lavorano su chassis e powertrain in un’unica unità operativa.

Logistica, procedure, attrezzature box, affidabilità: tutto è stato osservato “sotto la lente”. Le difficoltà iniziali sono state considerate fisiologiche, ma Wheatley rimarca un aspetto chiave: la rapidità con cui il gruppo ha reagito e trovato soluzioni. Ora l’obiettivo è presentarsi nella forma migliore al successivo step.

Key: “Non era un test di prestazione, ma di fondamenta”

Per il Technical Director James Key, Barcellona è stata la prima vera occasione per far passare la R26 attraverso un programma completo, con “molti primi passi” legati a monoposto e power unit totalmente nuove e a una collaborazione estesa tra le sedi tecniche.

Il messaggio è chiaro: non si cercava performance, ma validazione dei fondamentali e affidabilità dei sistemi. Secondo Key, i problemi iniziali sono stati compresi e risultano risolvibili; nella seconda metà della settimana, il lavoro è diventato più fluido e ha iniziato a generare insight più “leggibili”, creando una base solida per il prossimo appuntamento.

Hülkenberg: “Il giorno migliore, tanto chilometraggio e lezioni utili”

Hülkenberg ha definito l’ultima giornata come la migliore del test, grazie al grande numero di giri completati e alla copertura di “tutti i sistemi” in pista. Con una power unit nuova e tanti elementi al debutto, qualche “bump” era atteso, ma il pilota tedesco parla di progressi quotidiani e di un team compatto, ora pronto a passare all’analisi completa dei dati e alle giornate di simulatore/fabbrica.

Bortoleto: “Problemi al Day 1, poi passo avanti: ora correlazione e Bahrain”

Anche Bortoleto valuta positivamente la chiusura della settimana, sottolineando soprattutto il salto rispetto al Day 1, quando alcuni problemi tecnici avevano sottratto tempo prezioso. Per lui, il senso della shakedown è esattamente questo: mettere la macchina in pista, accumulare chilometri, scovare i dettagli che non funzionano e correggerli.

Ora l’attenzione torna in fabbrica, con un focus sulla correlazione dei dati e sulla preparazione della prossima fase.

Prossima tappa: Bahrain

Conclusa Barcellona, Audi Revolut F1 Team guarda già avanti al test in Bahrain, dove le condizioni saranno molto diverse e ci saranno ulteriori giorni di attività per consolidare affidabilità e comprensione del pacchetto.

La sensazione complessiva che emerge dal team è di slancio e continuità: la settimana non è stata perfetta, ma è stata utile—e soprattutto ha lasciato in eredità una “lista lunga” di cose da affinare, interpretata internamente come il segno migliore: quello di un progetto vivo, in piena costruzione, e già orientato al prossimo passo.