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Audi Revolut F1 Team sfiora i punti a Suzuka: Hülkenberg chiude 11°, Bortoleto 13° nel GP del Giappone 2026

Il Gran Premio del Giappone 2026 lascia all’Audi Revolut F1 Team sensazioni contrastanti ma anche segnali incoraggianti in vista del prosieguo della stagione. Sul tracciato di Suzuka, Nico Hülkenberg ha chiuso in undicesima posizione dopo una gara tutta in rimonta, arrivando a poco più di un secondo dalla zona punti, mentre Gabriel Bortoleto ha terminato tredicesimo al termine di un pomeriggio intenso nel cuore del gruppo.

La domenica giapponese ha confermato un aspetto importante per la scuderia: la vettura ha mostrato un potenziale concreto nella lotta attorno alla top ten. Hülkenberg, protagonista di una prestazione solida e combattiva, è riuscito a risalire dal diciannovesimo posto nelle prime fasi fino a ridosso della decima posizione, senza però avere il tempo necessario per tentare l’attacco finale utile a entrare in zona punti. Una rimonta che racconta bene la competitività espressa dalla monoposto nel passo gara, ma che allo stesso tempo evidenzia quanto pesino ancora alcune criticità nei momenti decisivi del weekend.

Dall’altra parte del box, Gabriel Bortoleto ha vissuto una gara altrettanto movimentata. Il pilota brasiliano si è difeso nel traffico del centro gruppo, sfruttando anche le opportunità offerte dall’andamento della corsa, ma ha dovuto fare i conti con alcune difficoltà soprattutto sui rettilinei. Il suo tredicesimo posto finale non restituisce del tutto il valore del weekend disputato, soprattutto alla luce di quanto mostrato nelle sessioni precedenti, dove aveva fatto intravedere la possibilità di inserirsi nella lotta per i punti.

A sottolineare luci e ombre della trasferta di Suzuka è stato anche Mattia Binotto, che ha evidenziato come la squadra possa guardare con fiducia a quanto fatto sul piano dell’affidabilità e dell’esecuzione operativa. Entrambe le monoposto hanno visto la bandiera a scacchi senza problemi e anche la gestione della gara, comprese le soste ai box, si è rivelata pulita e costante. Un aspetto tutt’altro che secondario per un progetto giovane come quello Audi, ancora impegnato nella fase di costruzione e affinamento del proprio pacchetto tecnico.

Se da un lato il ritmo gara ha dato indicazioni positive, dall’altro restano nodi da sciogliere con urgenza. Il principale riguarda la partenza, elemento che ha compromesso in modo evidente la corsa di entrambi i piloti. Hülkenberg, scattato tredicesimo, ha perso molte posizioni nel corso del primo giro, precipitando fino al diciannovesimo posto e trovandosi costretto a inseguire per il resto della gara. Anche Bortoleto ha pagato lo stesso limite, confermando come le fasi iniziali siano oggi uno dei punti più delicati del lavoro del team.

Proprio Hülkenberg, al termine della gara, ha parlato apertamente di una concreta occasione sfumata. Il tedesco ha sottolineato come il passo fosse sufficiente per puntare alla top ten, ma che la cattiva partenza abbia reso tutto molto più difficile, soprattutto per via del traffico incontrato nella parte centrale della corsa. Secondo il pilota, l’attuale gestione dell’energia e le dinamiche di sorpasso rendono le monoposto particolarmente complicate da portare al limite in bagarre: si può tentare una manovra, ma si rischia di diventare immediatamente vulnerabili poco dopo.

Anche Bortoleto ha letto la sua domenica con realismo, riconoscendo che il passo non fosse negativo e che alcuni episodi, come l’ingresso della Safety Car, abbiano contribuito a rendere la strategia più favorevole. Tuttavia, anche per lui il tema principale resta quello della partenza, un problema emerso fin dal primo appuntamento stagionale e che continua a pesare sul lavoro costruito al sabato. Il brasiliano ha ribadito la volontà di sfruttare al massimo la lunga pausa per lavorare insieme alla squadra e tornare a Miami con una vettura ulteriormente migliorata.

Con la Formula 1 ora ferma fino al Gran Premio di Miami in programma a maggio, per Audi Revolut F1 Team si apre una fase importante di analisi e sviluppo. Le prime tre gare del 2026 hanno mostrato che il progetto ha basi solide su cui costruire, ma anche che la crescita passa ancora da un affinamento significativo in termini di guidabilità, gestione energetica e performance in partenza. La sensazione, dopo Suzuka, è che i punti siano vicini e che la squadra abbia già la possibilità di lottare stabilmente in quella zona della classifica. Per trasformare il potenziale in risultati, però, servirà adesso un ulteriore passo avanti.