Sergey Bubka
Photo L'Equipe.fr

55 anni oggi per Sergey Bubka, lo zar dell’atletica leggera. L’uomo che per primo ha abbattuto il limite dei 6 metri nel salto con l’asta ed è stato indiscusso protagonista della specialità per circa 20 anni. Un amore nato presto quello con il salto con l’asta. Ad appena 9 anni a causa di un vicino di casa che aveva visto librarsi nell’aria per poi ricadere, complice la gravità, verso terra. Era già un piccolo atleta Sergey, veloce sulle distanze corte e reattivo nei salti in buca. Ma secondo le regole della federazione, non avrebbe potuto praticare la diciplina prima dei 12 anni.

L’insistenza e la caparbia hanno messo comunque nelle mani del piccolo Sergey quel tubo lungo che opportunamente afferrato gli avrebbe permesso di arrivare fino al cielo. L’incontro fatale, quello con Vitaly Petrov, l’allenatore che lo seguì fino a farlo diventare il campione che oggi conosciamo.

L’esordio tra le stelle nel 1983 ai Campionati del Mondo di Helsinki. Sconosciuto ai più valicò l’asticella posta a 5,70 metri mettendo la prima di tante pietre che avrebbero costruito il suo regno. Già nell’anno successivo una pioggia di record mondiali fino a quello storico dei 6 metri arrivato nel 1985 a Parigi. I numeri parlano più delle parole, 35 record mondiali, 6 titoli mondiali ed un oro olimpico.

Sergey Bubka afferrava l’asta più in alto di tutti, sfruttando le sue doti di velocista e aiutato da un’imponente forza riusciva a creare le premesse biomeccaniche alla base dei suoi successi. Spiegava:”Devi essere fisicamente e psicologicamente molto forte. A terra devi essere un velocista, poi un saltatore e una ginnasta – il tuo cervello deve lavorare tutto il tempo“.

Ha gareggiato con due diversi colori vivendo il periodo storico dell’indipendenza Ucraina. Così, nei Campionati del Mondo di Atletica Leggera Internazionale IAAF, in cui ha vinto il salto con l’asta in sei edizioni consecutive dal 1983 al 1997, lo ha fatto tre volte come atleta dell’Unione Sovietica e tre volte come rappresentante dell’Ucraina. La sua carriera si è chiusa ufficialmente nel 2001

La progressione calcolata

Tanto chiare le sue idee e la gestione di sè che ha pianificato “al centimetro” anche la progressione dei sui record. Consapevole della potenzialità e del limite massimo che avrebbe potuto superare ha costruito una scaletta di miglioramento di un solo passetto per volta, passando dal 6,05 del 1988 al 6,14 del 1994 un centimetro alla volta.

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Sergey Bubka oggi

Sergey Bubka ha sempre avuto idee chiare, sia sulla sua carriera sportiva che sul dopo.
Sapevo che sarei arrivato alla fine della mia carriera e volevo essere pronto“, ha detto. “Fisicamente avevo un programma per declassare il mio allenamento dal mio stato agonistico fino ad essere pronto per ritirarmi e fare nuovi passi“. Un anno dopo il suo ritiro ufficiale dalle competizioni di alto livello, Bubka è diventato membro del parlamento ucraino e consigliere del primo ministro per la gioventù, la cultura e lo sport.

Eletto membro della Commissione degli Atleti al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nel 1996ha fornito un contributo alla governance dello sport dal punto di vista di un atleta attivo. Ancora oggi è impegnato come membro onorario. È diventato membro del CIO nel 1999 ed è stato coinvolto in molte commissioni. Tra queste, quella di coordinamento per i primi Giochi olimpici giovanili a Singapore nel 2010.

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