“Vedi l’Old Firm e poi muori” semicit.

Sì perché, con il dovuto rispetto per la città partenopea, prima di lasciare questo mondo un occhio sul derby di Glasgow va buttato. Un occhio sull’inferno in Terra.

Celtic – Rangers. Rangers – Celtic. Un firm, un affare, davvero old.

La storia

1872. La parte protestante, stragrande maggioranza di Glasgow, fonda il Rangers Football Club, dal nome della squadra di rugby locale. I fondatori danno da subito un tocco ben netto al club. Divisa blu a ricordare la Union Jack, la bandiera della Gran Bretagna; il leone rampante di madre Inghilterra; l’assoluto e totale appoggio alla dottrina protestante anglicana. Insomma una tradizione unionista, fedeli alla Regina, monarchici e profondamente scissionista dalla religione di Roma.

I Rangers rimasero gli unici rappresentanti della città per più di 15 anni. Fino al 1888. Sì perché a Glasgow non esisteva solo la stragrande maggioranza con i valori di cui sopra. La profonda depressione e crisi lavorativa del diciannovesimo secolo, in Irlanda, aveva causato un vero e proprio esodo di milioni di irlandesi verso la Scozia, in cerca di fortuna e lavoro. Irlandesi che si inserirono alla refezione nel tessuto sociale scozzese, trovando in Glasgow una nuova patria. La minoranza indipendentista della città prese a simpatia i nuovi arrivati, tanto da unirsi in un’unica anima. Nel 1888 venne alla luce un club di football (non osate chiamarlo soccer da quelle parti!) che racchiude a tutte queste idee. Valori indipendentisti, amore per l’Irlanda, ricerca della indipendenza per tutti gli stati d’Albione, odio per la Union Jack, la Regina, Londra. Anti razzismo, anti colonialismo, cattolicesimo. Una divisa bianco verde e un quadrifoglio, simboli d’Irlanda. Signori, nel 1888 nasceva il Celtic Football Club.

Potete facilmente intuire come da lì in poi la rivalità si inasprì terribilmente. Derby infuocati, tumulti, scontri e, persino, morti.

Proprio a causa di tutto ciò, negli ultimi venti anni le autorità scozzesi, a suon di provvedimenti e severità massima, hanno di fatto reso l’Old Firm solo uno spettacolo sugli spalti, con coreografie pazzesche da mille e una notte. Ma la battaglia, in campo, si vede ancora. E non poco.

L’ultimo derby

Nella giornata di domenica è andato in scena l’ultimo derby in ordine cronologico. Difficile raccontare il match solo in chiave sportiva, ma ci proviamo.

Celtic sopra i cugini di dieci punti, scontro diretto al Celtic Park.

Nella bolgia dello stadio, gli uomini di Lennon si mostrano aggressivi fin dalle prime battute, aiutati dal loro popolo. Dopo mezz’ora di studio e di tensione, i Green Boys passano. Palla strappata a centrocampo da Sinclair lancio a cercare la folata di Eduard che non sbaglia. 1-0. E dopo appena 4 minuti, il primo episodio. Gomitata di Morelos e primo rosso del match. Gli uomini di Steven Gerrard, il quale ha mostrato davvero ottime doti di stratega nel match, non mollano. Anzi si compatta o, si chiudono, resistono ai continui attacchi avversari. E addirittura, al minuto numero 63, trovano il giusto pareggio di Kent. Il ragazzo trafigge praticamente da solo l’intera retroguardia green e poi va ad esultare sotto la frangia più calda dei tifosi di casa. Ghigno è dito sulla bocca, un invito al silenzio. Ovviamente il clima si fa a dir poco incandescente. Il Celtic preme, assedia gli avversari e alla mezz’ora passa di nuovo. Errore di impostazione della difesa Blue, contropiede fulmineo e palla in buca d’angolo. James Forrest, l’autore del piattone vincente, diventa eroe di tutto il popolo Green. 2-1 finale, vittoria Celtic. +13, campionato ipotecato.

Ben oltre il football.

Ma le scene sportive sono davvero poca cosa rispetto al solito, terribile clima da guerriglia in campo. Aldilà dei 5 gialli e delle due espulsioni, un fatto increscioso ha macchiato l’Old Firm. Negli ultimi minuti di gara, il giocatore Ryan Kent, Rangers, colpisce ci un pugno in pieno volto il capitano e simbolo Green, Scott Brown. Delirio generale, rissa da Far West sul rettangolo verde. E purtroppo non solo. Si perché nelle ultime ore, esattamente come negli anni 90, sono giunte notizie agghiaccianti. Un uomo di 47 anni sta lottando tra la vita e la morte. Scontri fra le strade, Blue contro Green a colpi di coltelli e manganelli. Follia pura.

Il desiderio di un ritorno ad un Old Firm puramente sportivo è forte. Vedi l’Old Firm e poi muori. Si, ma di gioia e commozione per lo sport più bello del mondo. E non per un coltello.

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