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Bike Park Plan de Corones: una nuova generazione di talenti cresce sui trail dell’Alto Adige

Jan Laner, Nadine Ellecosta e Aaron Wiechenthaler raccontano il loro rapporto con Plan de Corones, tra preparazione agonistica, evoluzione tecnica e passione per la mountain bike.

La Val Pusteria è da sempre un territorio profondamente legato alla cultura della bicicletta. Nel cuore dell’Alto Adige, Plan de Corones rappresenta uno dei punti di riferimento per gli appassionati di mountain bike, grazie a una rete di trail capace di mettere alla prova ciclisti con livelli ed esigenze differenti.

Percorsi tecnici, discese, salti e sezioni più impegnative si intrecciano con la possibilità di affrontare itinerari di diversa lunghezza e difficoltà. Una varietà che rende il Bike Park Plan de Corones un luogo adatto sia a chi vuole avvicinarsi alla disciplina sia agli atleti che utilizzano la montagna come palestra per la preparazione agonistica.

A raccontare questo rapporto sono Jan Laner, Nadine Ellecosta e Aaron Wiechenthaler, tre atleti appartenenti a generazioni e discipline differenti, ma accomunati dalla stessa passione per le due ruote.

Jan Laner, dalle prime pedalate alla Coppa Italia

Per Jan Laner, cresciuto in Val Pusteria, il legame con la mountain bike nasce proprio dal territorio.

Le montagne e il paesaggio hanno accompagnato le sue prime esperienze sulle due ruote e, nel tempo, Plan de Corones è diventato anche un importante punto di riferimento per la preparazione sportiva.

Dopo aver conquistato il titolo assoluto di Coppa Italia, Laner continua infatti a utilizzare i percorsi del comprensorio per allenarsi, sfruttandone le diverse caratteristiche.

“Il Plan de Corones è sempre stato un terreno di allenamento ideale, sia in salita che in discesa”, racconta.

La possibilità di alternare tratti di salita, linee Gravity e sezioni tecniche consente di lavorare su aspetti differenti della preparazione, dalla resistenza alla capacità di affrontare discese impegnative.

Ma per Laner l’aspetto sportivo non cancella quello più istintivo della mountain bike: il piacere di stare in sella.

“La cosa più importante è divertirsi”, sottolinea.

Nadine Ellecosta: tre versanti per preparare l’Enduro

Il rapporto di Nadine Ellecosta con Plan de Corones ha invece una dimensione ancora più personale.

“Per me tornare a pedalare a Kronplatz è essere a casa”, racconta l’atleta specializzata nell’Enduro.

Negli anni il comprensorio è cambiato e si è sviluppato, aumentando le possibilità per chi utilizza la mountain bike sia per il divertimento sia per l’allenamento.

“Hanno lavorato tanto e bene, e si sono migliorati un sacco”, spiega Ellecosta.

Uno dei punti di forza è proprio la possibilità di sfruttare i tre versanti di Plan de Corones, scegliendo percorsi differenti per caratteristiche, difficoltà e sviluppo.

Per una disciplina come l’Enduro, nella quale è necessario combinare tecnica, resistenza e capacità di adattamento a terreni diversi, la varietà rappresenta un elemento importante.

“Puoi fare giri lunghi, tantissimi sentieri diversi e caratteristiche differenti: è perfetto per prepararsi”, racconta l’atleta.

E anche per Nadine, oltre all’allenamento, resta fondamentale la componente più autentica della mountain bike: “Divertitevi sempre!”.

Aaron Wiechenthaler e la nuova generazione del Downhill

A rappresentare la nuova generazione della mountain bike altoatesina c’è Aaron Wiechenthaler, giovane talento cresciuto a Bressanone e particolarmente legato al Downhill.

Per lui Plan de Corones è soprattutto un luogo dove poter spingere al limite la propria tecnica.

“Il posto migliore per vedermi è sulla collina di Plan de Corones: ha tutto ciò che mi serve per allenarmi”, racconta.

I trail offrono infatti una combinazione di salti, radici, rocce e sezioni veloci, permettendo al giovane atleta di confrontarsi con situazioni differenti e migliorare progressivamente le proprie capacità.

La crescita passa anche attraverso il confronto con chi ha già esperienza nel mondo delle competizioni. Un esempio è proprio Jan Laner, che Wiechenthaler considera un modello.

“Jan Laner è un mio modello; ogni tanto vado in bici con lui a Plan de Corones”, racconta.

Un rapporto che testimonia anche il passaggio di conoscenze ed esperienza tra generazioni diverse della mountain bike altoatesina.

Un Bike Park per ogni livello

Le storie di Laner, Ellecosta e Wiechenthaler raccontano tre modi diversi di vivere Plan de Corones, ma evidenziano allo stesso tempo una caratteristica comune: la versatilità del Bike Park.

La presenza di trail con difficoltà e caratteristiche differenti permette a chi è alle prime esperienze di acquisire progressivamente sicurezza e familiarità con la mountain bike. Allo stesso tempo, gli atleti più esperti possono utilizzare i percorsi per affinare tecnica, velocità e preparazione fisica.

Dalle prime discese alle sessioni di allenamento più impegnative, il comprensorio offre quindi un contesto nel quale la crescita sportiva può avvenire in modo graduale.

E c’è un filo conduttore che unisce le tre esperienze: la voglia di migliorare senza perdere il piacere di andare in bicicletta.

Per Jan Laner è fondamentale divertirsi. Nadine Ellecosta invita a fare altrettanto, mentre Aaron Wiechenthaler sintetizza il suo approccio con una frase: “Adoro spingermi oltre i miei limiti”.

Plan de Corones, tra sport e territorio

Il Bike Park Plan de Corones si inserisce così in un territorio dove la bicicletta rappresenta molto più di una semplice attività sportiva.

La varietà dei percorsi, i diversi versanti della montagna e la possibilità di affrontare esperienze adatte a differenti livelli fanno del comprensorio un punto di riferimento per la mountain bike in Alto Adige.

Le storie di Jan, Nadine e Aaron raccontano soprattutto una nuova generazione di talenti che cresce sui trail, imparando dalla montagna, dal confronto con gli altri e dalla pratica quotidiana.

Un percorso nel quale tecnica e preparazione agonistica possono convivere con ciò che, alla fine, continua a rendere speciale la mountain bike: la libertà di scendere lungo un trail e la voglia di andare sempre un po’ più lontano.