Borg
Leo Borg - Credit by [email protected]

Borg a lezione da Nadal‘, a prima vista sembra un titolone anche abbastanza amarcord per tutti gli appassionati di tennis. No, il mitico Björn non schioderà la racchetta dal muro, ci dispiace anche per un attimo avervi suscitato una falsa speranza.

Il sangue è sangue però: quello della mitica stirpe Borg continua ad essere vivo in questo sport. Di padre in figlio, da Björn a Leo, un passaggio di testimone che fa sognare il tennis svedese.

Infatti dopo le gesta dell’Orso Scandinavo negli anni Settanta e Ottanta, in Svezia mai nessuno è riuscito ad avvicinarlo, fatta eccezione per la breve parentesi di Robin Soderling, con le due finali consecutive al Roland Garros nel 2009 e nel 2010.

Proprio in una di queste annate, Robin riuscì ad interrompere per una manciata di giorni l’egemonia di Rafael Nadal a Parigi. Dopo le imprese francesi però il suo trend è diventato assai negativo anche a causa dei continui infortuni, fino al ritiro nel 2015.

Anche in questa circostanza Rafael Nadal reciterà un ruolo da protagonista. Infatti d’ora in poi con Björn Borg non condividerà solo i tanti successi sulla terra parigina (12 vittorie per lo spagnolo, 6 per lo svedese).

Infatti dopo che l’emergenza Coronavirus sarà rientrata, il secondogenito dello scandinavo Leo entrerà a far parte della Rafael Nadal Academy. Si trasferirà alle Isole Baleari già nei prossimi mesi.

Fino ad ora il giovane Leo – classe 2003 – si è allenato al Royal Lawn Tennis Club di Stoccolma, facendo già intravedere grossi margini di miglioramento.

Tuttavia la sua carriera non è ancora decollata: occupa la posizione 111 del Ranking Itf junior ed ha un solo titolo all’attivo, quello conquistato a Tel Aviv in un torneo di basso livello.

Il suo nome è balzato alle cronache dopo aver ricevuto una wild card nel Challenge Bergamo. Il suo cammino si è interrotto già al primo turno, ma si trattava anche del suo ingresso ufficiale nel tennis professionistico.

La scelta di allenarsi alla corte di Nadal è stata del ragazzo stesso, così come confermato dal suo coach Rickard Billing. Cosi ha parlato a expressen:

“Leo ci ha parlato dell’accademia di Nadal e abbiamo subito pensato che fosse qualcosa di straordinario. Avremmo voluto tenerlo con noi, ma si tratta di un’opportunità fantastica“.

Certo se hai un nome di tale spessore è più facile ottenere opportunità del genere, ma le insidie da affrontare per questo ragazzo saranno tante. Una su tutte gli occhi indiscreti di migliaia di persone, che ti caricheranno di tante aspettative. Un mal costume in voga già da tanti anni soprattutto nello sport. Come se fosse semplice ripercorrere le orme del padre….

Borg senior non si è ancora espresso sulla questione, ma da quanto si evince da varie indiscrezioni è d’accordo sulla decisione del figlio. Infatti durante una suo soggiorno sull’isola spagnola è rimasto colpito dalla qualità degli allenamenti.

George Herbert diceva: “Un padre è meglio di cento insegnanti”, ma se il maestro in questione si chiama Rafael Nadal uno strappo alla regola è consentito.

Anche Leo Borg ha partecipato ad un mini-torneo svedese nonostante le restrizione per Covid-19. CLICCA QUI per leggere l’articolo completo

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