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Settembre18 , 2021

British Superbike 2020, il review della stagione

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Nonostante un 2020 accorciato e condensato, il British Superbike ha regalato anche in questa occasione uno show da non dimenticare. Una formula indovinata, che equilibra le prestazioni tra moto diverse, e la qualità delle piste d’oltremanica, belle anche se pericolose, hanno reso il BSB la massima serie nazionale per le superbike a livello globale.

In questo articolo di fine anni vi riepiloghiamo il resoconto della stagione, che ha visto il titolo assegnato solo nell’ultimo round.

Team e piloti

Il British Superbike vede rappresentate quasi tutte le case. Ducati, Honda, Yamaha, Suzuki, Kawasaki e BMW hanno una propria squadra ufficiale, o supportata dall’importatore britannico. L’equilibrio tra i valori in campo è garantito dalla centralina unica Motec, tra l’altro priva di traction control e altri aiuti alla guida. Un campionato d’altri tempi, insomma.

La Ducati supporta direttamente il Paul Bird Motorsport, che schiera due Panigale V4R. Josh Brookes, australiano iridato 2015, è il pilota di punta, affiancato dall’ex campione motard Christian Iddon. La terza Panigale viene dal team Moto Rapido, che ha riconfermato Tommy Bridewell.

Honda schiera la nuova CBR 1000 RR-R che sfoggia un’inedita colorazione nera. La struttura di Neil Thuxworth, ex campione del mondo con John Kocinski e Colin Edwards, schiera i fratelli Glenn e Andrew Irwin, specialisti delle corse su strada.

Kawasaki vanta un titolo nel 2018 con Quattro Plant e Leon Haslam, ma ora deve riscattare un 2019 difficile. La scuderia FS-3 si presenta al via con Danny Buchan, considerato un favorito per la vittoria. Suzuki Buildbase schiera una GSX-1000R per Kyle Ryde. Yamaha è rappresentata dal team McAMS, che schiera Tarran McKenzie (figlio dell’ex pilota 500 Niall McKenzie) ed il veterano australiano Jason O’Halloran.

BMW ha come formazione di punta il team TAS, che ha assunto il transfuga Suzuki Bradley Ray. Il Team Smiths si affida al veterano Peter Hickman, specialista delle corse su strada. Il team viene poi acquistato da Faye Ho, la quale lo ha ribattezzato FHO Racing. L’imprenditrice macanese, nipote di quel Stanley Ho che ha trasformato l’ex colonia portoghese nella capitale mondiale del gioco d’azzardo, si sta organizzando per un 2021 al top, ingaggiando l’ex del mondiale SBK Xavi Fores.

Calendario e format del British Superbike

La pandemia nel Regno Unito ha morso tanto, a tal punto da spingere il promoter MSVR ad un calendario super concentrato. Sono solo sei i round per quest’anno, con un format del weekend ampiamente rivisto. L’organizzazione dell’ex pilota di F1 Jonathan Palmer prevede una sola sessione di prove libere, una qualifica da 25 minuti, e tre gare per ogni round (in totale ne sono 18). E soprattutto, niente Showdown.

Introdotto nel 2010, lo Showdown è molto simile ai Playoff della NASCAR. Dopo la stagione regolare, i primi sei si contendono il titolo nelle quattro corse finali, e chi fa più punti vince. Data la scarsità di eventi quest’anno, si procede con un campionato regolare al 100%, senza artifizi di sorta. Lo Showdown tornerà nel 2021, e sarà allargato a 8 piloti.

La stagione 2020 del British Superbike comincia ad agosto, con il tripleheader di Donington Park. Si va poi a Snetterton e poi sul tracciato National di Silverstone. Oulton Park è il quarto round della stagione, a cui fa seguito il ritorno a Donington, sul tracciato lungo. Brands Hatch, come vuole la tradizione, è la tappa conclusiva del campionato.

British Superbike, com’è andata la stagione 2020?

Donington Park apre il 2020 nella sua configurazione breve. La chicane finale taglia i tratti dei tornantini, tipici del circuito lungo. Gara 1 si apre all’insegna della Honda, che stupisce tutti per la competitività della nuova Fireblade. La manche è un confronto tra i fratelli Glenn e Andrew Irwin, autori di uno spettacolare duello. All’ultima chicane, Andrew sorpassa Glenn e vince. Bridewell porta sul podio la Ducati Moto Rapido.

In gara 2 il copione si ripete. Glenn è in testa, ma Andrew lo infila alla chicane e fa il bis, per la gioia del babbo e di Neil Thuxworth. O’Halloran completa il podio, mentre per Ducati è Caporetto. Bridewell sbaglia tutto e finisce nono, Brookes parte dalla pole ma si spegne ed è solo sesto.

In gara 3 il primo colpo di scena. Andrew Irwin va per il tris, ma da una brutta carenata a Brookes in piena bagarre, spedendolo a terra. L’episodio costa la squalifica dalla corsa, ed una retrocessione in griglia da scontare nel round successivo. Glenn esce da Donington con la leadership del campionato, ma manca di vincere la gara, che va nelle mani di Bridewell.

La pista di Snetterton, secondo round del British Superbike 2020, fa risorgere una Ducati finora in ombra. Gara 1 vede la sfuriata iniziale di Danny Buchan, autore di una partenza al fulmicotone con la Kawasaki. Dietro di lui, il caos: Andrew Irwin demolisce la sua Honda in uno spaventoso highside, che fa entrare la Safety Car. Glenn retrocede 11 per un errore al via, mentre Kyle Ryde si ferma per un KO tecnico sulla sua Suzuki. Al restart, Buchan cade dopo appena quattro curve, spalancando le porte a Iddon. Che vince in solitaria, precedendo Brookes e Bridewell.

Gara 2 vive dell’intenso duello di nervi tra Brookes e Glenn Irwin. L’australiano del Paul Bird Motorsport la spunta al traguardo con un margine inferiore al mezzo secondo sul capoclassifica. Bridewell chiude ancora a podio, mentre il vincitore di gara 1 Iddon sparisce in un’anonima quinta posizione. Irwin vince gara 3 e lascia il Norfolkshire con un margine di 23 punti su Bridewell e 32 su Iddon.

Si entra nel vivo

Silverstone accoglie il BSB nella sua versione National, priva dei tratti veloci di Stowe, Club e la parte nuova realizzata per la F1. Ma lo show è comunque garantito.

Gara 1 è lo spettacolo personale di Tarran McKenzie. Lo scozzese parte 12esimo per un problema in qualifica, e si lancia in una rimonta straordinaria. Al 12esimo giro recupera sul duo Honda, in testa in solitaria, superando Andrew Irwin per il secondo posto. Due tornate dopo buca il leader Glenn e li semina. Nei giri finali è bravo a contenere l’arrembaggio di Kyle Ryde, che sul tracciato del Northamptonshire sembra rinato.

Infatti, il portacolori della Suzuki Buildbase si porta a casa gara 2 e gara 3. Nella seconda manche L’ex campione Supersport infila Brookes alla Copse al quart’ultimo giro, mentre nella terza azzarda la gomma dura al posteriore e distacca le due Yamaha si McKenzie e O’Halloran. Glenn Irwin allunga in campionato, portandosi a 35 punti di vantaggio su Brookes.

Yamaha è ancora protagonista nel round successivo di Oulton Park, questa volta con Jason O’Halloran. L’australiano 32enne interrompe in gara 1 un digiuno che durava dal 2016, al termine di una corsa segnata dal tatticisimo. Su una pista notoriamente aggressive con le gomme, i piloti hanno risparmiato le Pirelli il più possibile. O’Halloran se ne sta tranquillo dietro Iddon, leader di un plotone di moto, per poi infilarlo al tornantino Shell. I due si contendono il primo posto a suon di giri veloci, ma è la Yamaha a spuntarla. Irwin, quarto, allunga su Brookes, ottavo.

In gara 2, però un nuovo colpo di scena. Al tredicesimo giro, Glenn Irwin riporta ai box la sua Honda per un guasto tecnico. L’inconveniente ricompatta la classifica di campionato, con O’Halloran che si porta a -5 dall’hondista. L’australiano vince la manche dominando un gruppo di quattro piloti, chiuso da un rinato Brookes. Quest’ultimo vince il “derby” PBM di gara 3, piegando nel finale il compagno di team Iddon.

Cambio di vertice

Si torna a Donington Park per il penultimo round della stagione. Sul tracciato GP, compreso dei tornantini, la pioggia annulla la giornata del sabato. Niente qualifiche, con gara 1 posticipata alla domenica.

E proprio in questa manche, avviene l’ultimo, clamoroso colpo di scena. Glenn Irwin parte a razzo, ma nel corso del primo giro perde l’anteriore alla staccata della Goddards. Un colpo durissimo per il nordirlandese, che perde la testa del campionato. Suo fratello Andrew domina grazie ad un’attenta gestione delle gomme rain su un asfalto in piena asciugatura. Iddon e Brookes completano il podio, con l’inglese ex supermotard nuovo leader.

Josh si prende poi la testa dei punti in gara 2, al termine di un’impresa eccezionale. Partito cauto, ha lasciato sfogare gli avversari per poi colpire senza pietà. Una volta superato il redivivo Gino Rea, Brookes ha dominato il resto della corsa, con O’Halloran primo inseguitore. Quest’ultimo ha poi un contatto rovinoso con Iddon in gara 3, piegando il manubrio e finendo ottavo. La vittoria va Tarran McKenzie, con Glenn Irwin e Brookes a completare il podio

British Superbike 2020, finale di stagione

Brands Hatch, ad ottobre inoltrato, deciderà un campionato aperto più che mai. In gara 1 Brookes ha un altro momento di appannamento, proprio quando serviva il massimo della concentrazione. Su una pista amica, Josh fa molta fatica a restare nei cinque, per poi conquistare un sudatissimo quarto posto nel finale. La vittoria va a O’Halloran, che si porta a sole sette lunghezze dal connazionale.

Tuttavia, Brookes si ricorda di essere sul suo “feudo” personale, e di essere un campione. In gara 2 soffre ma si riscatta. Scattato in testa, il ducatista prova a fare selezione, ma viene riacciuffato dalle Yamaha. McKenzie prova a superarlo ma cade nel corso dell’ottavo giro. Nel finale O’Halloran recupera terreno, ma è troppo tardi. Il derby australiano va a favore del portacolori del Paul Bird Motorsport. Con 12 punti di scarto, i due connazionali si contenderanno la corona britannica in gara 3.

Nella manche conclusiva del 2020, Brookes e O’Halloran sono testa a testa, a contendersi una vittoria che vale tutto. Ma il concittadino di Troy Corser perde ritmo, e non riesce a stare al passo del pilota di Sydney. Viene addirittura scavalcato dal compagno di squadra McKenzie, che prova più volte a superare il leader. Ma una sbavatura alla Graham Hill Bend gli costa l’affondo finale. Brookes vince la gara ed è campione British Superbike 2020.

Per la Ducati si tratta del secondo campionato di fila, ripetendo l’apoteosi del 2019 che ha visto trionfare Scott Redding. Ed è una sorta di riscatto dopo la sconfitta nel campionato italiano, dove la Panigale V4R è stata sonoramente bastonata dall’Aprilia.

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