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By Zach Catanzareti Photo - darrell wallace jr., CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=83407722

L’FBI ha concluso le indagini sul caso di Bubba Wallace. Il pilota NASCAR si è visto recapitare un cappio nel box del suo team, cosa che aveva fatto pensare ad un gesto di chiara matrice razzista. Invece, secondo il rapporto della polizia federale americana, si tratta di una semplice coincidenza: il cappio era lì da ottobre 2019, molto prima che il team di Wallace prendesse posto al box.

Qui di sotto, il comunicato ufficiale.

L’FBI ha concluso le indagini al Talladega Superspeedway ed ha determinato che Bubba Wallace non era il bersaglio di un crimine d’odio. Il rapporto dell’FBI conclude, e le prove fotografiche confermano, che la corda sulla porta del garage annodata come un cappio era posizionata lì fin dallo scorso autunno. Quindi molto prima dell’arrivo del team 43 e dell’assegnamento del garage. Noi apprezziamo l’indagine veloce e approfondita dell’FBI e siamo riconoscenti nell’apprendere che non è stato un gesto intenzionale e razzista contro Bubba. Rimaniamo fermi nel nostro impegno nel fornire un ambiente accogliente ed inclusivo per chiunque ami le corse.

Bubba Wallace el’FBI, tutta la storia

Tutto comincia con la battaglia di Bubba Wallace contro il razzismo, che ha portato la federazione USA a vietare l’esposizione delle bandiere confederate. A Talladega, durante la gara, alcuni hanno vivamente protestato contro la decisione, invitando persino ad un boicottaggio della serie.

Domenica sera, durante la pioggia che ha posticipato l’evento, un meccanico del team di Richard Petty ha rinvenuto il famigerato cappio. Wallace non ha mai visto l’oggetto incriminato, in quanto il meccanico ha informato subito la NASCAR dell’accaduto. Steve Phelps, vice presidente della federazione, ha poi parlato con Wallace, rimasto sconvolto per la “scoperta”.

Il giorno della gara team e piloti hanno manifestato la loro solidarietà al collega afro-americano.

L’indagine non è conclusa

In data di oggi l’FBI ha comunicato la conclusione delle indagini. Secondo gli inquirenti, il cappio non è un gesto intimidatorio, quanto piuttosto una dimenticanza. Infatti, l’oggetto risulta lì da ottobre 2019, mentre il team Petty ha ottenuto l’assegnazione del box una settimana prima della gara. Probabilmente, è stato lasciato lì da un operaio che stava lavorando alla ristrutturazione del Talladega Superspeedway, completata proprio in quel periodo.

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La NASCAR aveva corso l’ultima volta a Talladega proprio ad ottobre. Il box di Wallace era allora assegnato al Wood Brothers Racing. I federali hanno interrogato uno dei meccanici, il quale ha confermato la presenza del cappio già allora. Chiunque l’abbia lasciato, non poteva sapere che quel box sarebbe stato assegnato in seguito a Wallace.

Nonostante la conclusione dell’indagine, la NASCAR ha comunicato che l’inchiesta interna andrà avanti. In ogni caso, la categoria ha dato grande segno di unità e solidarietà, dando ancora una volta una bella lezione al resto del mondo del motore.

La NASCAR non è razzista, e mai lo sarà.

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