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Buschy Mcbusch Race 400: Kyle Busch re dei restart

Il 2020 è finalmente alle spalle. Con la vittoria alla Buschy Mcbusch Race 400, Kyle Busch chiude i conti con il recente passato, che lo aveva visto a secco di successi durante la regular season. Ci riesce grazie ad una gestione perfetta dei restart selvaggi di fine gara, ormai un classico del Kansas Speedway. Nell’ultima ripartenza, il numero 18 respinge gli attacchi di Kevin Harvick, portandosi a casa il successo numero 58 in carriera. Il polesitter Brad Keselowski conclude al terzo posto davanti a Matt DiBenedetto, Chase Elliott, Martin Truex Jr, Tyler Reddick, Chris Buescher, William Byron e Austin Dillon, a completare la top ten. Rimangono a bocca asciutta Denny Hamlin e soprattutto Kyle Larson, a lungo dominatore in Kansas. Sono 18 i cambi di leader, e 7 le caution per un totale di 36 giri.


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Qual è la svolta della Buschy McBusch Race 400?

Le prima metà di gara è assolutamente tranquilla, con le uniche bandiere gialle dettate dalle conclusioni delle due stage. Le cose cominciano a movimentarsi con la prima caution vera della giornata, al giro 231. Durante il pit stop, uno dei meccanici di Reddick perde una gomma, che va a finire sull’erba dell’infield. La NASCAR per diversi giri non decide nulla, se non di sanzionare il pilota Childress per “uncontrolled tire”. La direzione gara si assicura che tutti abbiano finito il ciclo di soste prima di neutralizzare il tutto. Di lì inizia una sequenza di restart indiavolati ed incidenti, che rimescolano i valori in campo. Quattro delle sette caution complessive avvengono nelle ultime 50 tornate.

Busch, già vincitore della Stage 1 e in top five per tutto il giorno, sale al comando a 10 giri dalla fine. Poi arriva l’ultima interruzione, causata dal contatto pesante tra Christopher Bell, Ricky Stenhouse jr e Ryan Preece. La gara si trasforma in uno sprint di appena due giri. Il momento topico è l’errore di Larson, il quale blocca una mossa d’attacco di Ryan Blaney, va in sovrasterzo e perde terreno. Busch invece non sbaglia un colpo, e resiste al rientro prepotente di Harvick fino alla bandiera a scacchi. Ed entra nella storia dello sport: è la sua 17esima stagione consecutiva con almeno una vittoria, eguagliando David Pearson nella classifica di tutti i tempi. Meglio di lui soltanto Richard Petty, che è a quota 18. Ma Kyle ha ancora tempo per eguagliare anche “The King”.

Larson domina ma non vince

E veniamo al grande deluso del pomeriggio del Kansas, Kyle Larson. Al pilota Hendrick non basta comandare 131 giri per andare in Victory lane, così come non basta piegare Keselowski, Reddick e lo stesso Busch in bei duelli nelle fasi iniziali. Il californiano paga l’unico errore di tutta la corsa, quello di aver placcato Blaney all’ultimo restart con troppa aggressività. Una manovra che gli costa anche la top ten, visto che taglia il traguardo in 19esima posizione. Delusione anche per Denny Hamlin, emerso anche lui come candidato al successo della Buschy Mcbusch Race 400. Il numero 11 contrasta lo strapotere di Larson, riuscendo a sopravanzarlo al restart del giro 235. Ma una strisciata sul muretto provoca una foratura, che lo manda a muro subito dopo. Miracolosamente non finisce doppiato, ma non è più della partita. Chiuderà la corsa in 12esima posizione.


Classifica di gara