Era il 23 marzo del 1895. In Inghilterra, precisamente a Londra, due squadre formate interamente da donne si affrontavano in una sfida su un terreno con una palla da prendere a calci. L’obiettivo segnare più gol della squadra avversaria. Non certo una nuova invenzione visto che i maschi lo praticavano già da 32 anni, piuttosto una conquista. Nasceva il calcio femminile.

Un annuncio sul giornale per la formazione di due squadre che avrebbero rappresentato il nord e il sud della città. Lo mise una cassiera appassionata di football che sarebbe poi passata alla storia come la creatrice del calcio femminile. Il suo nome Nettie Honeyball.

Nettie era già stata la capitana di una squadra, la British Ladies Footbal Club, fondata nel 1885.

La partita, a cui hanno assistito circa 11 mila spettatori, fu giocata a Crouch End. Da una parte la squadra rossa, dall’altra la squadra blu. Il risultato finale decretò il successo della squadra del Nord per 7 gol a 1. Non fu un successo per la stampa che anzi criticò l’attività, al limite sello scherno e della denigrazione. E non c’erano soldi per il futuro del calcio femminile che in effetti tornò poi nell’oscurità fino alla prima guerra mondiale. Una partita organizzata tra lavoratrici di una fabbrica a Ulverston nel nord della Gran Bretagna. Era il giorno di Natale del 1916.

Parlando della sua squadra, Nettie Honeyball si mostrava fiduciosa che il calcio femminile sarebbe stato parte dell’emancipazione femminile: “..le donne non sono le creature “ornamentali e inutili” che gli uomini hanno immaginato.Devo confessare le mie convinzioni su tutte le questioni, in cui i sessi sono così ampiamente divisi, sono tutti dalla parte dell’emancipazione…” (Lee, J. (2013) The Lady Footballers: Lottando per giocare nella Gran Bretagna vittoriana)

E in Italia?

Sono gli anni ’30 in Italia a vedere le donne protagoniste sui campi di calcio ma è molto molto più recente la nascita della Federazione Italiana Calcio Femminile. Più giovane di molti di noi. Il primo campionato nazionale si disputa tra maggio e settembre del 1968. Poco più di mezzo secolo durante il quale molte sono state le trasformazioni.

Oggi tra vertici della Lega Pro c’è una donna, la prima ad entrare da vicepresidente in un mondo che fino a poco tempo fa sembrava conoscere solo il calcio maschile. Proprio la LegaPro aveva organizzato un evento commemorativo che purtroppo, a causa dell’emergenza coronavirus, è stato annullato. Cristiana Capotondi ha voluto comunque spendere parole di orgoglio per il percorso del calcio femminile:

Cristiana Capotondi, la Lega Pro e Sanremo

E’ bellissimo poter ricordare questa data come un vero inizio: 125 anni dalla prima gara! Quando penso a Nettie e alla sua determinazione di voler giocare a pallone contro ogni ostacolo, le difficoltà e ostracismo che devono aver provato lei e tutta la squadra, mi emoziono. Una pioniera assolutamente moderna: perché è stata la prima a indicare la strada, anche se il percorso è ancora lungo. Oggi, quando vedo applaudire le ragazze dell’Italia, mi piace pensare che si applauda anche Nettie Honeyball e le sue compagne. Che devono essere un esempio anche per le tante ragazzine che vogliono giocare a pallone”

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