Forma scadente, errori banali, umore al ribasso e una trattativa di rinnovo che non decolla. In casa Juve c’è un problema, un caso Dybala che va risolto alla svelta.

Il rinnovo è il vero problema del caso Dybala?

Una trattativa di rinnovo contrattuale che stenta a decollare ormai da diverso tempo. Le condizioni non ci sono state nell’ultimo periodo, ma prima le occasioni per un incontro tra le parti c’erano, eppure non si è organizzato nulla. La richiesta del giocatore è di 15 milioni all’anno fino al 2025. La Juventus, dal canto suo, non vuole cedere alle richieste corpose dell’argentino e il periodo no dell’asso argentino potrebbe giocare a favore della dirigenza bianconera con un’offerta al ribasso.
Un periodo no come questo però non si può giustificare con una trattativa. La Joya vuole sentirsi importante e ciò non è successo nell’ultimo periodo.

L’ultimatum: due mesi oppure addio già a gennaio?


Pirlo gli ha sempre preferito la coppia Morata-Ronaldo e Kulusevski come trequartista. La condizione fisica non è stata di certo dalla parte dell’argentino, ma anche l’atteggiamento svogliato assunto dal fantasista non ha aiutato molto. Una situazione venutasi a creare con le famose urla nel post Crotone-Juventus, serata in cui forse è nato ufficialmente il caso Dybala. L’argentino va dunque recuperato fisicamente, ma soprattutto mentalmente e le scorie della gara con la Lazio possono rappresentare un punto zero. Per questo motivo i prossimi mesi saranno decisivi per la soluzione al caso Dybala. L’argentino avrà infatti due mesi a disposizione per riprendersi la Juventus e il suo popolo. Se non ci riuscirà si potrebbe ipotizzare una cessione a gennaio che avrebbe del clamoroso, con il Real Madrid o il Chelsea che seguono sempre il giocatore. Se così fosse però i bianconeri potrebbero rischiare di avere a che fare con una svalutazione del fantasista argentino.
Il futuro è nelle sue mani: rimboccarsi le maniche con umiltà e riconquistare quello spazio perduto oppure stretta di mano e addio. Sta a lui saper sciogliere il caso Dybala.

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