Chelsea Clinton e Jenna Bush investono nella Washington Spirit

Chelsea Clinton e Jenna Bush, le figlie di Bill Clinton e George W. Bush, hanno deciso di investire insieme nella Washington Spirit, la squadra di calcio femminile della capitale USA.  Le due ex First Daughters rappresentano davvero il simbolo del legame bipartisan. Entrambe sono cresciute alla Casa Bianca e, a dispetto delle differenze politiche dei genitori, sono buone amiche da anni, sempre pronte a sostenersi.

Chelsea Clinton e Jenna Bush entrano nel mondo del calcio femminile?

Dopo la tennista Serena Williams e l’attrice Eva Longoria, azioniste della squadra del Los Angeles City, la tennista Naomi Osaka, cha ha acquistato il North Carolina Courage, nel calcio femminile americano arrivano le First daughters. Chelsea Clinton e Jenna Bush, le figlie degli ex presidenti Bill Clinton e George W. Bush, hanno infatti deciso di investire nella squadra Washington Spirit.  La squadra della capitale USA rinasce dalle ceneri della DC United Women, e ora punterà ai vertici della NWSL, la lega professionistica americana di calcio femminile.

Clinton, 40 anni, e Bush, 39 anni, sono entrambe cresciute alla Casa Bianca, e a dispetto delle differenze politiche dei genitori, sono il simbolo di un legame bipartisan. Sono infatti buone amiche da anni e si sono sempre sostenute a vicenda.  Chelsea, direttrice della Clinton Foundation, e Jenna, conduttrice di Today della NBC, hanno affermato di aver preso questa decisione insieme. Inoltre hanno detto di averlo fatto perché sono appassionate del calcio femminile e ritengo che sia un buon business.

La politica entra nel mondo del calcio femminile

Il Washington Post ha riferito che le azioni di maggioranza restano proprietà del tecnico sportivo Steve Baldwin, tuttavia oltre ai nomi delle due ex first daughters vi sono anche altri nomi legati al mondo della politica. Ad essersi uniti a Chelsea e Jenna ci sarebbero altri 20 investitori. Tra questi Jay Carney, ex portavoce di Barack Obama insieme a sua moglie Claire Shipman, giornalista e scrittrice; l’ex campionessa olimpica afroamericana Dominique Dawes, oggi a capo di un’accademia sportiva per ragazze povere nella contea di Montgomery, Maryland; Bonnie McElveen-Hunter, già ambasciatrice in Finlandia ai tempi di George W. Bush e ora prima donna alla guida della Croce Rossa americana; Tom Daschle, ex leader della maggioranza democratica al Senato; Assia Grazioli Venier, cofondatrice di Muse Capital e amministratore indipendente nel cda della Juventus.

Non c’è da stupirsi se l’attenzione al calcio femminile è diventata materia politica. Tutto è nato quando un anno fa, un tribunale di Los Angeles ha respinto la richiesta, avanzata dalla Nazionale femminile di calcio statunitense, di un risarcimento di 66 milioni di dollari per il trattamento differenziato rispetto ai maschi.  

Le dichiarazioni di Baldwin

Baldwin ha dichiarato: “Il nostro club ha ambizioni globali. Per questo abbiamo creato un gruppo di investitori che riflettere la cultura politica di DC, insieme alla sua eredità sportiva, il suo internazionalismo e la ricchezza della sua comunità tecnologica, col quale condividiamo una visione comune, impegnati insieme ad elevare il calcio femminile”.


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