Carnera – The Walking Mountain è il film che si ispira alla storia del grande pugile italiano Primo Carnera, il primo italiano a diventare campione del mondo di boxe.

Un idolo nazionale

Quasi due metri di altezza per più di 100 chili; queste sono le caratteristiche fisiche di Primo Carnera. La storia del pugile italiano ha ispirato la realizzazione di Carnera – The Walking Mountain. Il film ripercorre la vita dell’atleta azzurro, dai suoi inizi come membro di un circo, fino alla sua consacrazione come campione del mondo dei pesi massimi. È la storia di un uomo cresciuto in povertà che, grazie alle sue doti fisiche, riesce a imporsi sul ring, spingendosi laddove nessun pugile italiano era ancora riuscito. Il 29 giugno del 1933, al Madison Square Garden, Carnera batte Jack Sharkey nell’incontro valido per il titolo dei pesi massimi, diventando il primo italiano a diventare campione del mondo di boxe.

Il trailer di “Carnera – The Walking Mountain”.

Storie intrecciate

La storia di Primo Carnera si intreccia con quella di James Braddock, pugile che ha ispirato il film Cinderella Man. A fare da collante tra questi due atleti è un avversario, che entrambi hanno affrontato durante la loro carriera. Si tratta di Max Baer.

È Baer, il 14 giugno del 1934, a sconfiggere la “Montagna che cammina” e a soffiargli il titolo di campione del mondo, per poi perderlo, il 13 giugno dell’anno successivo, contro Braddock.

Max Baer.
Max Baer.

Sul ring però, la prima volta in cui le strade dei due pugili si incrociano è il 10 febbraio del 1933. Quel giorno, a New York, di fronte a Carnera c’è Ernie Schaaf. Appena sei mesi prima Schaaf si era battuto contro Baer ed era andato al tappeto dopo appena tre minuti, riportando gravi danni al cervello. Quella botta subita da Schaaf, nell’incontro conto Baer, è determinante per l’esito del match contro il pugile italiano.

Al 13o round, Carnera manda al tappeto il suo avversario. Questa volta il colpo risulta fatale per Schaaf, che perde la vita in ospedale, quattro giorni dopo l’incontro. Anche se non direttamente, le carriere di Carnera e Baer si sono incrociate, lasciando un segno indelebile nelle loro vite. L’episodio, infatti, scuote molto la “Montagna che cammina”, che pensa di ritirarsi dalla boxe ed è solo grazie al conforto di amici e parenti, del suo compianto avversario, se cambia idea. Parte della colpa viene attribuita anche a Baer, che già si era macchiato, sul ring, dell’omicidio di Frankie Campbell.

Una volta terminata la sua esperienza nella boxe, Carnera intraprende la carriera di wrestler. Il 20 aprile del 1951, l’italiano sfida Joe Stalin e ad arbitrare l’incontro è proprio Max Baer. A questo punto, il pubblico spera di vedere, un giorno, Carnera sfidare l’avversario che gli ha tolto il titolo 17 anni prima. Questa ipotesi diventa realtà nel 1957, quando i due ex pugili si battono in match d’esibizione, che termina in pareggio.

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