Vanno in onda su Netflix, da oggi, le prime due puntate The Last Dance, la serie documentario prodotta da ESPN, sulla stagione 1997-98 dei Chicago Bulls.

Un dietro le quinte inedito

The Last Dance è la nuova serie documentario prodotta da ESPN, sulla stagione 1997-98 dei Chicago Bulls. In quella stagione, i Bulls garantirono un all access pass a una crew, che ha seguito giocatori e staff durante tutta la stagione, anche nello spogliatoio.

Alle immagini realizzate nella stagione 1997-98, sono state aggiunte interviste realizzate in questi ultimi anni, per creare questo inedito dietro le quinte, della stagione dei Bulls.

In ogni puntata ci sarà un focus sui componenti della rosa dei Bulls, al di fuori di Michael Jordan. Lo stesso Jordan è protagonista di alcune delle interviste più recenti, come nella seconda puntata, che sarà dedicata a Scottie Pippen. Jordan, nell’intervista, racconta il prezioso supporto fornitogli, in campo, dal numero 33:

Mi aiutò a migliorare il modo in cui affrontavo gli incontri, in cui giocavo. Ogni volta che parli di Michael Jordan devi aggiungere Scottie Pippen“.

Oggi andranno in onda i primi due episodi, poi usciranno due episodi, ogni settimana, fino al 18 maggio.

I Bulls 1997-98

La stagione non comincia nel migliore dei modi. Il coach Phil Jackson annuncia che sarà la sua ultima stagione da allenatore dei Bulls. Lo segue Michael Jordan, dicendo che non vuole avere altri allenatori al di fuori di Phil Jackson. Scottie Pippen è in scadenza. Tutto fa pensare che la grande dinastia dei Bulls possa finire, al termine della stagione.

La franchigia di Chicago, tra rumors che non la vedono più come la favorita, va a caccia del sesto titolo in otto anni. Nei primi match, la squadra è discontinua, complice anche l’infortunio di Pippen e un inizio non impeccabile di Jordan. Poi, le prestazioni di Air Jordan vanno migliorando e, con il rientro di Pippen, la squadra torna in condizione.

Per vincere il sesto titolo consecutivo, i Bulls devono battere gli Utah Jazz, già sconfitti nelle finals l’anno precedente. I Jazz non ci stanno a perdere un’altra finale contro Jordan e compagni e giocano al meglio in tutte le gare, tranne in gara 3 dove la supremazia di Chicago è netta. Negli ultimi tre minuti di gara 6, Jordan si rende decisivo per portare, ancora una volta, il titolo a Chicago.

A fine stagione, MJ vince il suo quinto MVP e i Bulls il loro sesto titolo e il secondo three-peat, realizzando qualcosa che non si era mai vista nel basket. Quello è stato l’ultimo ballo dei Bulls targati Jackson, Pippen, Rodman e Michael Jordan.

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