Per ripartire a pieno regime con la stagione tennistica devono essere rispettate le misure di sicurezza. Non solo. Devono far si che i giocatori si sentano al sicuro nello scendere in campo. Ecco, allora, come gli US Open 2020 hanno diviso il mondo del tennis. Ci sono coloro che spingono per giocare, Collins su tutti, e altri che invece preferirebbero non farlo.

Proprio di questo secondo gruppo fa parte Novak Djokovic. Il tennista numero 1 del ranking, infatti, non è convinto delle misure di sicurezza che l’ATP vorrebbe prendere per giocare a Flushing Meadows. Intervistato da una TV serba, ha affermato che «molti dei giocatori con cui ho parlato non erano propensi ad andare a New York. Per come stanno le cose ora, la mia stagione continuerà sulla terra battuta a settembre».

L’affermazione del giocatore non sono piaciute a Danielle Collins che lo ha criticato sui social media: «Abbiamo una grande opportunità con lo US Open di tornare a giocare con alcune misure di sicurezza da rispettare, al fine di garantire che tutti i giocatori si sentano al sicuro. USTA, WTA e ATP faranno di tutto per dare priorità alla salute dei tennisti e penso che dovremmo sostenere la cosa disputando il torneo. E’ facile parlare quando qualcuno ha vinto quasi 150 milioni di dollari nel corso della sua carriera ed è facile dire alla gente cosa fare e poi dichiarare che non si vuole giocare. Djokovic, questa è una contraddizione dopo i commenti sui giocatori nella top-100 che donano denaro ai tennisti in difficoltà…Molti di noi, che non viaggiano con un entourage, devono tornare al lavoro. Sarebbe fantastico avere il miglior giocatore del mondo a supportare questa opportunità e non viceversa».

La tennista statunitense, dunque, non ha certo nascosto il suo disappunto verso il massimo rappresentante del Consiglio di amministrazione dell’ATP. Il serbo sarebbe contrario anche alla norma che obbliga i giocatori a viaggiare con un solo membro del suo staff tecnico, ritenendo di aver bisogno, ad esempio, anche di un fisioterapista durante il torneo americano.

Intanto, su Microsoft Zoom, si sono incontrati ieri i direttori dell’ATP, WTA, USTA, Us Open e quasi 400 giocatori di tennis maschile del circuito. La riunione, durata più di tre ore, ha portato il 15 giugno come data per stilare il calendario ATP. Il tennis che conta, ormai, è pronto a ripartire e presto sapremo come, dove e chi salirà a bordo.

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