Conte non riesce a mettere il settimo sigillo alla stagione dell’Inter e la Juve si riprende la vetta della classifica. Dopo il rigore di Lautaro Martinez, che aveva pareggiato la rete iniziale di Dybala; Higuain, come due stagioni fa, trafigge i nerazzurri e per i bianconeri è gran festa.

L’avvio trionfale della Juve di Sarri

Delle grandi squadre dei cinque principali campionati europei, la compagine di Sarri è l’unica formazione ad essere ancora imbattuta in una gara ufficiale (In Germania il Wolfsburg non ha nemmeno riportato una sconfitta in Bundesliga, Europa League, Pokal). Qua e là tutti hanno perso qualcosa. In Inghilterra il Liverpool sta dominando la Premier League, con otto vittorie conseguite in otto gare, ma in Champions ha perso contro il Napoli. Bayern di Monaco, Psg e City, hanno fatto doppietta nelle due partite in Coppa, ma nei loro campionati hanno perso contro Hoffenheim, Reims, Norwich e Wolverhampton. Barcellona e Atletico Madrid sono imbattute nella Champions, ma nella Liga hanno perso contro Athletic Bilbao e Real Sociedad. A differenza del Real Madrid, che è a secco di sconfitte in Spagna, ma ha preso tre schiaffoni dal Psg in Europa. Solo la Juve, quindi, in questo scorcio di stagione, non ha ancora riportato una sconfitta. Questo sta a significare che la formazione di Sarri è una formazione di assoluto valore. Un complesso di altissimo livello, che oggi come oggi è probabilmente al vertice di tutto il calcio mondiale.

I progressi nello sviluppo del gioco

Probabilmente il tecnico toscano non riuscirà a fare a Torino, il calcio spettacolare che gli è riuscito fare a Napoli. Ma quello che sta facendo vedere ora alla Juve, non è certo un calcio di bassa lega. Il gol di Higuain di ieri sera, contro l’Inter, è il frutto di 24 passaggi riusciti consecutivamente. Il gol annullato a Ronaldo: era stato il risultato di un’azione esemplare, che aveva visto una triangolazione perfetta tra Dybala e l’asso portoghese.

A detta dello stesso Sarri, la Juve è ancora una squadra in cantiere. Il tecnico toscano ha detto che vorrebbe vedere un maggior dominio del campo da parte dei suoi uomini e gli piacerebbe vedere un pressing maggiore in tutte le zone del rettangolo di gioco. Certo, per vincere la Champions probabilmente queste sono condizioni che bisognerebbe soddisfare. Ma siamo certi che con il tempo certi automatismi verranno assimilati dal gruppo e una volta trovata la formazione tipo, per la Juve, si concretizzerà quella velocità di gioco che porterà all’esecuzione tutti i suoi schemi, specie quelli che riguardano il gioco offensivo.

Calano le quotazioni del Napoli di Ancelotti

La squadra partenopea è alla terza partita su quattro, che non riesce a violare la porta avversaria. Se ad inizio stagione il Napoli sembrava una squadra spumeggiante che, con quattro, cinque passaggi, riusciva ad arrivare al tiro. Ora di quel Napoli non c’è più traccia. Ieri la prova degli azzurri di Ancelotti, al Grande Torino, è stata imbarazzante. Non un tiro che abbia solleticato le mani del portiere del Toro, Sirigu. Sicuramente il Napoli può recriminare per una trattenuta di Izzo ai danni di Goulham, che avrebbe dovuto scaturire la massima punizione, ma questo non giustifica la prova dei partenopei che non sembrano più brillanti come ad inizio campionato. Insigne continua a disputare partite sotto tono. Lozano, in quel ruolo al centro dell’attacco, sembra trovarsi spaesato e Mertens, ieri, sembrava l’ombra di se stesso.

Ancelotti, deve assolutamente rivedere qualcosa nei suoi schemi di attacco. Il principale responsabile di questa triste situazione del Napoli è sicuramente lui. Non segnare in 270 minuti di gioco, quando nella propria rosa si hanno a disposizione giocatori come Mertens, Insigne, Callejon, Llorente, Milik, Lozano… è un vero delitto.

L’Atalanta di Gasperini continua a strabiliare nel nostro campionato

Con 18 reti l’Atalanta è il miglior attacco della Serie A. La squadra di Gasperini, in Italia, sembra giocare sul velluto. Nelle ultime due gare di campionato, contro Sassuolo e Lecce, dopo la prima frazione di gioco, ha chiuso virtualmente la pratica della gara, allungando così agevolmente il proprio passo verso i vertici della classifica. Gli orobici ora sono a due punti dall’Inter e si trovano terzi, solitari, in graduatoria. Nell’era dei tre punti, mai i bergamaschi erano partiti così forte, mettendo in cascina 16 dei 21 punti disponibili da conquistare. In questo anno solare 2019, l’Atalanta, ha addirittura fatto meglio della Juventus conquistando la bellezza di 57 punti in 26 partite. Una media di più di due punti a partita (2,19).

Ieri contro il Lecce, la Dea ha effettuato ben 15 tiri verso la porta difesa da Gabriel. Ha vinto 3-1, ma il risultato avrebbe potuto essere di dimensioni ben più larghe. Zapata, Gomez, Ilicic, quando partono palla al piede fanno traballare ogni retroguardia. Finora, c’è da dire, che l’Atalanta, a parte il match contro la Roma, non ha avuto test probanti (vittorie su Spal, Genoa, Roma, Sassuolo, Lecce). Tra due settimane, giocando all’Olimpico, contro la Lazio, vedremo cosa riuscirà a fare. Certo che se dovesse mai andare a vincere, potrebbe candidarsi a diventare tra le due, tre principali antagoniste dei bianconeri, per la conquista del titolo. Giocando con questa facilità, i punti in classifica, si sommano senza accorgersene. Ricordiamo tutti cosa è successo qualche stagione fa in terra d’Albione con il Leicester e… la squadra di Ranieri non giocava così bene.

La crisi delle due genovesi

Entrambe si ritrovano al fondo della classifica. Genoa e Sampdoria (assieme) hanno fatto la metà dei punti finora conquistati dall’Atalanta. I blucerchiati sono ultimi, con i soli tre punti ottenuti contro il Toro. Mentre i rossoblù, sono al penultimo, con due soli punti in più conseguiti. Se la Samp è partita male, perdendo le prime tre gare. Il Genoa invece aveva avuto una partenza sprint. La prima giornata era andata a conquistarsi un prezioso punto sul campo della Roma (3-3), poi la giornata seguente, a Marassi, aveva addirittura battuto la Fiorentina per 2-1.

Cosa succeda alle due squadre che vivono sotto i riflettori della Lanterna, non si riesce bene a capire. Che le due squadre vivano vicissitudini societarie si sa. Entrambe i Presidenti sono intenzionati a vendere. Ma, soprattutto, per il grifone, è da anni che se ne parla, quindi non può essere motivo di turbamento. Per la Samp invece la situazione potrebbe essere diversa. La trattativa di vendita sembrava avviata, ma è di oggi la notizia che la cordata facente capo a Vialli si sia ritirata dalla corsa per l’acquisizione dei blucerchiati. In questi casi chi pagherà per primo, le colpe di un inizio di campionato disgraziato, saranno i due tecnici, Di Francesco e Andreazzoli. Statene certi.

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