Coppa Davis 2021
L'insalatiera della Coppa Davis. Credit by [email protected]

Mentre il mondo del tennis prova alla disperata a risolvere tutti quei cavilli che mettono a serio rischio l’inizio dell’Australian Open, la Coppa Davis 2021 comincia a prendere forma. Dopo l’anno sabbatico della passata stagione (causa pandemia), la competizione targata Kosmos torna in auge con alcune importanti novità, che passeranno sotto il vaglio dell’ITF. Lo scopo di queste modifiche è rendere ancor più appetibile la corsa all’ambita insalatiera per tennisti e pubblico, dopo il grande successo dell’edizione 2019.

Coppa Davis 2021 | Quali sono queste modifiche?

L’idea del comitato organizzativo targato Kosmos (tra i quali figura anche il calciatore del Barcellona Gerard Pique) verte essenzialmente su tre punti:

  • Fasi finali con una programmazione differente, che dureranno 11 giorni
  • Le fasi finali non si disputeranno in un’unica sede, ma su tre città differenti
  • Riduzione delle nazionali partecipanti da 18 a 16

Una di queste modifiche ha avuto già parere positivo da parte dell’ITF: le fasi finali della Coppa Davis 2021 si disputeranno infatti in 11 giorni. L’idea di base è quella di ampliare a dismisura l’interesse per la competizione, affiancando a Madrid altre due città europee. Indiscrezioni parlano di Torino e Vienna, con il capoluogo piemontese che dovrebbe ospitare le sfide dell’Italia. Tuttavia l’ITF non ha ancora lasciato trapelare nulla. Questa divisione ci sarà fino ai quarti di finali, dopodiché semifinali e finale saranno disputate regolarmente alla Caja Magica della metropoli iberica.

Pro e contro di questa soluzione

Da un lato quella di Kosmos appare una proposta sicuramente sensata, visto che andrebbe a snellire lo schedule giornaliero delle partite (giocando in più sedi). Con il vecchio formato infatti i tennisti erano costretti ad orari alquanto eccessivi; in più giocando su tre città, pandemia permettendo, ci può essere una maggiore partecipazione del pubblico sugli spalti.

Un lato negativo può essere quello di dire addio alle affascinanti sfide casa-trasferta, le quali avevano un grande seguito da parte dei pubblici nazionali. Tuttavia un rinnovamento al retrogrado format di questa competizione era necessario ed un primo passo è stato fatto nella buona riuscita dell’edizione 2019. Solo nel mese di marzo sapremo se l’ITF accetterà tutte le modifiche proposte sul torneo sportivo per nazionali più antico del mondo.

Il pensiero del direttore Albert Costa sulla ‘nuova’ Coppa Davis

Queste le parole di Albert Costa, direttore delle fasi finali della Coppa Davis 2021:

“La novità dell’edizione 2019 della Coppa Davis ci ha portato un tennis fantastico ma anche molti interrogativi. Vogliamo una competizione a lungo termine e siamo convinti che con alcune modifiche ci sarà un’esperienza di gioco ancora migliore. Il nostro obiettivo è quello di far partecipare tutti i migliori giocatori di questo sport. Il poter diluire i match in più sedi può evitare che i match finiscano troppo tardi, consentendo ai tennisti un adeguato riposo”.


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