Coppa Davis
Il team spagnolo solleva l'Insalatiera: Foto via Twitter_vitasportivait
Gli iberici si aggiudicano l’ambita Insalatiera battendo il Canada in finale | Decisive le vittorie in singolare di Bautista-Agut e del solito Nadal

Coppa Davis 2019 – Madrid

Spagna-Canada 2-0

R.Bautista-Agut (SPA) b. F.Auger-Aliassime (CAN) 7-6(3), 6-3

R. Nadal (SPA) b. D.Shapovalov (CAN) 6-3, 7-6(6)

La Spagna vince la sesta Coppa Davis della sua storia, tutte conquistate negli ultimi vent’anni. Il primo successo risale agli anni 2000, periodo nel quale le Furie Rosse hanno cominciato a monopolizzare questo sport.

I ragazzi guidati da mister Bruguera fanno centro all’esordio nel nuovo formato della competizione, introdotto e finanziato dal gruppo Kosmos.

Suscita un pò di ilarità dire che tra gli investitori di questo nuovo progetto ci sia Gerard Piqué, difensore centrale del Barcellona e della nazionale spagnola.

Questo perché ultimamente un catalano doc a Madrid non è ben visto, tutto a causa delle vicissitudini politiche tra le parti. Tuttavia il calciatore blaugrana tramite questa Coppa Davis ha saputo riunire tutta la Spagna sotto un’unica bandiera.

Il successo dello squadrone tennistico spagnolo è certificato già dai due singolari, che hanno visto le vittorie di Bautista-Agut e del solito Rafael Nadal.

Nonostante la pericolosità del Canada, questa finale in termini di minutaggio e incontri è stata la più breve dei freschi campioni del mondo (fatta eccezione per la sfida contro la Croazia).

Un 2-0 che non lascia spazio a recriminazioni, e che cela il grande divario tennistico tra le due scuole.

Nonostante ciò, i canadesi hanno messo le basi per un futuro fiorente, con i giovanissimi Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime in prima linea.

Proprio i due enfant prodige del tennis biancorosso avevano dolci ricordi qui alla Caja Magica di Madrid: nel 2015 trionfarono insieme nella Coppa Davis junior.

Proprio il millennial Auger-Aliassime è il protagonista insieme a Bautista-Agut del primo singolare. Entrambe le scelte dei due coach lasciano molto meravigliati.

Lo spagnolo è infatti stato recentemente colpito da un lutto – ha perso il papà – ma ha deciso di tornare con la squadra per dare il suo apporto alla causa.

Il secondo invece è stato preferito a Pospisil dal capitano Dancevic. Ovviamente non si discutono le qualità tecniche del n.21 al mondo, ma a destare timore sono le sue condizioni fisiche.

Infatti Felix non scendeva in campo da due mesi circa, saltando gli appuntamenti di Parigi-Bercy e le Next Generation Finals.

Bautista-Agut invece è provato ancora emotivamente dal momento appena trascorso, ma da buon spagnolo dà tutto in campo.

Il clima è rovente e festoso sulle tribune della Caja Magica, il pubblico locale già sente odore di festa. Gli spalti sono strapieni, e nell’apertura di questa finale la gente viene deliziata dalle qualità canore della cantante, nonché moglie di Piqué, Shakira.

Una volta partito il primo tie si comprende subito come ci sia un abisso di differenza tra i due tennisti, soprattutto per quanto ne concerne l’esperienza.

Il canadese paga inizialmente un pò di tensione, oltre ad avvertire ancora qualche fastidio al ginocchio malandato.

Il n.2 spagnolo appare molto più solido al servizio, e questo gioca un ruolo fondamentale, anche se il primo set scivola senza sussulti al tie-break.

Qui il dritto di Auger-Aliassime comincia ad andare un pò troppo a corrente alternata: l’avversario sfrutta l’occasione e archivia il primo set in suo favore.

La partita è ancora un pò noiosa, il livello di gioco stenta a decollare. Il classe 2000 nordamericano continua a perdere di vista il suo dritto. In dieci minuti circa l’iberico è sopra 3-0.

Qui la partita sembra correre via verso i titoli di coda, ma una discutibile decisione del giudice di sedia rimette in partita il Canada.

Un’errata e contestata chiamata sulla palla break riporta Felix in linea di galleggiamento.

Appare evidente che nessuno abbia le chiavi per dominare il match, quindi uno dei due deve farsi coraggio e prendere l’iniziativa.

Il giovane Auger-Aliassime continua a sbagliare in accelerazione, mentre Bautista-Agut è autore del primo convincente game in risposta.

Molto bravo il tennista di Castellòn de la Plana a giocare bene con il rovescio a due mani, riprendendosi subito a 0 il break.

Sospinto dalla grande acclamazione del pubblico il n.9 al mondo vince la partita, non riuscendo poi a trattenere l’emozione per una settimana che, nel bene e nel male, ricorderà per sempre.

A questo punto la gente spagnola è già in aria di festa. Il motivo? Nadal può chiudere la contesa e consegnare la Coppa Davis alla sua nazione.

D’altronde con un perentorio 28-1 nella competizione è difficile soltanto pensare che una animale come il maiorchino possa steccare.

Alla fine, senza badare a tante chiacchiere, il n.1 al mondo ha portato a casa la sua quinta Coppa Davis (la quarta giocata in maniera effettiva) sbriciolando la resistenza di un comunque ottimo Denis Shapovalov.

Il 18 volte campione Slam si dimostra ancora una volta in uno stato di forma pauroso: in questa settimana alla Caja Magica non ha mai perso un set né un turno di battuta in singolare.

Ovviamente neanche il promettente canadese riesce a invertire questa eloquente tendenza. Shapo ha già battuto una volta Rafa in carriera – Montreal 2018 – ma quest’oggi c’era veramente poco da fare.

Nel primo set il n.15 del Ranking ATP prende spunto dal più giovane connazionale Auger-Aliassime, perdendo completamente di vista il dritto.

Nadal si limita ad amministrare e vince il primo set per 6-3, avvicinando la Spagna all’obiettivo.

Tuttavia Denis è bravo a non sciogliersi d’animo: nel secondo set gioca il miglior parziale della sua settimana spagnola.

Il vincitore dello US Open non riesce più a scalfire il rovescio ‘monomane’ dell’avversario, giocando come di consueto con il solito dritto ad uncino.

Ottime le contromisure di Shapovalov, che ora è anche più propositivo in risposta. Molto bene sulla prima di servizio, mentre pecca terribilmente con la seconda (solo 25% di punti conquistati).

Il sudore agonistico del canadese viene premiato parzialmente al sesto gioco, quando una prima in pancia di Nadal annulla la sua prima palla break.

Altri sussulti per lo scudiero di mister Dancevic non arrivano, e decide quindi di difendersi a riccio e giocarsi tutte le carte al tie-break.

Qui regna l’equilibrio fino al 4-4, quando Shapovalov sbaglia un comodo rovescio e consegna allo spagnolo il mini-break decisivo che lo manda a servire per la coppa.

6-4 e due match point Spagna, di cui uno con il proprio servizio. Nel primo Nadal fa una frittata ‘non da Nadal’ e rimette in carreggiata il Canada.

Tra l’apprensione del pubblico, Shapovalov gioca bene con il servizio e guadagna addirittura un set point. Il re della terra rossa però non trema e annulla con un’ottima prima. L’unico vero treno della partita per Denis passa quindi inesorabilmente, con Rafael che sguaina l’ascia da guerra.

Tre punti consecutivi e partita destinata agli archivi. La nuova Coppa Davis viene vinta dalla Spagna, a casa loro a Madrid.

Grande tripudio per Nadal, Bautista-Agut, Carreno-Busta, Feliciano Lopez e Granollers, che si laureano campioni del mondiale di tennis.

Ovviamente grande soddisfazione anche per il capitano Bruguera, che è riuscito comunque ad assestare bene un gruppo già iper competitivo.

E non è finita qui, perché anche il prossimo anno – così prevede il contratto con Kosmos – si giocherà nuovamente a Madrid.

Le quattro semifinaliste sono già qualificate di diritto per le Finals, mentre tutte le altre dovranno passare dai play-off.

La nostra nazionale sarà impegnata contro la Corea del Sud (gli azzurri giocheranno in casa).

Grande commozione anche durante la cerimonia di premiazione: i ragazzi iberici, di comune accordo, fanno sollevare al cielo l’ambita Insalatiera a Bautista-Agut.

Un tennista tranquillo e genuino, che almeno per un pò potrà sorridere e dimenticare i veri problemi della vita, gioendo insieme ai compagni.

Coppa Davis 2019 – risultati e tabellone

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