Roberto Donadoni, ex bandiera del Milan e oggi allenatore della squadra cinese dello Schenzen FC, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera raccontando l’attuale situazione in Oriente dopo l’emergenza dei mesi scorsi:

La Cina adesso:

C’è grande attenzione nei confronti di coloro che vengono dai paesi più colpiti e in fondo e’ giusto che sia così: hanno faticato tanto per cercare di risolvere il problema. Noi abbiamo trascorso un.lumgo periodo ad allenarci in Spagna, poi il 9 ci siamo trasferiti a Dubai. Saremmo dovuti rimanere lì fino al 22, ma abbiamo preferito anticipare i tempi proprio perché sapevamo che ci avrebbero messo in quarantena e il campionato potrebbe ricominciare”.

Da Hong-Kong a Schenzen c’è una manciata di chilometri, quando siamo entrati in città con il pulman ho.visto che la situazione è tornata alla normalità. Le strade sono vive, popolare di gente. Portano la mascherina, ma fa parte della loro cultura, la usavano anche prima che scoppiasse questa epidemia. Basta che uno abbia un po’ di raffreddore e la mette. Diciamo che, se prima la indossavano in tanti, ora ce l’hanno proprio tutti”

La situazione al loro arrivo in Cina:

Mentre aspettavamo che ci preparassero le camere in hotel, sono andato in un supermercato per acquistare delle provviste da tenere con me in questo periodo di quarantena. Anche lì ho avuto la conferma che tutto è tornato come prima”.

Il passaporto italiano un ostacolo per la dogana:

I controlli sono accurati per chiunque. Abbiamo dovuto compilare i moduli dichiarando i Paesi nei quali siamo stati negli ultimi mesi, ci hanno prelevato la febbre, ci hanno fatto parlare con gli specialisti che ci hanno chiesto di tutto. È burocrazia, ma è sicurezza”.

La situazione italiana:

Quando leggo che tante persone dal Nord sono.scappate in Sicilia o in Puglia, penso che non ci riusciamo. Come si fa a non comprendere che questo è un autogol? Occorre stare fermi, in casa. Lo dicono tutti”.

La preoccupazione per i suoi familiari in Lombardia:

Sono preoccupato, è inevitabile. Ma bisogna fare ciò che ci consigliano, senza prendere iniziative di testa nostra. Nei paesi in cui è emerso il primo focolaio hanno rispettato le regole e ora sembra che tutto sia in via di risoluzione. Questo deve convincerci ancora di più che non si deve sgarrare”.

Bergamo città tra le più colpite:

Ho conoscenti e amici che hanno perso familiari a causa del coronavirus. E anche a me è mancata una persona cara. Viveva ad Orzinuovi in provincia di Brescia: avevo legato con lui quando ero al Parma. Aveva la responsabilità del centro sportivo di Collecchio. Lo conoscevano tutti come il Bianco.Ora che si trovava in pensione, amava andare al bar a giocare a briscola con gli amici. Stava benissimo, non aveva altri problemi di salute. È mancato una settimana fa”.

Il campionato in Cina ripagherà tra un mese:

Si parla di aprile. Noi ora dovremo star fermi altri 14 giorni, bloccati nelle nostre camere d’albergo, e non sarà facile soprattutto per i giocatori più giovani, ma loro sono già contento di.esserci avvicinati a casa, erano fuori da gennaio ed erano un po’ in ansia”

Conservare la condizione atletica:

Non potremo lavorare sul campo per due settimane, abbiamo preparato programmi individuali da svolgere in palestra con tutte le accortezze del caso. Nessun contatto ravvicinato tra i ragazzi, orari diversi. È un sacrificio, certo, ma di fronte a tutto quello che stiamo vivendo, il resto non conta”.

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