Se c’è una cosa che David Trezeguet non hai dimenticato è quel rigore sbagliato nella notte Berlino, che praticamente consegnò il tanto ambito mondiale alla Nazionale di Marcello Lippi. L’ex attaccante della Juventus però ha tratto anche qualcosa di positivo da quell’errore, la cui genesi e conclusione è rimasta nell’immaginario collettivo. Trezeguet in una intervista a Sky Sport ha ribadito come l’estate del Mondiale berlinese fu particolare, soprattutto dopo un campionato in B con la Juventus: “Era stato l’anno della retrocessione della Juve in B. Quelle difficoltà mi hanno reso più forte e più cattivo mentalmente. Rigore sbagliato? Mi sono preso le mie responsabilità, purtroppo è andata male.

L’attaccante commenta anche l’attuale Juventus di Maurizio Sarri, il cui scoglio più grande è senza alcun dubbio armonizzare tutte le forti personalità ptresenti in rosa: “La Juventus ha una rosa ampia e di qualità, con cinque cambi i mister hanno più scelte, ha commentato. Ma dai un’idea chiara anche al gruppo, ti mantiene alta la voglia di essere protagonista. Non sarà semplice gestire soprattutto il lato emotivo

Trezeguet: "IL rigore di Berlino mi ha fortificato"
Trezeguet colpisce la traversa nella finale mondiale di Berlino 2006

Ma un errore, seppur decisivo, non può denigrare una grandissima carriera che lo ha reso protagonista nel campionato, a detta sua, “più duro di tutti”, ossia quello italiano: “Parlavo tanto con Ferrara, Montero e Iuliano. Mi dicevano dove i difensori potevano sbagliare e i loro suggerimenti alimentavano la mia crescita”. Difensori più duri e aggressivi? Trezeguet non ha dubbi: “Fernando Couto e Sinisa Mihajlovic (ai tempi difensori centrali della Lazio).

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