Son passati orami 3 anni dalla prematura scomparsa del calciatore Davide Astori. Così l’ex compagno di squadra ai tempi della Fiorentina Riccardo Saponara ha scritto una commovente lettera grazie all’aiuto dei degli autori di “Cronache di Spogliatoio”.

La lettera di Saponara all’amico Davide Astori

La lettera inizia con il ricordo del film La La Land che i due amici avrebbero voluto vedere insieme per giudicare il merito dell’Oscar. “Se penso alla vita che si ferma improvvisamente, che ti lascia senza fiato e si spezza senza chiedere il permesso, penso a questo momento. Perché non c’era cosa che Davide non conoscesse. Un tipo strano per il calcio, ma il mio tipo preferito.  Se penso alla vita che ti lascia senza lo spazio di recuperare il tempo perduto, penso a La La Land. Il film che avrei dovuto vedere con Asto, il film che ho visto da solo“.

La lettera prosegue con il racconto del primo incontro tra i due e l’inizio della loro amicizia. “Dopo aver firmato con la Fiorentina il Team Manager mi inserì nel gruppo WhatsApp ed ero soltanto un numero nella rubrica di molti ma tu scrivesti subito. «Per qualsiasi cosa, conta pure su di me». Parole semplici, ma che in quel momento mi hanno fatto sentire meno solo. Mi hai sempre dimostrato cosa significasse per te essere un amico, nei piccoli gesti quotidiani”

Il ricordo della terribile mattinata dopo la morte di Astori

Il calciatore racconta delle reazioni dei compagni di squadra, staff e allenatore la mattina seguente alla morte di Davide. “Pioli continuava a piangere, lacrime implacabili. Mi abbracciò forte, un gesto che avvertii come disperato”. Il resto della squadra era nel corridoio, ognuno soffriva a modo suo cercando di dare una spiegazione inesistente all’accaduto. ” Saponara racconta poi del giorno in cui dopo aver tenuto il dolore dentro di se per giorni, seduto in sala da pranzo al posto dell’ex compagno scoppiò a piangere raggiungendo finalmente la consapevolezza che l’amico non sarebbe più stato con lui durante la camera ardente a Coverciano

Le doti di Astori come compagno e amico

Le sue doti umane erano innate. Era il collante. Il leader che non ha bisogno dell’ufficialità della fascia per essere riconosciuto“. Scrive il calciatore ricordando inoltre la sera della cena di squadra in cui fuori dal contesto calcistico i due stabilirono la vera amicizia parlando di valori, progetti e futuro. “Sancimmo definitivamente il legame umano che ci univa. Un patto profondo. Mi hai lasciato una maturità superiore, quella con cui oggi vivo il calcio

“Saresti fiero di me”. La conclusione della lettera

Sai, qualche giorno fa saresti stato fiero di me” scrive Saponara ricordando un episodio avvenuto durante l’allenamento. “Un mio compagno ha discusso con il mister durante l’allenamento. E si è offeso. Era stato escluso dalla partitella e dopo qualche minuto, il preparatore gli ha restituito la casacca per tornare in campo. E lui no, non voleva. Se l’era presa.” Così il calciatore racconta di aver preso in disparte il compagno e di averlo spronato ad essere orgoglioso di aver un mister che ti fa capire subito gli errori e non uno che non ti dice nulla, fa finta di niente, e la domenica ti lascia in panchina senza spiegazioni. “Il giorno della partita ero nello spogliatoio e mi stavo lavando i denti, l’ho visto entrare: «Riccardo, avevi ragione. Ti devo ringraziare, oggi gioco titolare». Grazie Asto, ti voglio bene”.

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