Davis Cup Finals
Rafael Nadal e Feliciano Lopez: Foto via [email protected]
Un poderoso Nadal trascina la Spagna ad una finale che mancava da 7 anni | Continua la favola del Canada, che batte la Russia e per la prima volta raggiunge l’ultimo atto della Coppa Davis |

Davis Cup Finals 2019 – Madrid

Una settimana di un livello tennistico eccelso, in cui si amalgamano alla perfezione qualità tecniche e spirito patriottico. Questo riassume fino ad ora le Davis Cup Finals in corso d’opera a Madrid, che per il primo anno sperimentano il nuovo format.

Un mini mondiale che ha finalmente ridato linfa a questa competizione, che aveva bisogno di un vistoso cambiamento, richiamando anche a gran voce i campioni che spesso snobbavano questo appuntamento.

Al contrario quest’anno ai nastri di partenza alla Caja Magica si sono presentati tutti i migliori giocatori del mondo, fatta eccezione per qualche assente illustre.

A dar ragione a questo nuovo formato c’è anche il grande seguito del pubblico, ovviamente spagnolo in maggioranza, ma anche le altre nazionali hanno affollato le tribune.

La copertura televisiva è stata anche fin qui ottima, con gli appassionati che finalmente sono tornati a divertirsi guardando la Coppa Davis.

In più le grandi partite che si stanno disputando in questa settimana hanno alzato gli indici di gradimento, accerchiando i tifosi sotto la propria bandiera.

Quel vessillo difeso a spada tratta dai tennisti, che sul veloce indoor madrileno hanno dato tutto pur di issarlo fino alla finale.

Un grande attaccamento al proprio team lo si è visto soprattutto dalla Serbia, con lacrime shock di Djokovic e compagni in conferenza stampa all’indomani dell’eliminazione contro la Russia.

Bene, la Coppa Davis è anche questo. Per buona pace di Gerard Piqué a noi queste Davis Cup Finals piacciono eccome, anche se le defezioni sono palesi.

Un punto da migliorare su tutti è sicuramente quello riguardante la questione orario: non ci si può prolungare a tarda notte per completare la giornata, ne verrebbe meno la credibilità della gara oltre che il seguito del pubblico.

Altre migliorie ci sono senz’altro, ma in fondo l’idea di base è ottima e potrà perdurare nel tempo.

Vi dicevamo di un livello tennistico spropositato qui a Madrid, e infatti neanche le semifinali sono state da meno. Altri due confronti equilibrati e decisi al doppio conclusivo: alla fine a spuntarla – e di conseguenza a staccare il pass per la finale di oggi – sono state Canada e Spagna.

Davis Cup Finals / Canada-Russia 2-1

A. Rublev (RUS) b. V. Pospisil (CAN) 6-4, 6-4

D. Shapovalov (CAN) b. K. Khachanov 6-4, 4-6, 6-4

D. Shapovalov/V. Pospisil (CAN) b. K. Khachanov/A.Rublev (RUS) 6-3, 3-6, 7-6(5)

Che sarebbe stato un sabato di grande tennis lo si era già capito dalla prima semifinale tra Canada e Russia. Nel tie inaugurale sfida tra Rublev e Pospisil, due dei giocatori più in forma di queste Davis Cup Finals.

Nessuno dei due aveva perso un solo incontro in singolare. Questa volta però niente miracoli per il n.153 al mondo Pospisil, che non è riuscito a prevalere nella contesa, peccando soprattutto al servizio.

Al contrario Rublev continua a mostrare un tennis splendido, con grandi accelerazioni improvvise, soprattutto in diagonale. Il n.23 al mondo porta in vantaggio il suo team vincendo per 6-4, 6-4.

Ancora più alto è il livello del secondo singolare, nel quale si affrontano Denis Shapovalov e Karen Khachanov. Così come pronosticato alla vigilia l’incontro è bello ed interessante.

Tuttavia nel corso del match l’ago della bilancia pare essere nuovamente il canadese. Troppi alti e bassi che mettono a serio rischio le sue prestazioni. Alla fine però il genio e la sregolatezza di Denis riescono a dare la zampata vincente, battendo Khachanov in tre combattuti set per 6-4, 4-6, 6-4.

Come spesso sta accadendo in questa Coppa Davis, a decidere le sorti delle due squadre sarà il doppio conclusivo. Ad affrontarsi sono nuovamente i protagonisti dei due singolari (Canada e Russia sono i team con meno rotazioni ): quattro ragazzi che hanno giocato un’imponente mole di partite questa settimana.

Risale subito agli occhi come a sfidarsi siano quattro singolaristi, anche se Pospisil ha una buona esperienza nella specialità (ex n.4).

Proprio il suo perfetto gioco a rete si rivelerà decisivo, in più è bravo a difendere uno spaesato Shapovalov. Molto affiatati sono i russi (anche amici nella vita) a cui manca però la sensibilità negli spostamenti.

Dopo il tie contro la Serbia, i sovietici sono costretti ad un’altra maratona in doppio. Questa volta purtroppo per loro l’esito è differente, con un arcigno Canada che si impone 6-3, 3-6, 7-6(5).

Grande soddisfazione per i ragazzi di Frank Dancevic, che consegnano al loro paese la prima finale della storia in Coppa Davis.

Delusione invece tra le file della Russia, a cui è mancata come un macigno la presenza del loro n.1 Medvedev, che avrebbe di gran lunga spostato gli equilibri.

Davis Cup Finals / Spagna-Gran Bretagna 2-1

K.Edmund (GBR) b. F Lopez (SPA) 7-6(5), 6-3

R. Nadal (SPA) b. D. Evans (GBR) 6-4, 6-0

R.Nadal/F.Lopez (SPA) b. J.Murray/N.Skupski (GBR) 7-6(3), 7-6(7)

Fuoco e fiamme anche nell’altra semifinale, con un clima rovente dovuto anche alla presenza dei padroni di casa della Spagna. I grandi favoriti della competizione affrontano una delle piacevoli sorprese, una Gran Bretagna priva di Andy Murray ma comunque pericolosa.

L’atmosfera alla Caja Magica è quella delle grandi occasioni, non c’è un seggiolino vuoto e risalgono subito agli occhi i colori rossi e gialli.

Riusciamo comunque ad intravedere un nutrito numero di Union Jack che sventolano sugli spalti, sintomo di come anche i britannici siano presenti e pronti a sostenere il loro team.

All’alba del primo tie c’è subito una sorpresa in casa Spagna: viene annunciato Carreno Busta, ma dal tunnel degli spogliatoi vediamo scendere Feliciano Lopez.

Solitamente non si può cambiare un singolarista pochi minuti prima dell’incontro, probabilmente ci sarà stato un fraintendimento (non pensiamo in malafede).

Prima dell’inizio della partita contro Edmund, grande commozione sulle tribune di Madrid per il minuto di silenzio nei confronti del papà di Bautista-Agut, scomparso due giorni fa.

Il n.2 di Spagna ha voluto comunque far sentire il suo apporto alla causa, presentandosi in campo per stare vicino ai compagni.

Tuttavia la semifinale parte subito in salita per i ragazzi di Bruguera, con Lopez sconfitto da un perfetto Kyle Edmund per 6-3, 7-6.

A questo punto gli iberici chiamano a gran voce il loro leader Rafael Nadal per conquistare il punto del pareggio. Già in molti erano proiettati al doppio decisivo.

Nadal in versione Davis è spaventoso, dimostrando come il livello del suo tennis sia in continua ascesa. Nonostante le 32 primavere migliora a vista d’occhio in tutti i fondamentali.

In questa settimana il mancino di Manacor è in una condizione psico-fisica pazzesca: a farne le spese questa volta è il malcapitato Daniel Evans.

Per carità fino al 4-4 del primo set il britannico ha fatto una grande partita, poi si è scatenata la belva spagnola per il 6-4, 6-0 finale.

Per Nadal un parziale monstre di 28-1 in Coppa Davis, con la sola sconfitta contro Jiri Novak nel 2004, una vita fa insomma.

Nella competizione (tra singolare e doppio quindi) non viene sconfitto addirittura dal 2005, quando insieme a Feliciano Lopez perse un incontro di doppio a Torre del Greco contro gli italiani Galimberti/Bracciali.

2005-2019, 14 anni dopo, ma quel doppio Nadal-Lopez sarà protagonista di un’altra avvincente storia. Infatti per il tie decisivo, il coach spagnolo preferisce il 38enne di Toledo a Marcell Granollers.

Notiamo subito come, al contrario di Canada-Russia, ad affrontarsi siano quattro doppisti esperti. La Gran Bretagna infatti risponde con Murray/Skupski, che hanno alle loro spalle anni ad alti livelli nel 2v2.

Non fatevi invece fregare da Nadal, che nel palmarés ha un oro olimpico nella specialità. Le grandi doti tecniche dei quattro protagonisti vengono subito mostrate nei primi scambi.

I servizi sono inattaccabili, con Jaime Murray (fratello di Andy, che lo sostiene dalla panchina ) e Lopez molto bravi a rete. Al contrario Nadal e Skupski prediligono le bordate da fondo campo.

Una palla break non sfruttata per entrambi i team nel mezzo del parziale. Si giunge quindi all’inevitabile tie-break. Un passante di Nadal fornisce un primo allungo agli spagnoli, che grazie ad un altro vincente di Lopez ipotecano il set.

La reazione dei ragazzi di Smith è tardiva, con la Spagna che vince tie-break e primo set.

Il copione non cambia neanche nel secondo parziale, con i servizi a far da padrone all’incontro. Tuttavia le prestazioni degli spagnoli vanno via via scemando, con un Feliciano in palese difficoltà.

Il n.63 al mondo sbaglia tanto sotto rete, perdendo progressivamente fiducia. Tuttavia grazie all’incitamento del pubblico e del leader Nadal riesce a rimanere ancorato alla partita.

Gli spagnoli soffrono sul servizio avversario (un solo punto nel secondo set), facendo fatica anche nei loro turni di battuta. Nadal decide quindi di mettersi in proprio: salva due palle break nel quarto gioco ma soprattutto un set point sul 5-6.

Con le unghie e con i denti, ma soprattutto con un grande Rafa, gli spagnoli riescono ad agganciare il treno del tie-break.

Il frastuono del pubblico ora è assordante, sanno che la finale è vicina, ma sanno anche che la coppia britannica è insidiosa.

Il primo mini-break lo effettua Skupski sul 3-3, poi Feliciano prima fa con una grande risposta, poi disfa con una volée a rete. La Gran Bretagna sale quindi 6-4, con altre due occasioni per prolungare la sfida.

Lopez difende con il servizio sul 6-5, poi uno spettacolare Nadal con un lob difensivo e susseguente smash recupera lo svantaggio.

Murray si fa parzialmente perdonare con il servizio vincente, ma poi il 18 volte campione Slam sale nuovamente in cattedra: passante di dritto incrociato e servizio vincente. Questo vuol dire match point Spagna, ma gli avversari l’annullano con il servizio.

Murray mette fuori un’altra volée: secondo match point Spagna, con Feliciano Lopez che lascia scivolare via la tensione con il servizio vincente.

La Spagna raggiunge così la finale della Coppa Davis per la decima volta nella storia: un traguardo che mancava addirittura da sette anni.

Grande emozione per Feliciano, che a 38 anni ha ancora la possibilità di vincere l’Insalatiera con la sua nazionale. Stesso destino per un fenomenale Rafa, per cui abbiamo finito di spendere aggettivi. Ora va a caccia del quarto titolo personale, che invece sarebbe il sesto per la Spagna.

Davis Cup Finals che giungono quindi al loro atto conclusivo: Canada-Spagna partirà con il primo singolare oggi alle ore 16.

Davis Cup Finals – risultati e tabellone

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