Oggi 4 Giugno compie cinquant’anni Deborah Compagnoni, l’ex sciatrice alpina Italiana.

Deborah è stata prima atleta ad aver vinto una medaglia d’oro in tre diverse edizioni dei Giochi olimpici invernali nella storia dello sci alpino.

Nonostante i seri infortuni subiti in carriera, è la sciatrice più vincente italiana di ogni epoca.

Nei suoi anni di maggiori successi dominò nelle discipline tecniche come lo slalom gigante.

 In cui, tra il 1994 e il 1998, vinse tutti i trofei in palio tra Olimpiadi e campionati Mondiali.

Arrivò poi per Deborah la vittoria in 16 gare di Coppa del Mondo (13 in slalom gigante, 2 in supergigante e una in slalom speciale).

E inoltre la vittoria nel campionato del Mondo di gigante nel nel 1997.

Ma gli infortuni gravi le impedirono di disputare numerose stagioni complete (disputò dall’inizio alla fine solo quelle del 1993, 1994, 1997 e 1998).

Tra le sue migliori prestazioni figura la striscia di nove vittorie consecutive in slalom gigante nel 1997-1998 (8 in Coppa del Mondo più una ai Mondiali di Sestrière).

E la vittoria per distacco di 3 secondi e 41 centesimi inflitto ad Alexandra Meissnitzer nel gigante di Park City nel 1997.

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La Carriera di Deborah Compagnoni

Nata a Bormio, è cresciuta ed ha vissuto a Santa Caterina Valfurva in Valtellina.

Appena sedicenne vinse la medaglia di bronzo in discesa libera ai Mondiali juniores del 1986.

Mentre nell’edizione successiva ottenne l’oro in slalom gigante e un secondo bronzo in discesa.

Nel 1988 subì il primo degli infortuni che avrebbero seriamente inciso sulla sua carriera, la rottura del ginocchio destro.

Seguito da un grave blocco intestinale che ne mise a rischio la vita.

Ai Campionati italiani del 1989 vinse la medaglia d’oro in tutte e quattro le specialità dello sci alpino moderno.

In Coppa del Mondo ottenne il primo podio nel gigante di casa, a Santa Caterina di Valfurva l’8 dicembre 1991 (seconda dietro alla svizzera Vreni Schneider).

E anche la prima vittoria nel supergigante di Morzine il 26 gennaio 1992.

Il suo esordio ai XVI Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 le portò una medaglia d’oro nel supergigante.

Ma il giorno seguente, mentre gareggiava nello slalom gigante, in una scivolata apparentemente di poco conto subì uno dei suoi gravi infortuni ai legamenti delle ginocchia.

Il suo grido di dolore, ripreso dalla diretta televisiva, entrò nelle case di tutti gli appassionati di sci del mondo.

Stagioni 1993-1997

All’esordio iridato, Morioka 1993, fu 5 nel supergigante.

L’anno dopo, ai XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994, conquistò nello slalom gigante (specialità nella quale aveva già vinto nella stessa stagione tre gare di Coppa del Mondo) il suo secondo oro olimpico.

Inoltre fu l’alfiere della rappresentativa italiana nella cerimonia d’apertura e si classificò 17 nel supergigante e 10 nello slalom speciale.

Divenne campionessa mondiale di slalom gigante nelle edizioni di Sierra Nevada 1996 (quando invece non terminò lo slalom speciale) e Sestriere 1997.

Sulle nevi italiane ottenne l’oro anche in slalom speciale, una doppietta che solo pochi atleti nella storia dello sci hanno saputo conquistare. 

In quella stessa stagione in Coppa del Mondo si aggiudicò la coppa di cristallo di slalom gigante.

Per la prima volta una sciatrice italiana vinceva una Coppa di specialita.

Al termine della stagione più bella che diede a Deborah Compagnoni la doppietta di ori iridati al Sestriere, la Coppa di gigante.

Le cinque vittorie, tra cui lo slalom di Semmering, unica sua vittoria in Coppa fra i pali stretti, e il quarto posto in classifica generale.

Stagioni 1998-1999

Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998, sua ultima presenza olimpica, si riconfermò campionessa olimpica nello slalom gigante.

 Prima atleta a vincere tre medaglie d’oro in tre diverse edizioni dei Giochi.

Infine ottenne anche la medaglia d’argento nello slalom speciale giungendo alle spalle di Hilde Gerg per sei centesimi di secondo.

In Coppa del Mondo vinse invece quattro giganti, l’ultimo dei quali a Bormio, cioè a pochi chilometri da casa sua.

Partecipò per l’ultima volta a una rassegna iridata a Vail-Beaver Creek 1999 (7 nello slalom gigante, 8 nello slalom speciale) e si ritirò al termine di quella stagione.

Vita privata

Compagnoni è sposata con Alessandro Benetton; la coppia ha tre figli, Agnese, Luce e Tobias.

Il 14 ottobre 2002 fondò a Bormio insieme ad alcuni amici l’associazione filantropica Sciare per la vita, dedicata alla lotta contro la leucemia.

Il 10 febbraio 2006 fu tra gli ultimi tedofori della cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali a Torino.

Ricevette la fiamma olimpica da Piero Gros e, dopo il suo tratto di corsa, la passò alla fondista Stefania Belmondo.

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