Sono passati dieci anni dalla finale di Madrid, in cui l’Inter diventava campione d’Europa. Dieci anni fa i nerazzurri di Mourinho battevano il Bayern Monaco per 2-0, in un infuocato Santiago Bernabeu, alzando la Coppa dalle grandi orecchie e completando uno storico triplete.

UN INIZIO COMPLICATO

Il cammino in Champions League, dell’Inter campione d’Europa, inizia il 27 agosto 2009 con il sorteggio del girone. Il verdetto finale del Grimaldi Forum di Montecarlo vede i nerazzurri nel gruppo F, contro Rubin Kazan, Dinamo Kiev e il Barcellona dell’ex Ibrahimovic.

La prima partita è proprio contro i campioni d’Europa in carica. A San Siro, la squadra di Mourinho strappa uno 0-0, a cui seguono altri due pareggi contro Rubin Kazan e Dinamo Kiev. Tre punti in tre partite, l’inizio dell’avventura europea non è dei migliori. Dalla Catalogna arriva, però, la grande notizia; i campioni di Russia hanno espugnato il Camp Nou.

Nel gruppo F è ancora tutto aperto, ma adesso sta all’Inter far vedere di cosa è capace.

LA NOTTE DI KIEV

Comincia il ritorno e la prossima partita è a Kiev. La Dinamo ha già strappato un punto a San Siro e dimostra di essere un avversario molto insidioso. Al 21′, il tiro dal limite dell’area di Shevchenko si impenna, per poi scendere tra la mano di Julio Cesar e la traversa. I padroni di casa sono in vantaggio.

Zanetti e compagni reagiscono con tutte le forze, ma tra pali e conclusioni uscite di poco la porta avversaria sembra stregata. Ad ogni minuto che passa, il sogno europeo di Mourinho e i suoi giocatori sembra destinato a finire. Nessuno in campo si vuole arrendere e quando, all’86’, Sneijder si accentra da sinistra e serve Milito in area, il numero 22 si fa trovare pronto. Palla calciata rasoterra che spiazza l’estremo difensore avversario; è la rete che ristabilisce il pareggio e torna a dare speranza.

Adesso serve il gol della vittoria e tutto l’organico interista lo sa alla perfezione e concretizza l’obiettivo all’89’. Balotelli apre a sinistra per Muntari, che calcia verso la porta. L’intervento del portiere non è perfetto e sulla respinta si lancia Milito. Ribattuta verso la porta, ma il portiere respinge ancora. La sfera sembra destinata a non entrare, ma dalla mischia dei difensori spunta Sneijder, che tocca il pallone e lo manda in porta. È il gol della vittoria e del sogno nerazzurro, che adesso può continuare.

A Barcellona, l’Inter subisce una pesante sconfitta contro i blaugrana, ma, dopo che Eto’o e Balotelli firmano il 2-0 contro il Rubin Kazan, l’avventura europea continua.

I BLUES E IL CSKA

È il momento di affrontare la fase a eliminazione diretta e la prima avversaria è il Chelsea. I Blues sono reduci dalla beffa nella semifinale dell’anno precedente e il loro organico è uno dei migliori tra le sedici squadre rimaste. Lampard e compagni portano a Milano tutta la loro voglia di rivincita, ma è l’Inter a dare la scossa alla gara a pochi minuti dall’inizio. Milito sblocca la gara facendo quello che gli riesce meglio; finta e palla indirizzata verso il primo palo, che non lascia scampo a Cech. I primi 45 minuti sono passati, ma nel secondo tempo arriva la reazione del Chelsea, con Kalou. Passano appena 4 minuti, dalla rete dell’ivoriano, e ci pensa Cambiasso a far esplodere San Siro, con la sua conclusione da fuori area.

L’Inter può presentarsi allo Stamford Bridge forte del vantaggio del match di andata e, quando Eto’o semina Ivanovic e batte Turnbull, il passaggio ai quarti si fa più concreto.

Samuel Eto'o segna la rete dello 0-1 a Stamford Bridge.
Samuel Eto’o segna la rete dello 0-1 a Stamford Bridge.

Nel turno successivo l’avversario è il CSKA Mosca. All’andata ci pensa Milito a piazzare la sfera lì dove Akinfeev non può arrivare, mentre nel match di ritorno ci pensa Sneijder a chiudere la pratica.

LA SEMIFINALE: LE SFIDE AI CAMPIONI

Restano quattro squadre in lotta per la coppa, le migliori quattro d’Europa. Sarà una tra Bayern Monaco, Lione e Barcellona a essere la prossima avversaria dell’Inter e, destino vuole, che siano proprio i campioni d’Europa in carica.

A separare i nerazzurri dalla finale di Madrid sono altre due partite contro la macchina da calcio di Guardiola, che può centrare la seconda finale in due anni consecutivi. L’andata si gioca a Milano e Mourinho non ne vuole sapere di lasciare la scena a Messi, Xavi, Iniesta e gli altri. Lo Special One manda in campo tutti i suoi assi, per cercare di portare a casa il risultato.

I Blaugrana iniziano facendo ciò che non era riuscito loro nella fase a gironi; segnare a San Siro. Al 19′, Pedro si fa trovare pronto sul passaggio di Maxwell e batte Julio Cesar. È la rete che manda in vantaggio il Barcellona e che da il via alla reazione interista. Alla mezz’ora Milito tiene palla tra i difensori blaugrana e trova il varco giusto per Sneijder. L’olandese calcia a colpo sicuro e batte Valdes, facendo esplodere lo stadio.

Maicon esulta dopo la rete del 2-1, contro il Barcellona.
Maicon esulta dopo la rete del 2-1, contro il Barcellona.

Nella ripresa, la carica dei tifosi si fa sentire ancora di più. L’Inter rientra in campo consapevole di poter far male al Barcellona e lo fa, al 48′, con Maicon. Il gol del terzino brasiliano fa impazzire tutto il tifo nerazzurro e manda in vantaggio la squadra di Mourinho.

Non è finita lì. Gli attacchi continuano e al 61′ Milito firma il pesantissimo 3-1, la rete che può dare un grande vantaggio nella partita di ritorno. Il gol risveglia la tigre. Il Barcellona attacca con tutti i suoi effettivi, ma non ha fatto i conti con il portiere nerazzurro. Julio Cesar sventa qualsiasi minaccia capiti dalle sue parti e tiene il punteggio fisso sul 3-1.

A Barcellona, l’Inter rimane in 10 dal 27′. È l’inizio di una notte di sofferenza, la notte che separa i nerazzurri dalla finale. Julio Cesar vola, deviando in corner il tiro insidioso di Messi. Il grande ex della serata Eto’o fa il terzino aggiunto, sacrificandosi per la squadra e non da vita facile ai suoi vecchi compagni. Il fortino dell’Inter regge e, quando Piqué segna la rete del vantaggio, manca ormai poco allo scadere. Tutto il Barcellona attacca l’area dell’Inter. Dani Alves crossa al centro e Lucio allontana. L’arbitro fischia tre volte. L’Inter è in finale di Champions League.

22 MAGGIO 2010: L’INTER CAMPIONE

A Madrid l’Inter deve vedersela con il Bayern Monaco. I tedeschi, finiti secondi nel proprio girone, hanno eliminato Fiorentina, Manchester United e Lione. I nerazzurri hanno già vinto la Coppa Italia e si sono riconfermati campioni nazionali. Manca soltanto la Champions League per completare una stagione perfetta e uno storico triplete.

Mourinho schiera Maicon, Lucio, Samuel e Chivu a protezione di Julio Cesar, con Zanetti e Cambiasso davanti a loro. Sneijder gioca sulla trequarti a fare da rifornimento per il trio Eto’o, Milito, Pandev. Di fronte c’è il Bayern Monaco di Van Gaal, Robben, Van Bommel, Schweinsteiger e un giovane Thomas Muller.

L’inizio della gara è molto tirato, poi, al 35′, Sneijder innesca Milito e lo mette a tu per tu con Butt. È la palla che l’argentino stava aspettando. Il numero 22 batte l’estremo difensore dei bavaresi e manda in vantaggio l’Inter. Ormai solo 45 minuti separano l’Inter dalla vittoria della terza Champions League. Al 25′ minuto della ripresa l’obiettivo si fa sempre più concreto. Nella rete del 2-0 dell’Inter c’è tutto Milito. Il numero 22 entra in area, finta la conclusione con il destro per superare Van Buyten e poi calcia alla sinistra di Butt. Dopo aver segnato in finale di Coppa Italia e nell’ultima gara di campionato contro il Siena, l’argentino mette la firma anche sulla finale di Champions League.

Diego Milito è decisivo nella finale di Madrid con una doppietta.
Diego Milito è decisivo nella finale di Madrid con una doppietta.

A 20 minuti dalla fine, l’Inter è in pieno controllo della partita e aspetta solo il fischio finale. Al triplice fischio il settore occupato dai tifosi nerazzurri può lasciarsi andare a canti ed esultanze, così come giocatori e staff sul campo. Capitan Zanetti alza la coppa al cielo di Madrid. L’Inter è campione d’Europa.

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