I crociati sono la seconda squadra del nostro campionato a salutare la massima competizione italiana per tornare in Serie B. Si tratta della prima retrocessione del club crociato dal 2015.
Il disastro Parma è una tragedia sportiva per i parmensi, che gettano al vento in un batter d’occhio quanto di buono fatto nelle prime due stagioni. Retrocessione meritata, su questo non si può dire nulla. I numeri a riguardo sono impietosi:

  • 3 vittorie
  • 11 pareggi
  • 20 sconfitte
  • Peggior attacco della Serie A con sole 36 reti
  • seconda peggior difesa del torneo con 71 gol incassati.

Ad inizio stagione in pochi pensavano di vedere i crociati in questa posizione di classifica e con questo verdetto. Eppure ora è realtà e i motivi del disastro Parma sono molteplici.

Quali sono i motivi del disastro Parma?

Il primo motivo di questa caduta così rovinosa della squadra è avvenuta dopo la fine della stagione scorsa. Troppe novità concentrate in un periodo di tempo limitato. L’ingresso della nuova società ha portato una confusione incredibile all’interno del mondo Parma. A dire il vero le idee della nuova dirigenza erano anche importanti: linea verde, auto sostentamento e uno stadio da riammodernare. Proprio la rivoluzione della linea verde portata avanti dalla nuova dirigenza ha giocato un ruolo chiave. Sul mercato sono stati spesi più di 100 milioni di euro, molti per profili giovani, ma ancora troppo grezzi per certi livelli. A conti fatti l’unico giovane che si è davvero imposto a buon livello è stato Mihăilă. Ma i restanti elementi arrivati nella rivoluzione non hanno lasciato impronte positive.

Il Parma ha giocato d’azzardo in questa stagione: ha scommesso anziché puntare sull’usato sicuro. Una scelta completamente sbagliata specie se consideriamo il periodo particolare. Una stagione che mai come prima d’ora richiedeva certezze e non scommesse.
Responsabili probabilmente sono anche stati Carli e Lucarelli: il primo ha sbagliato l’operato sul mercato, spendendo male i soldi che aveva a disposizione. Il secondo ha fatto mancare il suo appoggio alla causa.
Troppe novità e troppe scommesse, questi sono state le cause del tracollo. La Serie B potrebbe non essere un male assoluto, perché forse potrebbe permettere di riorganizzare lucidamente le idee. C’è da dire una cosa però: con una spesa più oculata e con più aderenza alla realtà questa retrocessione forse si sarebbe potuta evitare.

Torino-Parma 1-0

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