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Donald Trump attacca Bubba Wallace. Il presidente degli Stati Uniti ha impiegato il suo strumento preferito, Twitter, per polemizzare contro il campione della NASCAR. In un tweet recente, il tycoon ha invitato il pilota numero 43 a scusarsi, per la vicenda del fantomatico cappio rinvenuto durante il weekend a Talladega. Ha inoltre polemizzato sul divieto delle bandiere confederate, ritenuto da lui eccessivo.

Le esternazioni di Trump hanno scatenato la reazione dello stesso Wallace e della comunità della NASCAR, che ha fatto quadrato attorno al pilota.

Perché Donald Trump se la prende con Bubba Wallace

Fin dal famoso episodio di Minneapolis, in cui l’afro americano George Floyd fu ucciso dalla polizia, Bubba Wallace si è distinto per la sua battaglia contro il razzismo. Nel corso della gara di Martinsville, il pilota dell’Alabama ha corso con una livrea speciale, ed ha indossato una maglietta con lo slogan, diventato ormai universale, di “Black Lives Matter”.

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Inoltre, Bubba ha portato avanti una battaglia lunga anni nel mondo NASCAR: vietare l’esposizione delle bandiere confederate. Obiettivo centrato con grande successo, a tal punto da dare alla categoria un prestigio ed una visibilità che non si vedevano da anni.

Tuttavia, non sono mancati i momenti delicati. A Talladega, i meccanici del team di Wallace hanno rinvenuto una corda a forma di cappio. Tutto faceva pensare ad un gesto intimidatorio nei suoi confronti, viste anche le manifestazioni a favore della bandiera sudista organizzata al di fuori del tracciato. In risposta a ciò, piloti e meccanici dei vari team hanno organizzato una manifestazione spontanea prima della gara, facendo sentire la loro vicinanza a Bubba.

In seguito, le indagini dell’FBI hanno escluso il movente intimidatorio. Secondo i federali, la corda era nel garage dal mese di ottobre, ed è stata probabilmente lasciata lì da un operaio durante i lavori di ristrutturazione dell’ovale da 2.6 miglia.

E proprio su questo tema che parte l’attacco di Trump. In un tweet di lunedì, il presidente USA invita Wallace a scusarsi per quella che lui stesso definisce una “bufala” (hoax). Inoltre, ha lamentato dell’assenza delle bandiere della Confederazione, sostenendo che con il loro divieto, la NASCAR avesse perso ascolti in TV.

La reazione dell’ambiente

L’affondo di Donald Trump non poteva non suscitare la reazione dello stesso Bubba Wallace. Il pilota risponde al tycoon con eleganza, con un messaggio in cui sottolinea l’importanza delle parole. Non cita direttamente Trump, ma si capisce a chi è rivolto il discorso.

Ancora una volta, la NASCAR fa sentire la propria vicinanza al pilota. In una nota, la federazione delle stock car sottolinea quanto sia orgogliosa di avere uno come Bubba nella propria rosa. Presenti anche messaggi di solidarietà dei colleghi, come ad esempio Jimmie Johnson.

Risposta anche da parte di Andrew Murstein, proprietario del Richard Petty Motorsports. Il team che porta il nome del leggendario sette volte iridato ha sottolineato la professionalità con cui il proprio pilota ha affrontato una situazione molto impegnativa dal punto di vista personale. Ed ha invitato il presidente ad informarsi meglio delle vicende di cui parla.

Infatti, l’asserzione secondo cui l’abbandono dei vessilli confederati abbia causato un calo dello share è assolutamente falsa. In un tweet, Michael Mulvihill, responsabile del settore strategico della Fox, ha dichiarato un aumento degli ascolti dell’8%, rispetto allo stesso periodo del 2019. Se poi ci aggiungiamo che la Brickyard 400 di domenica (trasmessa da NBC) è stato l’evento più seguito della giornata, la frittata trumpiana è ampiamente servita.

Chi di Twitter ferisce, di Twitter perisce.

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