Donne e Dakar
Donne e Dakar: in Arabia Saudita 9 donne al via

Conservatorio e ingiusto. Il mondo saudita è sicuramente uno dei peggiori per quanto riguarda la liberà delle donne in molte cose tra cui la guida. Ma quest’anno la Dakar migra verso i deserti dell’Arabia Saudita permettendo a 9 donne di gareggiare.

Donne e Dakar, cosa c’è realmente dietro la possibilità di guida?

Sono in nove le donne nella carovana. Quattro in moto, quattro in auto, una in quad. È un punto cruciale, un elemento contraddittorio fortissimo rispetto al conservatorio e ingiusto mondo saudita, che limita fortemente la partecipazione delle donne alla vita pubblica concedendo le prime patenti alle donne solo nel 2018. Questo comunque grazie a una battaglia lunghissima che ha portato diverse attiviste in carcere. L’automobilismo sportivo resta comunque un elemento incredibilmente politico per insabbiare tutto l’oscuro che c’è dietro l’immagine rassicurante e progressista della donna saudita che guida. Nero dietro la Dakar, nero dietro la Formula 1

Il caso di protesta più eclatante

Il caso più importante è quello di Loujain Alhathloul. Leader del movimento che si è battuto per la sospensione del divieto che proibisce la guida alle donne saudite, è stata arrestata nel 2018. In carcere ha subito torture e abusi sessuali, e a dicembre lo stato l’ha condannata a cinque anni di reclusione. La casa reale sostiene che la battaglia per le donne alla guida non c’entra con l’arresto, l’accusa sarebbe di violazione delle norme per la sicurezza nazionale e di trattative con paesi non amici. La scarcerazione adesso è un nodo determinante nei rapporti tra l’Arabia Saudita e l’America.

Arabia Saudita Formula 1

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