Proprio nel giorno del decimo anniversario della conquista della terza Champions League della sua storia, l’ Inter e tutto il calcio italiano piangono la scomparsa di Gigi Simoni, 81 anni. Versava in condizioni critiche dal quel 22 febbraio, quando fu colpito da un ictus contro il quale ha lottato fino all’ultimo.

Nato a Crevalcore nel 1939, dopo una carriera da giocatore con Napoli, Torino, Brescia, Genoa e Juventus, nel 1975 ha iniziato quella di allenatore di tante squadre ottenendo ben 8 promozioni in campionati professionistici.

Considerato l’allenatore gentiluomo per il suo garbo, realizza la favola della Cremonese vincendo il torneo anglo-italiano nella stagione 1992/ 1993, passa alla guida del Napoli nel 1996/97, per spiccare il volo verso l’ Inter l’anno successivo. Qui ha il piacere di allenare Ronaldo il Fenomeno, ma soprattutto guida il club alla conquista della Coppa Uefa e a contendere fino all’ultimo lo scudetto alla Juventus con il famigerato episodio del fallo presunto di Iuliano su Ronaldo per il quale perde le staffe al punto da venire espulso per la prima volta in carriera. Poi l’incredibile esonero nel novembre del 98′ proprio nel giorno in cui riceve la Panchina d’oro.

Tra i primi commenti ad arrivare c’è proprio quello di Massimo Moratti suo presidente all’Inter: “Gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe meritato – riferendosi al discusso match Juventus- Inter- Era un allenatore gentiluomo verso il quale provavo grande stima e affetto. La telefonata con la quale la moglie poco fa mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso”.

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