Alla vigilia della Season 3 del UIM E1 World Championship (al via a Jeddah), Westbrook Racing apre le porte del proprio reparto tecnico e racconta cosa significa spingere al limite il RaceBird, la barca da gara 100% elettrica del campionato. A farlo è Matt Wright, race engineer del team e, nella vita di tutti i giorni, ingegnere di progettazione e simulazione su powertrain elettrici in Mercedes High Performance Powertrains.
Ne esce un quadro chiaro: l’E1 può sembrare “semplice” a un primo sguardo, ma in realtà nasconde una complessità che ricorda da vicino la Formula 1. Solo che qui la pista… si muove.
Dalla pista all’acqua: cosa collega Formula 1 ed E1
Secondo Wright, la differenza più evidente è l’ambiente: in F1 si lavora su un asfalto relativamente prevedibile, mentre in E1 si corre su acqua in costante cambiamento, influenzata da onde, correnti, densità e perfino traffico nautico nelle vicinanze.
Eppure, i “problemi” da risolvere sono sorprendentemente simili: stabilità, bilanciamento, controllo ed energia. In altre parole: la performance nasce da come gestisci le variabili, non solo da quanta potenza hai.
I controlli del RaceBird: “pochi” comandi, infinite interazioni
Sulla carta, il RaceBird sembra avere comandi meno sofisticati di una monoposto moderna. In pratica, ogni input è strettamente interconnesso con lo stato della barca sull’acqua.
Wright elenca i principali elementi che il pilota deve “tenere insieme” in ogni istante:
- Sterzo
- Acceleratore
- Trim (assetto)
- Lift height (altezza di portanza)
- Boost
Il punto è che nessuno di questi lavora “da solo”: una piccola variazione di gas, ad esempio, non cambia solo l’accelerazione, ma può trasformarsi in un controllo indiretto dell’altezza e in un modo per gestire il trasferimento di carico e la stabilità sui foil.
Sterzo, foil e propulsione: qui entra in gioco la “scelta del passo”
Lo sterzo, spiega Wright, controlla sia l’angolo del propulsore sia il rear foil. Ma un capitolo chiave è la selezione dell’elica: il RaceBird utilizza un range fisso di opzioni di pitch (passo), che si comportano un po’ come una “rapportatura”.
- Passo più basso: accelerazione più forte, ma velocità massima ridotta
- Passo più alto: più velocità di punta, ma meno spunto iniziale
La scelta dipende dalle condizioni dell’acqua e dalla densità, quindi è una decisione strategica pre-gara.
Trim e lift: l’assetto è tutto (e si paga caro l’errore)
Nel RaceBird, il trim angle determina l’atteggiamento in beccheggio e quindi l’“angolo di attacco” dei foil:
- troppo prudente → la barca “affonda” e trascina più acqua
- troppo aggressivo → si perde stabilità
La lift height invece regola idraulicamente il gruppo foil posteriore e propulsore, modificando le forze al retrotreno che devono essere bilanciate dai foil anteriori. Traduzione: trim e lift sono strumenti decisivi per tenere la barca efficiente, stabile e veloce.
Boost: non è solo “andare più forte”, è decidere dove spendere energia
Uno dei passaggi più interessanti riguarda il boost: non è un “pulsante magico” per fare il giro perfetto, ma una scelta di allocazione energetica.
Il boost offre un incremento di potenza di breve durata, con un totale di 20 secondi che si rigenera progressivamente. In un campionato dove l’energia è un limite strutturale, usarlo bene significa decidere quando attaccare, quando difendersi e dove guadagnare davvero.
Powertrain: perché l’E1 è davvero “nuova” ingegneria
Wright descrive il Mercury Racing E1-X outboard come un primato mondiale: un sistema che integra motore elettrico sincrono a magneti permanenti e inverter in un’unità fuoribordo “pulita” e compatta.
La potenza è di 150 kW (circa 200 bhp): molto meno dei mostri da oltre 2.000 cavalli di alcune categorie offshore tradizionali, ma qui il gioco è diverso. La sfida è far rendere ogni kW con efficienza, in un contesto di gestione energetica estremamente severa.
Batteria da 35 kWh e immersion cooling: prestazioni e complessità
Il RaceBird utilizza una batteria da 35 kWh sviluppata da Kreisel Electric, composta da 3.312 celle agli ioni di litio. A differenza della Formula 1, non c’è recupero di energia in frenata, quindi il ciclo di utilizzo è totalmente differente.
Il raffreddamento è uno degli aspetti più “da laboratorio”: si parla di immersion cooling, con celle immerse in un fluido dielettrico. Ottimo per dissipare calore, ma complesso per integrazione e soprattutto per tenuta e sealing in un ambiente che non perdona.
Telemetria “alla F1”, interpretazione molto più difficile
Gli strumenti non mancano: telemetria ad alta risoluzione e analisi in McLaren ATLAS, come nel motorsport di vertice. La differenza è l’affidabilità dei riferimenti.
In circuito, molte metriche hanno una stabilità “ripetibile”. In E1 no: acqua e onde sono un sistema dinamico che può cambiare il giro anche di diversi secondi, rendendo l’interpretazione del dato un lavoro molto più vicino alla lettura del contesto che alla sola analisi numerica.
Per questo, con poco tempo di test, la decisione finale nasce da un mix di:
- telemetria
- feedback del pilota
- osservazione diretta
- esperienza (e sì, anche istinto)
Il verdetto: E1 “deceptively complex”
La conclusione di Wright è netta: l’E1 sembra immediata, ma sotto la superficie è ingegneria ad alta complessità. Gli stessi principi della Formula 1 — controllo, bilanciamento, energia — qui vivono su un mezzo instabile e mutevole. Ed è proprio questo che rende il campionato così affascinante.
E1 2026: calendario gare (Race Calendar)
- 23–24 gennaio — Jeddah, Arabia Saudita
- 24–25 aprile — Lake Como, Italia
- 13–14 giugno — Dubrovnik, Croazia
- 17–18 luglio — Monaco, Principato di Monaco
- 4–5 settembre — TBC
- 3–4 ottobre — Lagos, Nigeria
- 14–15 novembre — Miami, USA
- 21–22 novembre — Bahamas
Chi è Westbrook Racing e cos’è l’UIM E1 World Championship
Westbrook Racing compete nella E1 Series con l’obiettivo di unire performance e innovazione sostenibile nel mondo delle gare sull’acqua. Il team è guidato da Will Smith ed è parte di un campionato che punta ad accelerare tecnologie elettriche e attenzione ambientale per oceani, fiumi e laghi.
L’UIM E1 World Championship è il primo campionato al mondo di raceboat interamente elettriche, riconosciuto dalla Union Internationale Motonautique (UIM), e prevede team con pilota uomo e pilota donna, su circuiti tecnici in città iconiche.

