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Edoardo Bove, speranze di ritorno in campo dopo il malore: potrà giocare all’estero

Edoardo Bove potrebbe presto tornare a giocare a calcio, ma non in Italia. Il centrocampista classe 2002 della Fiorentina, fermo dal 1° dicembre 2024 dopo un grave malore in campo contro l’Inter, è stato salvato grazie all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo presso l’Ospedale Careggi di Firenze. Il cuore del giovane calciatore si era infatti fermato a causa di una grave aritmia cardiaca, che ha messo a rischio la sua vita.

Bove e il ritorno al calcio giocato: via libera possibile solo fuori dall’Italia

Dopo mesi di stop e una lunga serie di accertamenti medici, Bove ha ricevuto esiti confortanti: tutti gli esami svolti finora sono risultati negativi. Tuttavia, per ottenere l’idoneità sportiva in Italia serve il superamento di ulteriori test. A complicare il suo rientro è la normativa vigente: “Potrà tornare a giocare, ma solo all’estero se non cambia il regolamento italiano”, ha spiegato Massimo Grimaldi, presidente designato dell’ANMCO (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri).

Secondo Grimaldi, in Italia è molto difficile che un medico sportivo conceda l’idoneità a un atleta professionista con defibrillatore sottocutaneo. All’estero, invece, “è il calciatore a sottoscrivere la piena responsabilità del rischio, una prassi comune nei Paesi anglosassoni”.

Come Christian Eriksen: Bove verso un possibile rientro nel calcio europeo

Il caso di Edoardo Bove ricorda da vicino quello di Christian Eriksen, il centrocampista danese oggi al Manchester United, colpito da un arresto cardiaco agli Europei 2021. Anche Eriksen vive con un defibrillatore sottocutaneo e gioca regolarmente, ma non più in Italia: lasciò infatti l’Inter proprio per l’impossibilità di ottenere l’idoneità secondo le normative italiane.

Grimaldi sottolinea l’importanza di controlli regolari per atleti con dispositivi salvavita: “Ogni 3-6 mesi sono richiesti holter, ecocardiogrammi, ecografie cardiache, prove da sforzo per cuore e polmoni”. Il defibrillatore sottocutaneo ha alcune limitazioni diagnostiche, quindi è fondamentale integrare con esami periodici ad alta precisione.