E’ amara la serata europea della Lazio. I bianco-celesti subiscono (l’ennesima) rimonta del Celtic e devono praticamente dire addio all’Europa League, salvo combinazioni miracolose nelle ultime due giornate.

Non basta dunque l’ennesimo goal di Immobile, il numero 101 in maglia laziale, a mantenere vive le speranze di passaggio del turno di Simone Inzaghi. Al termine di una gara giocata più sui nervi che sulla tattica, con continui ribaltamenti di fronte e tanta disorganizzazione difensiva, sono gli ospiti a prevalere nell’ultimo vagito della sfida.

E pensare che i padroni di casa erano partiti anche molto bene, rinvigoriti dal profondo turnover attuato dal proprio allenatore e dalla vivacità del tandem Immobile-Caicedo in avanti.

Con la curva Nord chiusa dopo i saluti razzisti nella sfida col Rennes e in un clima teso per la presenza dei 9000 scozzesi in tribuna, è della Lazio la prima vera occasione del match: al terzo minuti Forster compie la prima bella parata su botta di Jony. Passano quattro minuti e i biancocelesti trovano il meritato vantaggio con Immobile, lesto a freddare di piatto destro il numero uno avversario su un cross di Lazzari reso insidioso dalla deviazione di Jullien.

Il goal indirizza la gara sui giusti binari, e dietro la Lazio soffre pochissimo la vivacità di Elyounoussi e Forrest. Anzi al minuto 25 è lo stesso Jullien a sfiorare l’autogoal con un pericolosissimo colpo di testa. Inzaghi in panchina è soddisfatto, sprona i suoi che guidati da un eccellente Lucas Leiva tengono il pallino del gioco facilmente in mano.

In questo contesto solo un errore individuale potrebbe invertire l’inerzia e puntualmente questo arriva al minuto 38 quando Acerbi legge malissimo un’uscita difensiva su filtrante di Elyounoussi e Forrest è implacabile a battere Strakosha dal versante destro dell’area di rigore. La reazione dei padroni di casa è veemente (doppio salvataggio sulla linea della difesa ospite e capocciata di Parolo di poco a lato) ma il primo tempo non vive di altri scossoni e si va dunque al riposo sul risultato di 1-1.

L’inizio della ripresa è caratterizzato da quella che poi diventerà il refrain di tutti i secondi 45 minuti: continui ribaltamenti di fronte e la sensazione netta che entrambe le compagini abbiano le stesse possibilità di portare a casa l’intera posta.

Gli scozzesi partono meglio e Luiz Felipe deve chiudere un paio di volte sulle ficcanti incursioni di Edouard. Inzaghi butta nella mischia Luis Alberto e Lulic e i cambi danno nuovo vigore alla Lazio che al ventesimo protesta per un netto fallo di mano in area di Jullien su conclusione di Immobile: per l’arbitro non c’è nulla e l’inspiegabile assenza del VAR lascia il risultato invariato.

Ad un quarto d’ora dalla fine Luis Alberto centra il palo direttamente da angolo e sulla ripartenza seguente Edouard va vicino al goal con un pericoloso diagonale. Gli assalti finali degli uomini di Inzaghi costringono Forster ad una serie di miracoli, il più clamoroso su una bellissima giocata di Luis Alberto, il migliore dei suoi.

Quando poi la gara sembra terminare con un mesto pareggio, anch’esso inutile ai fini della classifica, arriva la doccia ghiacciata della rete del sorpasso di Ntcham, che al minuto 95, dopo topica di Berisha, fredda Strakosha e condanna la Lazio. Immeritatamente ma forse definitivamente.

Lazio – Celtic 1-2

Lazio (3-5-2): Strakosha; Felipe, Vavro (38′ st Berisha), Acerbi; Lazzari, Parolo, Lucas (13′ st Luis Alberto), Milinkovic-Savic, Jony (13 st Lulic); Correa, Caicedo. Allenatore: Inzaghi

Celtic (5-3-2): Forster; Forrest (44′ st Bauer), Elhamid (38′ st Biton), Jullien, Ajer, Hayes; Christie (33′ st Ntcham), Brown, McGregor; Elyounoussi; Edouard. Allenatore: Lennon

Marcatori: 7′ Immobile, 38′ Forrest, 95′ Ntcham

Ammoniti: Caicedo, Brown Arbitro: Stieler

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