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F1 GP Qatar: Hamilton brilla nella notte

Nella notte del GP del Qatar, Lewis Hamilton ribadisce di essere lui la stella della F1. Il sette volte campione è in testa dall’inizio alla fine, senza mai doversi guardare le spalle. Max Verstappen recupera bene dalla penalità post qualifica e piazza una seconda posizione che lo aiuta a limitare i danni. Questo (più il punto addizionale del giro più veloce) gli permette di restare in testa al mondiale, ma il vantaggio scende a soli 7 punti. Il gradino più basso del podio va a Fernando Alonso, che con una classe da campione rintuzza l’attacco di Sergio Perez. Una foratura manda Valtteri Bottas fuori dalla zona punti. Male anche le Ferrari, settima con Charles Leclerc e ottava con Carlos Sainz. Ma la McLaren di Lando Norris è dietro, in nona piazza.

F1: cosa succede al GP del Qatar?

La notizia bomba del pre gara è la penalità a Max Verstappen: cinque posizioni di arretramento per non aver rispettato la bandiera gialla nel Q3! Penalità anche per Bottas, che perde tre caselle. Al via “Super Max” annulla in parte la sanzione, schizzando da settimo a quarto. Dopo cinque giri è già secondo, con Hamilton che ha già quattro secondi di margine. Poi si apre la finestra dei pit stop: la strategia prevede due soste, con Max che anticipa Lewis fermandosi al 19esimo passaggio. Il leader segue un giro più tardi, con i distacchi immutati. Bel recupero di Perez, partito undicesimo, mentre Bottas non è altrettanto brillante, anche se autore di bei sorpassi.


Verstappen penalità: 5 posizioni per il pilota


Il rebus delle gomme

Al primo stop, la gran parte dei piloti monta la gomma dura. Siamo in un terreno inesplorato: nelle libere non l’ha provata quasi nessuno, ed il suo potenziale è un’incognita. Come se la caverà? Sembra bene, visto che i primi due ritoccano il giro più veloce! Ma le cose non vanno bene a tutti. Bottas, al giro 33, buca l’anteriore sinistra, probabilmente per un contatto con un cordolo. Costretto a fermarsi, monta le gomme medie, perdendo un sacco di tempo. Il finlandese aveva allungato lo stint, ed era in buonissima posizione per il podio. Le gomme sono un fattore cruciale per Alonso, che contende il podio a Perez. Checo si ferma due volte, passando dalla media alla dura, e poi di nuovo alla media. Fernando tira i dadi e scommette sul singolo stop. L’azzardo paga, ma i rischi sono tanti. La fortuna lo aiuta anche, perché la Virtual Safety Car finale lo protegge dal rientro del messicano. Oltre a Bottas, i cordoli uccidono la gara delle Williams, con George Russell e Nicholas Latifi vittime di forature. Il canadese non riesce nemmeno a riportare la monoposto ai box, innescando la VSC che pone di fatto fine alla gara. Verstappen ne approfitta per fermarsi di nuovo, montando le soft e ritoccando il giro più veloce. Concludendo il discorso gomme, esse uccidono la gara delle Alpha Tauri, ma per un’altra ragione. Sia Pierre Gasly che Yuki Tsunoda partono con le soft, per poi passare alla doppia media. La strategia (adottata anche dalla McLaren) non paga: entrambe le monoposto, infatti, mancano la zona punti nonostante una qualifica promettente.

Immagine in evidenza di Mercedes AMG Formula One Team, per gentile concessione