Lando Norris ha acceso il sabato dell’Autódromo Hermanos Rodríguez con un giro da manuale: 1:15.586 e pole position meritata per la McLaren. In prima fila con lui Charles Leclerc, mentre Lewis Hamilton scatterà terzo dopo un sabato solido che conferma il passo in avanti della Ferrari sul giro secco. Seconda fila per George Russell e Kimi Antonelli, con Max Verstappen soltanto quinto dopo una qualifica più complicata del previsto.
Come si è decisa la pole
L’altitudine di Città del Messico (oltre 2.200 metri) ha dettato legge: aria più rarefatta, meno carico, freni sotto stress e importanza cruciale della preparazione del giro. Norris è stato perfetto soprattutto nel settore centrale, quello che separa i “puliti” dai “veloci davvero”. Leclerc ha minacciato il tempo nel primo settore, ma ha perso il treno nel passaggio dallo stadio alla linea. Hamilton ha costruito la sua P3 con un giro aggressivo e pulito insieme.
Alle loro spalle, Russell ha spremuto una Mercedes molto bilanciata in inserimento, mentre il giovane Antonelli ha proseguito la sua crescita con una top-6 da applausi. Verstappen ha lottato con il posteriore in appoggio e con una finestra gomme mai davvero ideale: sufficiente per la terza fila, non per l’ennesima magia messicana.
Le note di giornata
- Oscar Piastri ha faticato a trovare confidenza e partirà settimo complice una penalità che retrocede Carlos Sainz (autore di un buon tempo ma arretrato in griglia).
- In luce anche i rookie: Isack Hadjar e Oliver Bearman si sono ritagliati spazio nella top-10, segno che a quota 2.000 metri contano sensibilità e pulizia, non solo cavalli.
Cosa aspettarsi al via
La lunga tirata fino a Curva 1 (circa 800 metri) può ribaltare tutto: la scia è potentissima e gestire temperature e freni nello schieramento farà la differenza. Possibili scenari:
- Gioco di scie: Leclerc e Hamilton possono provarci in tandem per mettere pressione a Norris entro la prima staccata.
- Gestione gomme e freni: con l’aria sottile, il degrado posteriore e il raffreddamento restano temi-chiave soprattutto nel tratto dello stadio.
- Undercut vivo: il delta pit non enorme può trasformare un pit-stop anticipato in un’arma decisiva contro chi guida il gruppo.
La fotografia tecnica
- Assetti non estremi sulle ali per non perdere troppa aderenza nei settori 2 e 3.
- Track evolution sensibile: gran parte dei miglioramenti è arrivata da giri di preparazione più puliti e finestre termiche corrette piuttosto che da cambi di set-up tra i run.
- Traffico in Q1 determinante: più di un giro è stato rovinato dai “trenini” prima di entrare nello stadio.
La griglia che conta
- Norris – 2) Leclerc – 3) Hamilton – 4) Russell – 5) Verstappen – 6) Antonelli – 7) Piastri (dopo penalità a Sainz) – poi Hadjar e Bearman in una top-10 sorprendente e ricca di volti nuovi.
In sintesi: Norris ha cambiato passo nel momento giusto e ha messo il timbro su una delle piste più particolari del Mondiale. Ferrari è lì, minacciosa con due vetture subito dietro; Red Bull chiamata alla rimonta. Con scia, altitudine e strategie aggressive sul piatto, la partenza promette scintille.

