Il circus della F1 fa tappa a Montecarlo nell’appuntamento più glamour del calendario. Il circuito è famoso per la sede stradale stretta e tortuosa che si snoda nel centro del Principato, ed è rimasto praticamente identico a quello ideato nel 1929.

L’asfalto del circuito è poco abrasivo e richiede un elevato grip meccanico e carico aerodinamico che è naturalmente necessario per muoversi agilmente tra i muretti del tortuoso disegno Monegasco. Bisogna prestare particolare attenzione ovviamente a freni e sterzo, gli elementi più sotto pressione. L’errore è dietro l’angolo e la minima sbavatura può essere letale.


La favorita è senza dubbio la Mercedes. La W10 in questo inizio di stagione ha letteralmente annientato la concorrenza con 5 doppiette nelle prime 5 gare. Un dominio che ha spento i sogni di gloria della Ferrari. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas hanno tra le mani una macchina completa, adatta per essere veloce su ogni pista e con un progetto vettura che, basandosi in particolare sul carico aerodinamico, è ormai senza dubbi il migliore. Inoltre la sfida interna tra Hamilton e Bottas è ben gestita da Toto Wolff memore di quello che successe nel 2016. Le strategie al muretto sono gestite con la massima calma e competenza, riducendo al minimo qualsiasi imprevisto. Gli obbiettivi della scuderia di Brackley sono il sesto titolo costruttori e piloti consecutivi. A Monaco assisteremo alla sesta doppietta consecutiva?

La Rossa arriva nel Principato con l’obbligo di riscatto dopo un inizio quasi umiliante. Dopo i test tutto sembrava presagire una netta superiorità della Ferrari ma l’impatto con la realtà è stato tremendamente scioccante per l’intero team Italiano. Mattia Binotto ha ammesso che potrebbe essere stato sbagliato l’intero concept della vettura che presenta molti problemi: mancanza di carico aerodinamico, sospensioni anteriori e finestra delle gomme ristretta. Questi i mali principali della scuderia di Maranello che sta già lavorando per una nuova sospensione anteriore visto i problemi avuti nella percorrenza delle curve lente. La trazione in uscita e il motore sembrano gli unici punti di superiorità, ma da soli non bastano per battere la perfetta W10.

La Red Bull fu la grande dominatrice del 2018 a Montecarlo, seppur la doppietta non arrivò per un grave errore nelle PL3 di Max Verstappen che fu costretto a partire dal fondo della griglia. In gara Daniel Ricciardo accusò un problema all’ers dopo metà gara che provocò perdita di potenza. Tuttavia la grande trazione della RB fu decisiva per difendersi dagli attacchi di Sebastian Vettel. Quest’anno in casa RB non c’è la stessa fiducia dell’anno scorso visto il T3 con cui la Mercedes ha distaccato le inseguitrici. L’obbiettivo primario sarà almeno conquistare la seconda fila.

IL CIRCUITO

Tracciato: 3337 m
Giri: 78
Distanza di gara: 260.286 km
Giro record: 1’14″260 M.Verstappen, Red Bull (2018)
Pole 2018: 1’10″810 D.Ricciardo, Red Bull
Vincitore 2018: D.Ricciardo, Red Bull

LE GOMME SCELTE DAI TEAM

POLE LAP 2018

RACE HIGHLIGHTS & ORDINE D’ARRIVO 2018

IL PROGRAMMA IN TV

Giovedì 23 maggio
PL1: 11:00 – 12:30, diretta su Sky SportF1 HD 
PL2: 15:00 – 16:30, diretta su Sky SportF1 HD

Sabato 25 maggio
PL3: 12:00 – 13:00, diretta su Sky SportF1 HD 
Qualifiche: 15:00 – 16:00, diretta su Sky SportF1 HD, Tv8 
Domenica 26 maggio
Gran Premio: 15:10, diretta su Sky SportF1 HD, Tv8 

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