Fabbiano
Fabbiano Thomas: Credit on Twitter @VitaSportiva
L’azzurro batte il gigante Karlovic al quinto set. Per la quarta volta in carriera accede al 3^ turno di uno Slam
Davide batte Golia –

Sembra la sceneggiatura di uno scritto della Bibbia fatto a film, con lo stesso finale recitato anche nelle sacre scritture: il nostro Thomas Fabbiano – alias Davide – batte il gigante croato Ivo Karlovic – ovviamente Golia – al secondo turno di Wimbledon dopo un’entusiasmante battaglia che si è protesa fino al quinto set.

Rispetto allo scenario della storica battaglia presa in esempio, la sceneggiatura è completamente differente: il teatro non è un arena con ciottoli e sabbia, ma il prato verde del campo 14 di Wimbledon.

Certo, uno dei campi minori dello Slam londinese non sarà di certo il teatro dei sogni, ma la favola di questo ragazzo italiano merita di essere raccontata e annoverata.

Perché abbiamo scelto la disputa tra i due celebri guerrieri come intro? Semplice. I due tennisti scesi questo pomeriggio sui campi di Church Road rispecchiavano a pieno le caratteristiche dei due personaggi biblici.

Il piccoletto Thomas – 1,73 cm – contro il gigante Karlovic – 2,10 cm – un omone statuario che sull’erba equivale tranquillamente ad una testa di serie.

Fabbiano però a differenza di Davide non era nuovo alla sfida contro un colosso: solo due giorni fa aveva fatto fuori il n. 6 al mondo Stefanos Tsitsipas, anche se il greco in versione erba sia lontano parente di quello ammirato nel corso del 2019.

Poco importa, poiché Thomas ha dimostrato coraggio e voglia di spingersi oltre i suoi limiti. A differenza di Davide, a lui non serve una fionda per mandare al tappeto il suo avversario, ma basta una semplice racchetta.

L’atmosfera era piacevole, merito anche del piccolo campo situato nel cuore dell’impianto londinese, con le tribune vicine ai giocatori che rendono calorosa la partita.

Sin dai primi scambi, il compito del tennista azzurro era soltanto uno: arginare i proiettili – eufemismo, sono cannonate – di Karlovic al servizio. D’altronde aveva dinanzi un uomo che fa raggiungere alla pallina la stessa velocità della Mercedes spinta da Hamilton sotto il tunnel di Montecarlo.

Infatti il croato è rinomato per essere il miglior battitore di sempre – record di ace all time – con un servizio che in confronto quello di Isner pare roba da pivelli.

Tuttavia Fabbiano sapeva che molte volte in risposta avrebbe fatto da spettatore, ma nei momenti chiave doveva pungere al meglio. Infatti fino al 4-3 del primo set il match fila liscio da copione, poi l’improvvisa zampata del tennista pugliese gli permette di vincere il primo set per 6-3.

La vicenda sembra ripetersi ancora a metà del secondo parziale: Fabbiano arriva 15-40, ma un paio di bordate del croato rimettono in ghiaccio l’incontro. Si arriva all’inevitabile tie-break, in cui si procede appaiati fino alla stecca dell’azzurro, che consegna per 8-6 il set al suo avversario.

Thomas non demorde, anzi. Infatti lo spazio di manovra in questo parziale è stato pari a 0, con un Karlovic inattacabile al servizio e stranamente cinico in risposta.

La reazione del nostro portacolori arriva all’alba del terzo set: due grandi risposte consecutive gli regalano il secondo break di giornata e lo fanno volare sul 2-0. Karlovic fa ora una fatica tremenda in risposta e quindi Fabbiano si limita a controllare per vincere il parziale 6-3.

Ivo gioca tendenzialmente da fermo, tentando giocate non propriamente nelle sue corde. Tuttavia il gigante croato rimette in ordine le idee nel quarto set, tornando a piazzare un ace dopo l’altro.

Morale della favola il tie-break arriva anche qui come una sentenza: Thomas parte forte salendo 3-0, ma poi si spegne inesorabilmente. Karlovic mette dentro un dritto impossibile, d’altro canto Fabbiano ne sbaglia uno semplice. Il croato vince 7-4 e rimanda il verdetto all’ultimo e decisivo set.

Tuttavia, dati alla mano, nel quinto set il tennista tarantino è più cinico del Real Madrid nelle finali. Ovviamente la sofferenza c’è stata eccome: Thomas sul 4-4 annulla la prima palla break del match con un gran passante lungolinea.

Ci si aspetta allora il long set da giocare, ma prima c’è ancora spazio per le emozioni. Karlovic regala un doppio fallo e due match point. Sintesi? Ace sul primo, ace sul secondo, bravo lui.

Sul 40-40 un dritto steccato veramente brutto dell’azzurro per qualche volontà divina trova incredibilmente la riga regalando il terzo match point di giornata. Questa volta non arriva l’ace, ma una comoda volée mandata in rete da Karlovic che sancisce la fine dell’incontro.

Fabbiano vince 6-3, 6-7(6), 6-3, 6-7(4), 6-4 dopo 3 ore e 7 minuti di contesa e accede per il secondo anno consecutivo al 3^ turno dei Championships.

3^ turno di uno Slam centrato per la quarta volta in carriera dal pugliese, che si dimostra un cecchino al quinto set – mai perso in carriera –

I numeri di questa sfida parlano a suo favore: 9 ace, 54 vincenti e solo 13 errori gratuiti. A nulla servono i ben 54 ace di Karlovic, perché oggi è Fabbiano a fare il gigante.

Ora con grande entusiasmo potrà affrontare il prossimo appuntamento, con l’avversario che uscirà dal match tra il beniamino locale Edmund e lo spagnolo Verdasco.

Il tabellone completo e tutti i risultati

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