Scatta stasera, alle ore 21, sul campo del “Parco dei Principi” di Parigi, con la partita Francia-Corea del Sud, l’ottava edizione della Coppa del Mondo di calcio femminile. Ventiquattro squadre, raggruppate in sei gironi da quattro, si daranno battaglia fino alla finale che si disputerà domenica 7 luglio, alle ore 17 a Lione, capitale del calcio femminile francese. Le prime due compagini del girone, più le migliori quattro terze, accederanno alla fase ad eliminazione diretta che comincerà il 22 giugno con il primo ottavo di finale. 
Questa edizione di Francia 2019, annuncia un passo molto importante per il calcio femminile, non solo per i premi che sono stati raddoppiati del 100% rispetto a quelli di quattro anni fa (dai 15 milioni di dollari messi in palio per la scorsa edizione canadese, siamo passati ai 30 milioni di dollari per questa edizione francese), ma segna un passaggio rilevante anche per l’ingresso del calcio femminile nei palinsesti delle principali piattaforme televisive. In Italia, la Rai manderà in onda quindici incontri di questo Mondiale 2019, mentre Sky trasmetterà interamente la manifestazione con tutti i suoi 52 incontri.

La storia dei mondiali di calcio femminili

La prima edizione del mondiale di calcio femminile, per volere dell’allora Presidente brasiliano della Fifa, João Havelange, si svolse in Cina nel novembre del 1991. Le nazionali chiamate a disputarsi quella prima manifestazione iridata per il calcio femminile furono dodici, raggruppate in tre gruppi da quattro squadre. Alla fase dei quarti di finali  si qualificarono le prime due compagini del girone, più le due migliori terze. In quell’edizione cinese, l’Italia, capitanata da Carolina Morace, la giocatrice più famosa del calcio femminile dello Stivale di ogni epoca, non andò oltre i quarti di finale, perdendo nei tempi supplementari contro la Norvegia (3-2), che perse poi la finale contro gli Stati Uniti per 2-1. Nella seconda edizione del mondiale di calcio femminile, nel 1995, in Svezia, l’Italia mancò la qualificazione sempre a danno delle norvegesi, che le sconfissero nello spareggio di ammissione all’Europeo, che comportava anche l’automatica qualificazione ai mondiali in terra di Scandinavia. In quell’edizione svedese, la nazionale norvegese riscattò la beffa subita quattro anni prima in Cina e si mise al collo l’oro battendo in finale la Germania per 2-0. Nel 1999, giocando in casa, gli Stati Uniti si ripresero il titolo iridato, davanti agli oltre novantamila spettatori assiepati al “Rose Bowl” di Pasadena, superando ai calci di rigore la Cina per 5-4. Da registrare che per la nazionale italiana, quella del 1999, fu l’ultima apparizione nella manifestazione iridata (eliminata nei gironi). Nell’edizione seguente, quella 2003, il Mondiale si disputò nuovamente negli Stati Uniti, sempre con la stessa formula, a sedici squadre, con eliminazioni dirette a partire dai quarti di finale. Ad alzare la Coppa del Mondo, al cielo di Carson, un comune nei pressi di Los Angeles, fu la Germania, che nei tempi supplementari riuscì ad avere la meglio sulla Svezia (2-1). Compagine teutonica che quattro anno dopo, in Cina, riuscì a bissare il successo mondiale, battendo in finale per 2-0 le quotatissime brasiliane, strascinate dalla stella più luccicante di tutto il firmamento calcistico femminile di ogni epoca, la calciatrice Marta.  Nella manifestazione iridata del 2011, la Coppa del Mondo femminile, ritorna in Europa, in Germania, ma le tedesche non riescono a realizzare il tris e le sorprendenti giapponesi, dopo un pareggio nei centoventi minuti (2-2), battono le rivali statunitensi dai tiri dal dischetto per 3-1. L’ultima edizone, in Canada, nel 2015, è quella che ha laureato per la terza volta come campionesse del Mondo le statunitensi (5-2 sul Giappone). Come questa edizione del 2019, in Francia, le squadre partecipanti alla fase finale del Mondiale, per la prima volta, sono state ventiquattro.

Le favorite ai Mondiali femminili Francia

A godere dei favori del pronostico sono ancora le ragazze statunitensi che restano al primo posto del Women’s World ranking e possono contare sulle abilità di tre grandi calciatrici: Alex Morgan, Carli Llyod e l’icona gay Meghan Rapinoe. A seguire ci sono le padrone di casa francesi, che tra le loro fila possono vantare la presenza di alcune giocatrici del Lione, squadra vincente delle ultime quattro edizione della Champions League femminile. Probabile stella, la graziosa centrocampista offensiva Armadine Henry, poi l’attaccante Eugénie Le Sommer e il difensore Wendie Renard. A far da guastafeste potrebbero poi esserci le inglesi del c.t. Phil Neville (ex difensore del Man Utd) e le solite tedesche, che come valori non sono così distanti dalle due grandi favorite, Usa e Francia. Come possibili sorprese indichiamo le spagnole, che come i loro colleghi maschili possiedono notevoli qualità di gioco e le brasiliane, che, ancora una volta, possono contare sulle prestazioni della loro campionessa trentatreeenne Marta Vieira da Silva, cinque volte Pallone d’Oro.  

L’Italia – I bookmakers la offrono a una quota vicino a 50 per la vittoria finale. La compagine di Milena Bertolini si trova in un girone assieme alle brasiliane, alle australiane e alle giamaicane, passare il turno come migliore terza è l’obiettivo più  auspicabile. Le ragazze italiane sembrano essere ancora un passo indietro rispetto alle più quotate Brasile e Australia. La prima partita della nazionale del c.t. Bertolini è domenica 9 giugno, contro l’Australia, a Valenciennes, alle ore 13. Di entusiasmo intorno alla squadra azzurra ce n’è molto, la qualificazione ottenuta con sette vittorie e una sola sconfitta a carico, porta ad essere ottimisti. Dopo venti lunghi anni di assenza dalla massima competizione per il calcio femminile, è importante assaporare il momento e godersi la manifestazione. La seconda partita le azzurre la giocheranno a Reims, contro la Giamaica, venerdì 14 giugno, alle ore 21, mentre la terza partita, contro il Brasile, si disputerà martedì 18 giugno, di nuovo a Valenciennes alle ore 21.

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