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Per Franco Morbidelli il 2021 potrebbe essere una stagione da protagonista in MotoGP ma, per una sorta di congiunzioni astrali, non potrà disporre di una Yamaha ufficiale. Ovviamente, sulle congiunzioni astrali scherziamo, tuttavia rimane il fatto che quello che, risultati alla mano, è stato il migliore della casa nipponica lo scorso anno non avrà la moto più evoluta. Un mistero che sembra inspiegabile, agli occhi degli osservatori esterni. Ma ci sarà una ragione, no? E allora domandiamoci…


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Perché Franco Morbidelli non dispone di una Yamaha ufficiale?

Una risposta a questa domanda provano a darla i dirigenti della squadra Yamaha MotoGP, a cominciare dal managing Director Lin Jarvis. “La specifica della moto è scelta da Yamaha e dai team“, ha spiegato Jarvis a Motorsport.com. “Ma ci sono delle ripercussioni economiche in base alla specifica che hai“. Ma che cosa s’intende per ripercussioni economiche? “Una moto factory è molto più costosa di una Spec-A (la moto che ha Morbidelli, ndr), ci sono dei problemi di tempistica quando devi effettuare gli ordini del materiale. Abbiamo avuto la questione COVID, che ha messo pressione agli sponsor, alla Yamaha, ai fornitori. Quindi, non siamo nella migliore situazione economica di sempre“.

Quando si tratta di forniture, le case stanziano il budget in anticipo, per produrre il materiale necessario ed evitare gli sprechi. Questo implica che certe decisioni vengano prese con largo anticipo, senza alcun margine per le modifiche. “La decisione sulla specifica per Franky è stata presa a metà dello scorso anno“, ha spiegato Jarvis. “Non è una cosa che possiamo cambiare ad ottobre o novembre“. Per il 2021 Morbidelli disporrà di una M1 Spec-A, una moto 2019 con il telaio 2020. Non è la moto più evoluta del lotto, certamente, ma potrebbe non essere un male. Anzi.

Ma a Franco Morbidelli conviene davvero la Yamaha ufficiale?

Se ritorniamo indietro al 2020, “Morbido” ha vinto la classifica interna Yamaha con la moto meno aggiornata. Dall’altra parte, i piloti factory si sono lamentati di una M1 che sembra aver fatto passi indietro invece che in avanti, tra problemi di trazione, carenza di velocità ed un’affidabilità che è venuta a mancare. Senza contare l’imbarazzante gestione del “valvegate”, che ha rischiato di screditare il buon nome del costruttore dinanzi agli altri. A conti fatti, a Franco forse conviene che resti tutto com’è. Chi si accontenta, gode!


Yamaha e le valvole della discordia


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