Yamaha Motor Europe annuncia un innesto di peso nel proprio progetto rally raid: la leggenda del motocross Gautier Paulin correrà l’Africa Eco Race 2026 insieme ad Alessandro Botturi con il Ténéré Yamaha Rally Team, in partnership con Riders for Health (powered by Two Wheels for Life). Il duo sarà al via sulla Ténéré 700 Rally in una delle competizioni più affascinanti e dure del calendario, in programma dal 24 gennaio al 7 febbraio (con partenza ufficiale il 25).
Paulin: dal motocross ai rally, una nuova sfida “maratona”
Cinque volte vincitore consecutivo del Motocross of Nations con la Francia (2014–2018) e protagonista assoluto dell’era moderna dell’MXGP, Paulin porta nel rally raid un curriculum impressionante: dagli inizi nel ciclismo (fino a diventare campione del mondo BMX da giovanissimo) al titolo EMX2 2007, passando per il percorso in MX2 (con vittorie e podi) fino ai numeri da top rider in MXGP, con molteplici successi e un bottino di punti che lo colloca tra i francesi più vincenti di sempre nella “Olimpiade del Motocross”.
La svolta verso il deserto non è però un salto nel buio: Paulin ha già assaggiato il rally raid come guest rider del team al Carta Rallye 2025, chiudendo terzo assoluto e vincendo la propria classe. Un risultato che ha acceso la scintilla e convinto Yamaha a puntare su di lui anche per l’Africa Eco Race.
Rally raid: non solo velocità, ma navigazione, resistenza e gestione
Il passaggio da MXGP a rally raid è un cambio di paradigma. Se nel motocross contano esplosività e gestione di 45 minuti “a tutta”, qui la parola chiave è resistenza: tappe che possono superare i 1.000 km in un giorno, caldo, fatica, ritmo da amministrare e soprattutto navigazione con roadbook in territori spesso spogli e ingannevoli.
Paulin conosce bene la teoria e la pratica: ha lavorato con il team negli ultimi mesi anche nello sviluppo della moto e ha potuto contare sul supporto del compagno di squadra Botturi, riferimento assoluto per esperienza e metodo in navigazione. Non a caso, Paulin ha già corso l’Africa Eco Race in passato, vincendo l’edizione 2024 nella categoria auto: un dettaglio che racconta quanto il francese abbia davvero “il deserto negli occhi”.
Botturi: obiettivo riscatto dopo il finale amaro (26 secondi)
Se Paulin rappresenta la novità, Alessandro Botturi è la colonna portante del progetto. Più volte finisher alla Dakar e due volte vincitore dell’Africa Eco Race (2019 e 2020), il pilota italiano arriva al 2026 con un conto aperto: nell’ultima edizione era in testa fino agli ultimissimi chilometri, prima di essere rallentato da un imprevisto (una rete rimasta impigliata nella ruota) che gli è costato tempo prezioso e la vittoria, sfumata per soli 26 secondi.
La stagione recente, però, parla di competitività: Botturi ha lottato per il successo al Carta Rallye (ritiro sfortunato nell’ultima tappa), ha vinto lo Swank Rally e ha chiuso secondo nel Campionato Italiano Motorally. Tradotto: ritmo c’è, forma pure, e la motivazione è quella di chi vuole rimettere le cose al loro posto.
Un’Africa Eco Race “da Parigi-Dakar”: 6.000 km tra Marocco, Sahara, Mauritania e Senegal
L’Africa Eco Race mantiene intatto il suo fascino “old school”, seguendo lo spirito delle grandi traversate africane. L’edizione 2026 attraverserà oltre 6.000 km: si parte da Tangeri, si attraversano le Montagne dell’Atlante e si entra nel Sahara, poi spazio alle dune infinite della Mauritania e infine l’arrivo in Senegal, con traguardo a Dakar nei pressi del mitico Lac Rose.
Il calendario prevede verifiche tecniche e scrutineering a Tangeri dal 24 gennaio, start ufficiale il 25, quindi:
- 5 tappe in Marocco
- rest day a Dakhla
- 5 tappe in Mauritania
- 2 giorni in Senegal
- arrivo a Dakar il 7 febbraio
Non solo team ufficiale: 12 rider Ténéré Spirit Experience e “Mr Dakar” Peterhansel
Accanto alla formazione factory, Yamaha schiererà all’Africa Eco Race anche 12 piloti del programma Ténéré Spirit Experience (TSE), che correranno la gara “insieme” al team ufficiale, condividendo terreno, difficoltà e spirito di avventura.
Tra i nomi spiccano Kevin Gallas, reduce da una vittoria al Carta Rallye in sella alla Ténéré, oltre ad Antonio Maio e Mike Weidemann, entrambi vincitori di tappa. Tornerà anche Nicholas Charlier, già vincitore della quinta tappa nell’edizione 2025. E ciliegina che fa rumore: durante alcune frazioni si unirà al gruppo anche Stéphane Peterhansel, 14 volte vincitore della Dakar, da molti considerato “Mr Dakar” per definizione.
Le parole dei protagonisti: entusiasmo, realismo e voglia di vittoria
Paulin non nasconde l’emozione, ma nemmeno la difficoltà: il suo focus è imparare, crescere in navigazione e sostenere Botturi. Botturi, dal canto suo, sottolinea quanto sia straordinario avere un talento come Paulin nel box, ricordando però che nel rally raid la velocità è solo una componente: conta saper leggere il roadbook, gestire energie e restare lucidi per giorni.
Il team manager Marc Bourgeois parla di “mix perfetto” tra velocità ed esperienza, con un Botturi determinato a trasformare la delusione dell’ultima edizione in una spinta e un Paulin già prezioso anche nello sviluppo della moto ufficiale.
Verso l’Africa: il Ténéré Yamaha Rally Team alza l’asticella
Con Paulin e Botturi insieme, Yamaha presenta una coppia complementare: da una parte l’istinto e la guida “di classe mondiale” del motocross, dall’altra la strategia e la durezza mentale di chi conosce il deserto. L’Africa Eco Race non perdona, e proprio per questo è il banco prova perfetto: maratona vera, nel senso più nobile del termine.
Dal 24 gennaio, inizia il conto alla rovescia. E questa volta, per il Ténéré Yamaha Rally Team, l’obiettivo non è solo partecipare: è scrivere una storia da ricordare.

