Lucy Bronze

Nella Kermesse che si è svolta ieri a Dubai sono stati scelti i migliori protagonisti dell’anno che si chiude domani. Confermato lo strapotere di Cristiano Ronaldo che vince il premio per la quarta volta consecutiva.

Miglior giocatrice dell’anno è stata proclamata Lucy Bronze, terzino dell’Olympique Lione e della nazionale Inglese. Ha sbaragliato la concorrenza delle colleghe inserite nella rosa delle probabili vincitrici. La compagna di squadra Amandine Henry e le due statunitensi Alex Morgan Megan Rapinoe, protagoniste del Mondiale di Francia 2019, vinto dalla nazionale americana.

Lucy Bronze
La rosa delle candidate alla vittoria finale

Ancora un testa a testa con Rapinoe che le aveva strappato, poco meno di un mese fa, il Pallone d’oro. Questa volta ha vinto lei, Lucy Bronze, che ha un altro sogno nel cassetto. Quello di vincere in casa, nel tempio di Wembley, i Campionati Europei 2021. Alzare la coppa al cielo davanti ai propri tifosi, in uno stadio storico per l’Inghilterra, è certamente uno dei grandi sogni per un calciatore ed anche per una calciatrice. Sfumato quello di vincere i Mondiali, che pure era obiettivo per la nazionale allenata da Phil Neville, chiuso al quarto posto.

Pallone d’oro 2019, vince Megan Rapinoe

Lucy Bronze ha iniziato a giocare a calcio molto presto e, come quasi tutte le sue colleghe, inserita in squadre maschili. Ha compiuto da poco 28 anni, ha già vinto la Uefa Champion League e più di una volta è risultata miglior calciatrice in classifiche nazionali.

Dotata di forza e resistenza che la rendono uno dei difensori più efficaci della sua generazione, Lucy è in prima linea nella lotta di categoria per raggiungere lo stato di professionismo. Un argomento che si è sollevato in tutto il mondo con ancora più forza, dopo i Mondiali francesi, grazie anche all’imponente attenzione mediatica sull’evento che, finalmente, ha scoperchiato e reso visibile qualcosa sconosciuto a i più.

Calcio Femminile Serie A. Classifica e risultati

Caparbia e volitiva, ha studiato discipline sportive all’università e ha voluto impegnarsi in prima persona nel redigere un programma di allenamento riabilitativo dopo aver subito un importante infortunio. Insomma una campionessa di spessore a cui va il merito di prodigarsi anche in settori diversi dal suo essere giocatrice di calcio.

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